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I nerazzurri non riescono a superare un periodo negativo che dura ormai da troppo tempo. Contro la Roma è arrivato il quinto ko stagionale in dieci partite disputate: un dato spaventosamente preoccupante.


L'Inter ha perso la propria identità e non riesce più a ritrovarla. Nel match di sabato contro la Roma è arrivata la quinta sconfitta in dieci partite disputate. Un avvio da incubo che ha dell'incredibile se pensiamo i propositi con cui era cominciata questa stagione. Dopo i due trofei conquistati tra gennaio e maggio, bisognava ripartire per riprendersi lo scudetto, finito al centro del petto dei giocatori del Milan. Paradossalmente i nerazzurri si ritrovano ad eguagliare i record negativi delle sue annate peggiori, rievocando nella mente dei propri tifosi le orribili annate sotto la guida di Gasperini e De Boer. Passare in poco tempo, dall'essere la squadra da battere a una delle più fragili del campionato (13 gol subiti, peggio hanno fatto solo Sampdoria, Cremonese, Spezia e Monza), deve essere frustrante e il morale inevitabilmente è sotto i tacchetti. Ora tutti si chiedono: qual è, se esiste, la via d'uscita da percorrere?

Risolvere due grosse grane: Skriniar e Handanovic

Dalla sfida di San Siro contro i giallorossi sono emerse due grane da risolvere per ritrovare compattezza a livello difensivo: Milan Skriniar e Samir Handanovic, due uomini chiave nei recenti successi interisti, sono irriconoscibili.

Lo slovacco è apparso ancora una volta in totale confusione, perdendosi la marcatura di Smalling in occasione del definitivo 1-2. A preoccupare ulteriormente è l'impotenza del centrale classe '95, dinanzi a un'azione per vie centrali di Tammy Abraham nei minuti finali: l'attaccante inglese lo puntava e lui indietreggiava con molta insicurezza, non riuscendo ad impedirgli di tirare. Per sua fortuna l'avversario poi è stato impreciso e ha calciato sul fondo. La dirigenza sa di dover risolvere quanto prima la questione rinnovo perché questa situazione di incertezza non fa altro che inficiare negativamente sulle prestazioni dell'ex Sampdoria.

Lo sloveno invece è finito nel mirino dei tifosi da troppo tempo e tutti chiedono un avvicendamento definitivo con André Onana. In occasione del pareggio di Dybala avrebbe potuto fare sicuramente meglio: il tiro era sì di controbalzo e potente, ma centrale, e il suo tuffo è stato alquanto goffo. Non è la prima volta che il capitano commette degli errori decisivi ai fini del risultato e in questo modo viene inesorabilmente minata ogni certezza dei giocatori in campo. A 38 anni, un capitano dovrebbe capire di aver dato ormai tutto e magari fare un passo indietro, per il bene della squadra. Avere un signor portiere è importante per poter sollevare trofei e in questo momento l'ex Udinese non lo è.

Problemi fisici a profusione: così diventa davvero dura

Dover rinunciare a Lukaku, giocatore attorno a cui probabilmente era stato disegnato il progetto tecnico, è un fattore negativo non di poco conto. Sembrava quasi recuperato e invece c'è stato un intoppo nella tabella di marcia, con l'attaccante belga costretto a saltare almeno altre due o tre partite. Senza dimenticare che al rientro non sarà pronto subito e le sue presenze inizialmente saranno centellinate, vista l'assenza dai campi ormai da oltre un mese. Il centravanti classe '93, lo ricordiamo, si è infortunato al flessore e in quella parte del corpo hanno accusato problemi fisici anche Calhanoglu, Brozovic e per ultimo Lautaro Martinez. Il turco ha recuperato in extremis per sabato e non era al 100%, al posto del croato ha giocato Kristjan Asllani, non sfigurando, e l'argentino invece ha lasciato lo stadio zoppicando. Fortunatamente gli esami hanno escluso lesioni, si tratta di un semplice affaticamento. Verrà però valutato insieme allo staff se rischiarlo o meno domani.

