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Il terzino austriaco sosterrà nelle prossime ore le visite mediche con il club di Urbano Cairo. Una nuova chance in Serie A per dimostrare il proprio valore.


È giunto il momento di aggiornare con soddisfazione il file relativo alle cessioni in casa Inter. Valentino Lazaro passa al Torino in prestito con diritto di riscatto e libera spazio sulle corsie dei nerazzurri. Il terzino giramondo coglie una nuova opportunità per la sua carriera, con l'obiettivo di dimostrare le sue capacità.

I dettagli della trattativa di mercato

Inter e Torino hanno trovato un accordo per il trasferimento di Lazaro in prestito con diritto di riscatto fissato a 6 milioni di euro. Come riportato da Gazzetta.it i nerazzurri parteciperanno al pagamento dello stipendio del giocatore. Un rinforzo voluto da Ivan Juric per la fascia destra, ruolo cruciale per gli schemi del tecnico croato. La storia di Lazaro è particolare: esploso con le maglie di Red Bull Salisburgo ed Hertha Berlino, non ha trovato negli anni successivi la continuità per essere riconosciuto come un interprete affidabile del ruolo.

La curiosità: il dubbio dei tifosi interisti

Il terzino non è mai riuscito a imporsi in nerazzurro e nelle ultime stagioni ha indossato le maglie di Borussia Mönchengladbach, Newcastle e Benfica. Giunti a questo momento dell'anno la scena si è sempre riproposta: Lazaro con la maglia dell'Inter alla Pinetina. I tifosi si sono persino chiesti se questa fosse la volta buona per vederlo in campo agli ordini di Inzaghi. Niente da fare: il calciatore non fa parte del progetto di Lukaku e compagni. Chissà se la cura Juric farà bene a un calciatore ancora alla ricerca di se stesso.

Il difensore slovacco può restare a Milano e rinnovare il proprio contratto. L'approdo del brasiliano alla Juventus ha cambiato i piani dell'Inter sul mercato.


Dopo aver perso la corsa che conduceva a Gleison Bremer, in casa Inter non c'è tempo per leccarsi le ferite perché bisogna blindare Milan Skriniar. Secondo la redazione di TuttoSport lo slovacco, che ha sempre giurato amore eterno alla maglia nerazzurra, può rinnovare il proprio contratto fino al 2027 a 6 milioni di euro a stagione più la fascia di capitano quando Handanovic smetterà col calcio. Un punto di partenza fondamentale per un club che vuole confermarsi ai massimi livelli.

Lo striscione della Curva Nord: "Skriniar non si tocca"

La Curva Nord dell’Inter non ci sta. Qualche giorno fa ha espresso tutta la propria rabbia sul tema Milan Skriniar. Il tifo organizzato interista ha infatti srotolato uno striscione sotto la sede del club nerazzurro, con su scritto: “Patti chiari, amicizia lunga…Skriniar non si tocca!!!”. C'è fermento nell'ambiente dopo le ultime evoluzioni sul mercato. I tifosi interisti vogliono scongiurare a tutti i costi la partenza del loro beniamino.

Il miglior amico di Bastoni: "Con Skriniar faremo ancora grandi cose"

Tanti compagni di squadra stanno spendendo, ormai da giorni, solo belle parole per Milan Skriniar. Non ultimo il collega di reparto Alessandro Bastoni che, a Gazzetta dello Sport, ha confessato che "sarebbe davvero un peccato ci lasciasse proprio ora e perciò spero che resti. Penso che faremo ancora tante grandi cose insieme. Dietro ci siamo integrati perfettamente e in più è il mio migliore amico"

Le altre piste per la difesa dell'Inter

In attesa di un poco probabile rilancio da parte del PSG, restio a pareggiare la richiesta di 65-70 milioni di euro cash, l'Inter deve riempire la casella lasciata vuota da Andrea Ranocchia. I nomi che circolano sono quelli di Demiral dell'Atalanta (che ha però una valutazione molto alta, vicina ai 40 milioni di euro, ndr), Milenkovic e Akanji. Il difensore serbo della Fiorentina costa 15 milioni di euro e sembra al momento il profilo più gradito alla dirigenza interista.

