17 maggio 1989. Napoli invade Stoccarda e conquista l’Europa.


“L’esperienza ci dice che è difficile prevedere quando la festa finirà e allora festa sia!”

Così il giornalista Liliano Frattini commenta le immagini dei napoletani in preda all’estasi della vittoria nello storico servizio del Tg1. E’ il 17 maggio 1989 quando il Napoli allenato da Ottavio Bianchi e internazionalmente rappresentato da Diego Armando Maradona si aggiudica il primo e unico trofeo europeo della sua storia, la Coppa Uefa. Un ricordo che i partenopei non vedono mai sciuparsi d’intensità, per una serie di motivi. Dall’incredibile rimonta ai quarti con la Juventus, alla vittoria con lo Stoccarda in finale che, nelle parole del presidente Corrado Ferlaino, ci appare come una spedizione di conquista bellica: “dopo la partita andai all’aeroporto per andare via sempre in aereo privato, rimasi colpito da un’immagine: c’erano tantissimi balconi con la bandiera azzurra. E’ un ricordo che mi commuove ancora oggi, avevamo reso felici i napoletani che vivevano in Germania.” Una gioia indescrivibile che gli animi più giovani potranno comprendere solo in parte. Il prestigio reso dalla Coppa Uefa aveva un valore totalmente differente rispetto all’attuale Europa League. Rendono bene l’idea le parole dello stesso Ferlaino: “La vittoria della Coppa Uefa è stata più emozionante degli scudetti”. Presentiamo allora i protagonisti dell’impresa, quel Napoli aveva tanta classe non solo nei piedi nel numero 10 argentino.

  • Tra i pali Giuliano Giuliani.                                                                                    
  • Terzino destro Ciro Ferrara, terzino sinistro Giovanni Francini.
  • Al centro della difesa troviamo Giancarlo Corradini e Alessandro Renica.   
  • In mezzo al campo Luca Fusi, Fernando de Napoli e il brasiliano Alemao.  
  • Sulla trequarti semplicemente Diego Armando Maradona.                                   
  • Lì davanti Andrea Carnevale a il numero nove Careca.

Il cammino comincia il 7 settembre 1988 contro i greci del Paok Salonnico. L’andata a Napoli è decisa da un rigore di Maradona. Il ritorno termina per 1-1, grazie ad un assist meraviglioso del Pibe de oro per Careca. Una partita non del tutto tranquillissima, tanto che i giornali titoleranno “La battaglia di Salonicco”. Scontri sugli spalti e bottigliette lanciate verso le panchine. Era bella sentita la Coppa Uefa si, l’abbiam già detto.

Il 26 ottobre 1988 si giocano i sedicesimi contro il Lipsia. L’andata vede la trasferta per gli Italiani. Sull’ 1 a 0 per il Lipsia, pareggia i conti la testa di Francini, a seguito di uno scambio Maradona-Corradini d’alta scuola. Al ritorno il terzino sinistro si ripete su assist del solito Diego. La partita terminerà sul 2-0 per l’autorete di Heiko Scholz, causata dall’insaziabile Francini. Si va agli ottavi.

23 novembre 1988. I Campani volano a Bordeaux per la partita di andata. In Francia si sblocca un altro protagonista della squadra, Andrea Carnevale, che decide la partita con un potente destro da posizione defilata. Al San Paolo il Napoli mantiene il risultato, concludendo per 0-0. La conquista dei quarti prospetta una sfida non semplice, si gioca con la Juventus.

E’ il primo marzo del 1989. Si gioca a Torino il match d’andata. La Juventus si porta avanti con un goal spettacolare dalla distanza di Pasquale Bruno. Un’autorete poi di Corradini definirà il 2 a 0 per i bianconeri. Al San Paolo si cerca l’impresa, il miracolo. Al decimo minuto di gioco è rigore per il Napoli che, ovviamente, Maradona non sbaglia. I padroni di casa aggrediscono in cerca del pareggio e lo trovano con un goal magnifico di Carnevale dal limite dell’area. Si va ai supplementari. Immaginate di essere lì allo stadio. Immaginate di tifare Napoli e vedere all’ultimo minuto del secondo supplementare il goal del 3 a 0 contro la Juve. Quello che provoca Alessandro Renica su assist di Carnevale è il pandemonio. I partenopei sono in semifinale.