La panchina di Inzaghi traballa: decisivi i prossimi 9 giorni

La squadra è con Inzaghi, come confermato da Federico Dimarco nel post partita di sabato. L'allenatore piacentino gode della fiducia da parte della società, rinnovatagli in occasione del summit avvenuto durante la sosta per le Nazionali. Il diktat però è chiaro: bisogna tornare a vincere e convincere al più presto. Senza risultati non si va da nessuna parte e il rischio esonero incombe con una certa insistenza. Potrebbero essere decisivi i prossimi 9 giorni, durante i quali i nerazzurri affronteranno Barcellona e Sassuolo. La doppia sfida di Champions contro i blaugrana di Xavi sarà importante per mettere una serie ipoteca sulla qualificazione agli ottavi. In mezzo c'è la decisiva trasferta di Reggio Emilia contro quei neroverdi già indigesti durante la scorsa stagione ai fini della lotta scudetto. Aver disputato una delle migliori partite finora non basta, è soltanto una magra consolazione. I punti di distacco dalla vetta sono adesso 8 e la stagione non può essere compromessa ulteriormente. Non c'è più tempo, è vietato sbagliare ancora.

Per risolvere le frequenti incertezze di una difesa allo sbando, i nerazzurri hanno bisogno di una sicurezza nel ruolo di portiere, in grado di guidarli da dietro. Il tecnico piacentino è chiamato a risolvere il dualismo e sembra orientato a voler puntare maggiormente sul capitano.


In questo difficile avvio di stagione, l'Inter ha messo in mostra troppo spesso inaspettate fragilità soprattutto in fase difensiva, con i componenti della linea a 3 molto spesso allo sbando. Dal summit della settimana scorsa è emersa quella che potrebbe essere una delle problematiche principali: l'alternanza tra Handanovic e Onana sembra non giovare alla squadra, anzi sta togliendo certezze ai compagni. I vertici della società avrebbero cercato di interferire sulle scelte tecniche di Inzaghi, chiedendogli di puntare maggiormente su uno dei due estremi difensori e mettere in atto l'avvicendamento solamente in caso di estrema necessità, vedasi condizione fisica non ottimale ed errori madornali decisivi. Questo quanto riportato da Tuttosport.

Samir Handanovic: puntare su di lui per gli equilibri dello spogliatoio

Lo sloveno rappresenterebbe una scelta di sicura affidabilità, nonostante i tifosi continuino a colpevolizzarlo per i troppi gol subiti. Optare per lo sloveno come titolare inamovibile, potrebbe essere d'aiuto per ritrovare equilibrio all'interno dello spogliatoio nerazzurro. Essendo il capitano, tutti lo vedono come una guida e potrebbero fare tesoro dei suoi consigli durante le partite e gli allenamenti, soprattutto sul modo di stare in campo. A 38 anni, seppur la reattività non sia quella dei tempi d'oro, resta comunque uno dei migliori portieri nella nostra Serie A, come dimostrato nel match contro il Torino in cui è risultato decisivo per la vittoria finale alla luce di interventi prodigiosi.

André Onana: bravo con i piedi, ma ha bisogno di tempo per crescere

Al contrario il camerunese ex Ajax ha grande voglia di mettersi in mostra dopo le ultime stagioni trascorse un po' ai margini della rosa dei Lancieri. Oltre ad avere degli ottimi riflessi, risulta essere molto bravo con i piedi, dunque potrebbe garantire una soluzione sicura in caso di impostazione dal basso. Tuttavia ha meno esperienza (26 anni), ha bisogno di maggior tempo per ambientarsi e inserirsi bene nel gruppo squadra. L'impressione è che possa essere ancora schierato in alcune partite, forse con minore frequenza, e soprattutto in quelle di minore importanza.

Lo staff medico nerazzurro ha scelto la via della prudenza per l'attaccante belga che non potrà essere a disposizione nel match contro i giallorossi. Inzaghi potrebbe invece contare sul fantasista turco, il quale sta recuperando in tempo record e viaggia verso la convocazione.


Una buona e una cattiva notizia per Inzaghi e i tifosi nerazzurri in vista di sabato, quando alle ore 18:00 a San Siro arriverà la Roma di José Mourinho. Se fino a qualche giorno fa Romelu Lukaku sembrava ormai recuperato per il match contro i giallorossi, mentre Hakan Calhanoglu era più indietro, adesso la situazione si è completamente ribaltata.

Cosa filtra dalla Pinetina

L'attaccante belga non ha ancora recuperato dal problema muscolare che gli ha fatto saltare le ultime 6 partite con i nerazzurri. Nella seduta di ieri ha svolto soltanto lavoro personalizzato. Lo staff medico consiglia di seguire la strada della prudenza: vista la sua prolungata lontananza dai campi, deve recuperare la sua migliore condizione. Il fisico possente del classe '93 ha bisogno di tempo per tornare a carburare a pieno regime. A questo si aggiunga il suo modo di giocare, fatto di costanti accelerazioni che potrebbero mettere a dura prova l'adduttore. Bisogna assolutamente scongiurare il rischio di una ricaduta e occorre pertanto andarci con i piedi di piombo. Simone Inzaghi difficilmente lo convocherà e spera di averlo a disposizione per la sfida di martedì contro il Barcellona, pur sapendo che il bomber ex Chelsea potrebbe essere impiegabile per 15-20 minuti.