Il difensore interista alla Gazzetta dello Sport archivia il mercato e non ha dubbi sul proprio futuro: "Qui sto alla grande, perché andare altrove?".


Alessandro Bastoni è e sarà probabilmente una colonna di questa Inter targata Simone Inzaghi. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport il difensore azzurro ha allontanato le voci di mercato che lo avevano distratto soltanto qualche settimana fa. Ecco le sue parole.

Presente e futuro: Bastoni studia da leader

"Non ho mai avuto il minimo dubbio di lasciare l’Inter, qui ho tutto ciò che serve per stare bene ed esprimermi al meglio: mi trovo alla grande con i compagni, con la società, adoro Milano e quindi perché andare altrove? Sono contento di esserci, mi vedo ancora per tanti anni con questa maglia e, nel mentre, spero di vincere ancora tanto". I tifosi interisti possono tirare un sospiro di sollievo. Parole da leader vero: il ragazzo vuole crescere imparando dai migliori. L'obiettivo è vincere altri trofei con la maglia nerazzurra.

Il retroscena: il Tottenham e la richiesta di Inzaghi

Oltremanica un certo Antonio Conte avrebbe fatto carte false per poterlo schierare nell'undici titolare ma Bastoni ha sempre pensato all'Inter. In uno dei summit tra Simone Inzaghi e la dirigenza, proprio il tecnico piacentino ha ribadito l'importanza cruciale del calciatore ex Parma e Atalanta. Un difensore moderno (che non a caso piace anche a PSG e Manchester City, ndr) con caratteristiche uniche. Bravo nel fermare l'avversario, ancora più intraprendente ed efficace in proiezione offensiva. Insomma una pedina difficilmente sostituibile nello scacchiere tattico di Inzaghi. Niente paura: il futuro è adesso e si chiama Inter. Bastoni ha grandi progetti per sé e per la squadra.

L'ad sport dell'Inter Giuseppe Marotta commenta il momento tra campo e mercato. Dopo le delusioni Dybala e Bremer i nerazzurri sono affamati di nuove vittorie.


I tifosi dell'Inter si aspettavano una spiegazione ed eccola servita. L'ad sport dell'Inter Beppe Marotta parla ai microfoni di Dazn commentando il mercato, le occasioni mancate e riportando i nerazzurri il più in alto possibile. L'asticella dell'ambizione e delle motivazioni deve alzarsi ancora.

Nasce un'Inter più forte del passato: il fattore Lukaku

"Mi aspetto una stagione aggressiva, ricca di determinazione e ambizioni, coraggio e voglia di conquistare trofei e posizioni". Questa squadra è più forte rispetto a un anno fa? "È difficile dire questo, tu pensi di aver allestito una squadra forte ma devi fare i conti con quello che hanno fatto le altre squadre. L'Inter deve sempre recitare un ruolo da protagonista, deve essere necessariamente competitiva al di là delle altre". Su Big Rom: "Sono quelle pagine belle del mondo del calcio. Un giocatore che ti ha lasciato quasi improvvisamente cerca di tornare tra gli amici, ad indossare quella maglia gloriosa che ti ha portato a vincere uno scudetto. L'ho trovato diverso, molto più leader rispetto a prima".

Dybala: opportunità di mercato o ciliegina sulla torta?

"Si è parlato tanto, posso semplicemente dire che è un gran professionista ma abbiamo un reparto offensivo di gran valore. Non c'era spazio non perché non fosse bravo ma perché non c'era la necessità, poi tutto è stato strumentalizzato e si rischia di fare brutta figura ma non è così. L'Inter ha un reparto offensivo di grande valore e ce lo teniamo ben stretto". Roma può essere la piazza perfetta per la Joya: "Sicuramente sì, Roma è una piazza ideale per lui per sentirsi un leader. Non posso paragonarlo a Totti, è un po' forte come concetto ma ha le giocate per emozionare. Gli auguro ogni tipo di bene".