5 aprile 1989. La semi-finale di andata è Napoli-Bayern Monaco. L’ulteriore tedesca da affrontare non spaventa gli azzurri che, con un Maradona che fa un po’ quello che gli pare e gli attaccanti lì davanti a rifinire egregiamente sembra tutto molto semplice. Ci pensa prima Careca e infine Carnevale di testa. Al ritorno i tedeschi non sembrano in giornata. Apre i fuochi il Napoli con Careca a seguito di un liscio difensivo degno di nota. La partita terminerà 2 a 2 con il secondo goal partenopeo nel segno, come al solito, di Maradona a servire per Careca. “Possiamo dire a questo punto, il Napoli è in finale!”

Un Maradona tutto da guardare

E’ una sensazione che ricorderanno per sempre tutti i tifosi, i giorni che precedono la finale, l’attesa per il sorteggio dei campi. La finale si disputava ancora in due partite, l’ansia non si esauriva al termine dei 90 minuti. L’avversario era lo Stoccarda. Per concludere, l’ultima tedesca da affrontare. Il 3 maggio è la data designata, l’andata sarà al San Paolo.

Non parte bene per i padroni di casa che al 17’ vanno sotto grazie al destro dalla distanza di Gaudino. Il tiro è potente ma il portiere Giuliano non è impeccabile. Situazione in salita per la squadra di Bianchi, che è caricata dagli ottantacinquemila tifosi urlanti dagli spalti. Fattore che innesta l’adrenalina giusta agli azzurri, che prima riagguantano il risultato con Maradona su rigore, e poi, all’ottantasettesimo… indovinate un po? Diego Armando serve Careca in area. E’ 2 a 1 Napoli.

La strada verso la vetta passa per Stoccarda. Il 17 maggio 1989 si gioca al Neckarstadion. E’ il giorno della verità. Fiumi di napoletani esondano in terra tedesca, sarebbero arrivati in cima al mondo pur di vedere alzare la prima coppa europea della loro storia. Sul campo tutto questo appoggio è palpabilissimo. Il Napoli viaggia su altri livelli. Si parte subito con uno scambio tutto brasiliano. Careca per Alemao ed è subito 0-1 per i Campani. Il morale si alza ma i tedeschi pareggiano su calcio d’angolo con il colpo di testa di Klinsmann. Sempre su calcio d’angolo risponde il Napoli. Maradona va dalla bandierina, la palla viene ribattuta e ritorna dal pibe de oro, che di testa la ributta dentro e pesca Ciro Ferrara. 1-2 nel segno del difensore centrale napoletano, che esplode in una gioia incontenibile. La coppa è vicina, si inizia a percepirne l’essenza, poi la costante del torneo torna a chiudere i conti. Maradona in contro piede serve Careca che, ovviamente, non sbaglia. 1-3 a Stoccarda. I tedeschi agguanteranno inutilmente il risultato sul finale, prima con un autogol di De Napoli e poi con un goal di Olaf Schmaler su incredibile disattenzione difensiva.

Il triplice fischio dell’arbitro assegna al Napoli il suo primo trofeo internazionale. L’immagine di Maradona alzare quella coppa rimarrà sempre nelle memorie dei tifosi. Altro ricordo emblematico è il pianto di gioia di Ciro Ferrara al termine della gara, con Diego che lo abbraccia e lo esalta. Un quadro che rappresenta la forza emotiva che la Coppa Uefa ha portato a Napoli. Le immagini parlano da sé…

Abascià Domenico


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