Il centrocampista turco invece ha grandi possibilità di tornare già a disposizione per il match clou di sabato, grazie a un recupero lampo. Ieri si è allenato parzialmente in gruppo, oggi e domani saranno le giornate decisive per capire se potrà essere presente quantomeno in panchina. L'allenatore piacentino spera di poter contare su di lui almeno nella ripresa, in una sfida tanto importante quanto difficile da affrontare. Questo secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Dzeko chiamato agli straordinari, centrocampo da reinventare

Ad essere schierato al fianco dell'inamovibile Lautaro Martinez, dovrebbe essere ancora una volta Edin Dzeko, ex di turno capace di purgare i giallorossi due volte nella scorsa annata. Il 36enne continua a rappresentare una pedina fondamentale nello scacchiere nerazzurro, specialmente in questo periodo di assenza di 'Big Rom'. Reduce dalla rete da subentrato segnata contro la Romania in Nations League, il bosniaco in stagione ha già disputato 587 minuti tra club e Nazionale. In mezzo al campo invece sarà tutto da reinventare: visto l'infortunio di Marcelo Brozovic, il quale avrebbe saltato a prescindere la Roma causa squalifica, toccherà a Kristjan Asllani fare da regista. Al suo fianco il solito instancabile Nicolò Barella ed uno tra Henrikh Mkhitaryan e Roberto Gagliardini, con il primo favorito.

Buone notizie per le casse del club nerazzurro: il passivo è diminuito rispetto allo scorso anno. Peraltro, contrariamente a quanto appreso negli ultimi giorni, il giovane imprenditore cinese sembra disposto a voler portare avanti il suo impegno, non abbandonando il club e operando un aumento di capitale importante.


Questa mattina il Consiglio di Amministrazione dell'Inter ha approvato il bilancio relativo all'esercizio 2021-22, il quale ha fatto registrare dei risultati positivi, seppur di poco lontani dagli obiettivi finanziari che la società si era imposta. A fine ottobre dovrà essere approvato dall'Assemble degli azionisti. Intanto Steven Zhang ha fatto presente l'intenzione di Suning a mantenere il proprio impegno dichiarandosi disponibile ad effettuare un aumento di capitale da oltre 100 milioni di euro. Molto probabile che questa somma faccia parte del prestito ottenuto dal fondo statunitense Oaktree, come riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Risultati finanziari in ripresa

Dal comunicato apparso sul sito ufficiale del club, riportato qui di seguito, si apprende un miglioramento per quanto riguarda i risultati finanziari:

"L’esercizio 2021/2022 è stato, in continuità con il precedente, fortemente caratterizzato dalla contingenza sociale ed economica causata dalla emergenza sanitaria, con un graduale allentamento delle misure di contenimento del contagio solo nella seconda parte della stagione sportiva.

In questo contesto il Club evidenzia risultati in progressione positiva. I risultati finanziari della scorsa stagione vedono una crescita di circa € 75 milioni dei ricavi consolidati che si attestano a € 439,6 milioni, da confrontare con i € 364,7 milioni del bilancio precedente. Considerando dati comparabili, ovvero senza considerare nel bilancio 2020/2021 la coda della stagione 2019/2020 disputata ad anno finanziario successivo già iniziato, l’incremento nei ricavi è nell’intorno di € 140 milioni.

Il bilancio si chiude con una perdita di € 140 milioni, ridotta di circa € 105 milioni rispetto ai € 245,6 milioni del 2021. L’Azionista di Maggioranza (Zhang, ndr) ha già manifestato il proprio impegno formale a sostenere il gruppo garantendone il supporto patrimoniale".

Rispetto al meno 245 milioni di un anno fa il progresso di 105 milioni è stato significativo, ma dovuto principalmente alle cessioni di Hakimi e Lukaku e all’aumento del fatturato con i ricavi da stadio, arrivati con la riapertura degli impianti post pandemia.

Prospettive per la stagione in corso

Inoltre è stato posto un accento sugli obiettivi stagionali del club in campo e fuori:

"La stagione sportiva 2022/2023 si è finalmente aperta con uno stadio pieno di tifosi nerazzurri: la campagna abbonamenti, la prima dopo gli anni della Pandemia, si è conclusa con un grande successo, confermando il trend da record di presenze al Meazza. Rimangono saldi i due obiettivi primari del Club: il mantenimento della competitività della squadra ai più alti livelli in ogni manifestazione e il rafforzamento della propria posizione finanziaria". 

Cosa speravano i vertici societari

I vertici societari speravano di chiudere il bilancio con perdite pari a 120/125 milioni di euro in modo da potersi trovare in una situazione economico-finanziaria ottimale. La multa imposta dalla Uefa per il Fair Play Finanziario e le buonuscite corrisposte a Vidal e Sanchez, hanno pesato in questo senso rendendo impossibile il raggiungimento di tale finalità. Ora la dirigenza dovrà fare molta attenzione al mercato, tenendo presente che perdere Skriniar a costo zero non è una mossa intelligente.

Per quanto tempo Suning riuscirà a rimanere al timone?

L'aumento di capitale annunciato dal numero uno nerazzurro, non esclude la cessione delle quote detenute da Suning nei prossimi mesi. La proprietà cinese continua ad essere contestata dalla tifoseria e sullo sfondo c'è sempre un grande debito da saldare con le banche, senza dimenticare che il maxi prestito concesso da Oaktree (292 milioni di euro) dovrà essere restituito nel 2024. Zhang jr conferma il suo attaccamento all'Inter e nella sua testa ha un obiettivo chiaro: regalare al club la seconda stella. Riuscirà nell'impresa prima di allontanarsi da Milano per via di una situazione economica ormai insostenibile? Solo il tempo (e il mercato) potrà darci delle risposte.

Continuano insistenti i rumors che vedono lontano da Milano il centrale slovacco, a gennaio o a fine stagione. Intanto la dirigenza si sta guardando attorno per non farsi trovare eventualmente impreparata. Il nome caldo è quello dell'inglese classe '99, già sondato in estate.


Chalobah Inter

Il futuro di Milan Skriniar è sempre più incerto e le probabilità di vederlo lontano dalla nostra Serie A aumentano di giorno in giorno. La dirigenza dell'Inter non vuole farsi trovare impreparata nel caso in cui la cessione dello slovacco diventi inevitabile nelle prossime due sessioni di mercato. Tra i possibili sostituti, il nome più caldo è quello di Chalobah, attualmente in forza al Chelsea e già sondato dai nerazzurri durante la scorsa estate. Questo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport.

L'offerta del PSG è inarrivabile

Pensare di pareggiare l'offerta economica avanzata dal PSG al giocatore classe '95, ovvero 9 milioni di euro, è semplicemente utopia. Per questioni di bilancio, la dirigenza potrebbe spingersi ad offrire 6 milioni, mentre l'ex Sampdoria chiede un ulteriore sforzo cercando un incontro a metà strada tra le due proposte, dunque 7,5 milioni. Ad oggi una cifra insostenibile per la 'Beneamata'. Il rischio di dover privarsi del giocatore a stagione in corso, per evitare di perderlo a parametro zero la prossima estate, diventa sempre più concreto. Sarebbe un duro colpo per l'undici titolare di Simone Inzaghi e la speranza è che l'incontro con il suo entourage, in programma nelle prossime settimane, possa scongiurare il peggio.

Chi è Chalobah e perché per Marotta è il profilo ideale?

In cima alla lista dei possibili rimpiazzi c'è Trevoh Chalobah, vecchio pallino di Marotta e Ausilio. I due hanno cercato di portarlo all'ombra della Madonnina già negli ultimi giorni del mercato estivo (si era parlato di un prestito con obbligo di riscatto), prima di virare su Acerbi per questioni tempistiche. Gigante inglese di 190 cm, cresce nelle giovanili del Chelsea, prima di trascorrere tre stagioni in prestito tra Ipswich, Huddersfield e Lorient, sfornando prestazioni davvero positive. Nell'estate 2021 fa ritorno nel club londinese dove, sotto la guida di Tuchel, riesce a collezionare 30 presenze condite da 4 gol stagionali. Vanta una discreta esperienza internazionale e all'occorrenza può essere impiegato anche come mediano. Il classe '99 attualmente non ricopre un ruolo centrale nella rosa dei 'Blues', complice la concorrenza spietata. Quest'anno infatti è sceso in campo soltanto per 90 minuti contro il Leicester e dunque la sua voglia di rilanciarsi potrebbe essere decisiva. Non è da escludere che nei discorsi con il club di Todd Boehly possa essere coinvolto anche Denzel Dumfries.

Il regista croato ha rimediato un problema muscolare non di poco conto durante Austria-Croazia. Ora Inzaghi dovrà affidarsi alla freschezza dell'albanese ex Empoli.


Non c'è pace per il centrocampo dell'Inter, rimasto già orfano di Hakan Calhanoglu tre giorni prima della cocente sconfitta di Udine. Ieri infatti è toccato a Marcelo Brozovic alzare bandiera bianca, a seguito di un problema al flessore accusato durante la partita tra la sua Croazia e l'Austria, nell'ultima giornata della Nations League. Il suo sostituto ideale è arrivato in estate dall'Empoli ed è il classe 2002 Kristjan Asllani, voglioso di dimostrare le sue qualità, dopo essere stato impiegato soltanto 30 minuti finora.

Infortunio Brozovic: dalla Croazia non arrivano buone notizie

Le prime impressioni sul problema fisico occorso al metronomo croato non erano rassicuranti: il suo CT Zlatko Dalic ieri ha parlato di 3-4 settimane di stop, dando l'impressione che potesse trattarsi di uno stiramento. Sensazioni confermate dalla prima risonanza magnetica a cui è stato sottoposto il giocatore poco fa: strappo parziale al flessore della coscia sinistra. Pertanto c'è lesione e il centrocampista verrà sottoposto ad ulteriori accertamenti non appena rientrerà in Italia con lo staff medico dell’Inter, il quale rivaluterà le sue condizioni.

Ad ogni modo, secondo quanto filtra dalla società, si prospetta uno stop di almeno 25-30 giorni. Simone Inzaghi dovrà fare a meno di lui contro Roma, Barcellona (andata e ritorno), Sassuolo e Salernitana. Rientro ipotizzabile per la trasferta di Firenze in programma sabato 22 ottobre o per il match casalingo di Champions League contro il Viktoria Plzen, tre giorni più tardi. Una tegola che non ci voleva, visto il momento delicato. Si tratta del sesto infortunio da quando è cominciata la stagione.

Asllani sovvertirà le gerarchie in mezzo al campo?

Dopo un'estate da protagonista, Kristjan Asllani è stato impiegato da Inzaghi in poche occasioni, per un totale di soli 30 minuti suddivisi tra Spezia, Cremonese e Viktoria Plzen. Adesso l'infortunio di Brozovic gli spalanca le porte della titolarità almeno per qualche partita. Il talentino albanese potrà giocarsi al meglio le sue chances misurandosi con avversari di livello come Pellegrini, Matic, Busquets, De Jong, Pedri e Gavi per citarne alcuni. La sua freschezza, unita alla voglia di mettersi in mostra, potrà creare diversi dubbi al tecnico piacentino anche quando torneranno i titolari. La personalità non gli manca nonostante la giovane età e la sua grande capacità di corsa, unita a quella di Barella e alle geometrie di Calhanoglu, potrebbe rivelarsi importante per superare gli ostacoli delle prossime settimane.

Lo slovacco continua ad essere tentato dal PSG in chiave mercato invernale, mentre l'olandese sembra ormai destinato a lasciare Milano a fine stagione.


L'avvio di stagione difficile per l'Inter può essere sicuramente collegato ad un reparto difensivo apparso troppe volte distratto. In realtà non si tratta di apparenza, dato che due terzi dei titolari schierati a protezione di capitan Handanovic, hanno il contratto in scadenza a fine stagione e sembrano aver perso la tranquillità di un tempo. Stiamo parlando ovviamente di Milan Skriniar e Stefan De Vrij, due colonne portanti dei recenti successi nerazzurri.

Capitolo Skriniar: deadline fissata per fine ottobre

Per lo slovacco la situazione è ormai nota da tempo: la dirigenza ha fissato la deadline per il suo rinnovo a fine ottobre ed è praticamente impossibile andare a pareggiare l'offerta del PSG, pari a 7,7 milioni di euro, non potendo spingersi oltre la soglia dei 6,5. In Viale della Liberazione i segnali sono tutt'altro che incoraggianti. Nelle prossime settimane ci sarà un incontro cruciale con il suo entourage, ma il rischio di perdere l'ex Sampdoria diventa sempre più concreto. Marotta & co. potrebbero presto trovarsi ad affrontare un grande dilemma: lasciar partire il giocatore a gennaio per una cifra decisamente inferiore a quella offerta dai parigini in estate o farsene una ragione e perderlo a zero a stagione terminata? Prendere decisioni simili non è mai facile e ci sarà bisogno di ampie riflessioni. Inzaghi e i tifosi sperano ancora di non dover fronteggiare nessuno dei due possibili scenari.

Capitolo De Vrij: prestazioni deludenti e concorrenza

Per quanto riguarda l'olandese, il contesto è diverso: da un paio di stagioni le sue performance sono in fase calante e molto spesso il giocatore si ritrova al centro di polemiche a causa di svarioni difensivi dannosi. La sua valutazione di mercato è nettamente più bassa rispetto a quella del compagno di reparto. Proprio per questo motivo, i discorsi per un rinnovo non sono mai stati avviati e dunque l'ex Lazio potrebbe andare via da Milano a parametro zero. Intanto sembra essere scavalcato nelle gerarchie da Francesco Acerbi, il quale al momento offre maggiori garanzie ed infatti ha giocato dal 1' le ultime due partite. Tutto questo lo si apprende dalla Gazzetta dello Sport.

La tifoseria organizzata nerazzurra contesta la società, invitando l'attuale presidente ad abbandonare il suo incarico e vendere il club.


Dopo il comunicato diffuso giorni fa sul momento delicato dell'Inter, la Curva Nord alza nuovamente la voce. Questa volta nel mirino del tifo organizzato ci finisce il presidente nerazzurro Steven Zhang. La frattura tra gli ultrà e il numero uno del club è ormai evidente e non è la prima volta che vengono prese iniziative di questo genere.

Chiaro il messaggio apparso sui social

La Curva Nord dell'Inter ha esternato la rabbia sui propri canali social, dove è apparso un messaggio eloquente su uno sfondo nerazzurro: "Zhang vattene". La stessa frase è comparsa anche su un muretto del parcheggio del Giuseppe Meazza, non firmata. La pazienza dei tifosi è terminata da un po' di tempo e già in precedenza ci sono state dure contestazioni verso la proprietà cinese. Tra l'altro, il giovane imprenditore è alla ricerca di un acquirente per cedere le sue quote. La valutazione è di 1,2 miliardi di euro, al momento troppi per chiunque.

Perché vendere il club è così difficile?

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, in questi anni si sono fatti avanti diversi potenziali acquirenti: Bc Partners, il fondo sovrano saudita Pif con qualche sondaggio prima di virare sul Newcastle e vari papabili compratori americani. Uno di questi sarebbe l’imprenditore di origine indiana, Vivek Ranadivé, co-proprietario dei Sacramento Kings di Nba.

La domanda che ormai si fanno in tanti, anche in ambienti vicini al mondo Inter, è perché Zhang non ceda il club visto che, da quasi due anni, non può più immettere risorse nel club, creando una situazione di totale auto-sostenibilità che comporta cessioni eccellenti per restare a galla. A maggior ragione non si capisce perché, di fronte a queste offerte, la cessione non arrivi, considerato che a maggio del 2024 scade il maxi-prestito di Oaktree Capital a Suning per l’Inter. In caso di mancato rimborso, Zhang perderebbe l’Inter, che a sua volta finirebbe in pegno al fondo californiano senza alcun guadagno per Suning.

È probabile che tale stallo sulla vendita possa essere legato alle cause che le banche creditrici di Zhang hanno avviato a Hong Kong e Milano per debiti non saldati pari a ben 255 milioni di dollari. Nel Tribunale del capoluogo lombardo pende una causa, intentata da China Construction Bank, che cerca di aggredire parte del patrimonio di Zhang fino al punto di chiedere al manager di Nanchino di non rinunciare ad essere pagato come presidente dell’Inter, in modo da avere un compenso da pignorare. È evidente che, in questo scenario giuridico, le banche creditrici chiederebbero subito conto a Zhang dei ricavi della cessione dell’Inter, individuando in questo asset finanziario una via per rientrare dei prestiti non restituiti.

La Beneamata pertanto è finita al centro di un gioco poco divertente, che alimenta un clima di preoccupazione in tutti i settori della società nerazzurra.

Il difensore centrale ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo la rescissione con il Monza avvenuta due giorni fa. L'ex Inter, a 34 anni e mezzo, ha spiegato di non avere più nulla da dare.


Andrea Ranocchia ha annunciato il suo addio al calcio giocato attraverso due lunghi video apparsi sui suoi profili social. Il difensore centrale classe '88 aveva salutato l'Inter al termine della passata stagione, dopo 10 lunghi anni trascorsi con la maglia nerazzurra addosso. Avventura che non è potuta terminare nel migliore dei modi, visto lo scudetto perso nelle ultime giornate a vantaggio del Milan. In estate, da svincolato, aveva firmato per il Monza di Berlusconi e Galliani, ma la nuova parentesi è stata interrotta troppo presto a causa di un grave infortunio alla tibia rimediato nel match del suo esordio con i brianzoli, avvenuto contro il Napoli alla seconda giornata. Da qui la decisione di rescindere con il club biancorosso e subito dopo di ritirarsi.

Gli esordi tra Arezzo e Bari sotto la guida di Antonio Conte

Andrea Ranocchia muove i suoi primi passi da calciatore nella sua terra natale, l'Umbria, tra Bastia e Perugia. Esordisce da professionista in Serie B con la maglia dell'Arezzo, sotto la guida di Antonio Conte. Quest'ultimo, nell'estate 2008 lo porta con sé al Bari, dove centra la promozione in A apportando il suo contributo grazie a 1 gol in 17 presenze. Debutta con la maglia dei Galletti nel massimo campionato italiano, il 29 agosto 2009 a San Siro, quando la squadra biancorossa blocca sull'1-1 l'Inter di Mourinho (vittoriosa dello storico 'Triplete' 9 mesi più tardi). Durante quell'annata forma con Leonardo Bonucci quella che avrebbe dovuto essere la coppia di centrali della Nazionale del futuro. A causa di un infortunio al ginocchio, tuttavia, è costretto a saltare la seconda parte di stagione, chiudendo la sua avventura pugliese con 3 reti in 35 partite giocate.

Dalla breve parentesi genoana alla fascia da capitano in nerazzurro

Successivamente si trasferisce al Genoa, il quale lo acquista in comproprietà con l'Inter. All'ombra della Lanterna mette ancora in mostra le sue doti, convincendo il club nerazzurro a riscattare il suo cartellino e puntare su di lui. Con l'etichetta del 'nuovo Materazzi', riesce a convincere subito Leonardo, allora allenatore della 'Beneamata', il quale lo lancia da titolare. A fine stagione conquista il suo primo trofeo, la Coppa Italia, scendendo in campo dal 1' nella vittoriosa finale di Roma contro il Palermo, terminata 3-1. Durante gli anni successivi si rende protagonista di diverse prestazioni positive, grazie alle quali eredita la fascia da capitano dal leggendario Javier Zanetti. Tuttavia è a questo punto che, inaspettatamente, la sua carriera prende una piega diametralmente opposta.

Stagioni deludenti, prestiti e... 19° scudetto da leader silenzioso

Sfortunatamente cominciano delle annate negative per l'Inter, caratterizzate da cambi societari, caos nella costruzione delle rose, caterve di infortuni, sconfitte e inevitabilmente risultati sportivi deludenti. Nel marasma generale, il difensore non riesce a salvarsi, perdendo titolarità e fascia da capitano. In cerca di riscatto, nel gennaio 2016 si trasferisce alla Sampdoria con la formula del prestito secco per sei mesi. Un anno dopo vola in direzione Inghilterra, quando è l'Hull City a puntare su di lui. In Premier League colleziona 16 presenze e 2 reti. Fa nuovamente ritorno nel club nerazzurro ricoprendo però il ruolo di riserva, agli ordini del tecnico Luciano Spalletti, il quale lo schiera in attacco quando la squadra è in emergenza.

Nel 2019-2020 l'arrivo a Milano del suo mentore Antonio Conte, fa inizialmente presagire un possibile rilancio per lui. Tuttavia, pur ritrovando una momentanea titolarità in avvio di campionato, nelle settimane seguenti il difensore non riesce a sovvertire le gerarchie della retroguardia interista, scivolando nuovamente tra le seconde linee. Trova modo di raggiungere le 200 presenze in maglia nerazzurra, traguardo toccato il 20 febbraio 2020 nella sfida di Europa League vinta 2-0 sul campo del Ludogorets. La situazione non cambia nell'annata 2020-2021, in cui ha comunque modo di fregiarsi da leader silenzioso del 19° scudetto del club. La stagione seguente prende parte, sempre da rincalzo, alla conquista di due trofei: la Supercoppa italiana e la Coppa Italia. In particolare, nel cammino di Coppa proprio lui ha modo di essere decisivo per i suoi, grazie al gol del parziale 2-2 siglato nel recupero della sfida degli ottavi di finale contro l'Empoli.

Al termine della stagione non rinnova il proprio contratto in scadenza col club, chiudendo dopo undici anni la sua esperienza interista con 226 presenze, 14 reti e 4 trofei vinti.

I motivi che lo hanno portato al ritiro

A parlare dei motivi principali che lo hanno spinto a prendere tale decisione, ci ha pensato il diretto interessato tramite due monologhi pubblicati sui propri canali social, accompagnati dalla scritta "Endgame". Riportiamo qui le parole proferite durante il primo video: "Il mio ultimo anno e mezzo non è stato facilissimo, piano piano anche la passione che ho sempre provato per questo gioco è venuta meno. A maggio dell'anno scorso, quando ero ancora all'Inter, sentivo che qualcosa non mi tornava, ma non capivo cosa fosse. Con il club abbiamo deciso di separarci perché volevo trovare nuovi stimoli e nuove emozioni. Ho avuto la fortuna di trovare il Monza che mi ha dato un'opportunità e grande fiducia, offrendomi un ottimo contratto, oltre alla possibilità di rimettermi in gioco e poter capire cosa mi stesse succedendo. Purtroppo all'inizio della stagione le sensazioni non erano migliorate e andando avanti è come se mi si fosse spento un interruttore, non c'era più passione. All'inizio non volevo accettarlo, ho continuato con impegno, ma sentivo che non c'era più niente dentro di me".

L'infortunio di Napoli e la scelta definitiva

Nel secondo video si è soffermato su quello che probabilmente ha contribuito di più alla sua decisione finale: "Inoltre c'è stato questo brutto infortunio rimediato a Napoli, che mi avrebbe tenuto lontano per mesi: senza la passione e la determinazione necessarie per tornare ho ritenuto giusto non prendere in giro nessuno, a partire da me stesso. Ho sentito Galliani e gli ho espresso il mio malessere e la mia decisione, lui ha capito e ci siamo lasciati da amici e con grande rispetto. Non ho più niente da dare in questo momento. Adesso mi prendo un po' di tempo per rimettere in ordine tutte queste emozioni e i miei pensieri per il futuro. Non credo proprio che tornerò a giocare a calcio, non è quello che voglio".

Parole lusinghiere da parte di Adriano Galliani

L'ad del Monza Adriano Galliani ha commentato la scelta del giocatore, spendendo per lui parole al miele: "Andrea è una persona stupenda, l'hanno sempre detto i suoi allenatori e i suoi compagni. Sono pochi i calciatori che rinunciano al denaro. Lui l'ha fatto. E' una scelta sua, personale, non sollecitata da noi. E' stato lui a volerlo. Chapeau, grande uomo, grande giocatore. Per lui le porte del Monza saranno sempre aperte se vorrà intraprendere una carriera da allenatore. Non è stata né pensata né sollecitata da noi, è stata una decisione tutta sua".

Il messaggio dell'Inter: "Onorati di aver fatto parte del tuo cammino"

L'Inter ha postato sui propri canali social le foto dei 4 momenti clou della carriera di Andrea Ranocchia, accompagnate da una bella frase.

Nuovo problema fisico all'interno del gruppo squadra nerazzurro. A fermarsi questa volta è il terzo portiere Alex Cordaz.


Non c'è pace in casa Inter in questo inizio di stagione davvero sfortunato. Durante l'allenamento di ieri, Alex Cordaz ha abbandonato anzitempo il terreno di gioco dopo aver accusato un problema fisico al ginocchio sinistro. Un infortunio sicuramente meno 'pesante' rispetto a quelli di Lukaku e Calhanoglu, dal momento che si tratta del terzo portiere e i nerazzurri sembrano essere in buone mani tra Handanovic e Onana. Questo però deve far riflettere ancor di più i preparatori atletici, il cui operato è sotto la lente di ingrandimento.

Il comunicato ufficiale del club

Qui di seguito riportiamo il comunicato circa le condizioni dell'estremo difensore classe '83, apparso sui canali ufficiali dell'Inter:

"MILANO - Alex Cordaz si è sottoposto quest’oggi a esami clinico strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano dopo un infortunio avuto nell’allenamento di ieri. Gli accertamenti hanno evidenziato una distrazione al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro. Le condizioni del portiere nerazzurro saranno rivalutate nelle prossime settimane".

Si tratta già del quinto infortunio stagionale

I problemi fisici sicuramente non aiutano a risollevare una situazione difficile, seppur ci siano in tutte le squadre a causa di un calendario molto compresso. Il portiere ex Crotone è solo l'ultimo dei giocatori ad essersi infortunati tra le fila dei nerazzurri. Oltre ai recenti e pesanti infortuni di Lukaku e Calhanoglu, ce ne sono stati altri per quanto riguarda Bastoni e Mkhitaryan. Non dimenticando il ritardo di condizione in cui si sono presentati Skriniar e Gosens. Insomma Inzaghi e il suo staff dovranno lavorare anche in questo senso e ora la speranza è che non sorgano ulteriori guai dagli impegni con le Nazionali.

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