Il caso Bremer: nessun rimpianto

"Il merito è di Piero Ausilio, lavorava da mesi su questa pista. Bremer è un grande giocatore. Evidentemente i nostri condizionamenti legati agli equilibri economico-finanziari non ci hanno permesso di arrivare a una conclusione. È sfumata un'opportunità ma i manager hanno l'obbligo di intraprendere delle strade che a volte portano a conclusione negative, fa parte del gioco. Però bisogna apprezzare la perseveranza con la quale abbiamo portato avanti questa cosa".

Skriniar non si tocca. O forse sì

Le parole del dirigente interista: "Ho avuto questo incontro con i tifosi, siamo usciti ancor più rafforzati, abbiamo colto una grande passione. Noi abbiamo l'obbligo di fare una squadra competitiva ma anche il dovere di guardare a un equilibrio economico. Skriniar è un giocatore fortissimo, non necessariamente deve essere messo sul mercato. Abbiamo avuto dei contatti nelle settimane precedenti e quindi una richiesta, dopodiché tutto sarà valutato. Questo fa parte delle dinamiche, poi il tifoso deve stare tranquillo perché la squadra sarà sempre competitiva".

Il portiere dell'Inter si confessa alla Gazzetta dello Sport. L'emozione di essere interista e un "consiglio" alla società in chiave mercato: ecco le sue parole.


Milan Skriniar è al centro del mercato dell'Inter. Dal suo futuro dipendono gli umori e i successi del mondo nerazzurro. Dopo la mobilitazione della Curva Nord, con lo striscione srotolato nella giornata di ieri sotto la sede di viale della Liberazione, anche Samir Handanovic ribadisce l'importanza dello slovacco. Ecco il consiglio che il portiere sloveno dà alla dirigenza: "Su Milan dico che è molto importante, per me fondamentale che rimanga con noi. Non possiamo perdere altri pezzi. Io lo vedo ogni giorno tranquillo e sereno ad Appiano".

Identità e interismo: not for everyone

“Emozionarsi per la maglia, sentire qualcosa di speciale. Vedere questo non solo come un posto di lavoro o guadagno ma come qualcosa che dà sentimenti, a prescindere dalle vittorie o dalle sconfitte. Puoi pure andare via da qui ma in tanti poi vorrebbero tornar”. Ecco cosa vuol dire essere interisti, passare dalla gloria all'oblio e sentirsi orgogliosi di non aver abbandonato la nave in tempesta.

Il figliol prodigo Lukaku

“Ho visto come stava al Chelsea, ho ascoltato la sua famosa intervista, si sentiva malinconia e nostalgia. Devi sempre sapere in che spogliatoio vai e Rom sapeva che il nostro è sano, allegro, positivo. Nella vita spesso all’inizio si sceglie per motivazioni economiche, ma poi subentra sempre il benessere: se stai bene da una parte, è normale tu voglia tornarci. È come se non fosse mai andato via, è la stessa persona di prima, poi sul giocatore parlerà il campo”.

Onana e una sana competizione tra i pali

Il portiere camerunese aveva detto: “Rispetto che Samir sia il titolare e tiferò per lui dalla panchina”. Un grande attestato di stima per uno dei possibili grattacapi di Simone Inzaghi. “Sono frasi importanti perché danno serenità all’ambiente - ammette Handanovic - ma sappiamo tutti che ognuno vuole giocare: è giusto e sano così. Non mi avrebbe stupito se avesse detto il contrario. È normale competizione, fa bene a tutti”.

Il centrocampista albanese ha preso per mano l'Inter, dimostrando di non essere solo un vice Brozovic. Ha caratteristiche da leader e Simone pensa a nuovi piani per metterlo in luce.


Kristjan Asllani non è più una novità di questa Inter. Il numero 14 ha preso possesso della mediana nei primi due test match contro Lugano e Monaco, dimostrando di possedere tutte le qualità del vero leader. Siamo sicuri che con il rientro di Brozovic l'ex Empoli sarà relegato in panchina con l'etichetta del vice-croato?

Il fattore continuità: Inzaghi e le alternative per integrarlo

Simone Inzaghi ha puntato sul classe 2002 sia contro gli svizzeri, sia contro i francesi. Due segnali importanti per il giocatore e per la società, abile nel reperire in tempi rapidi un vice-Brozovic. Il fattore continuità sarà determinante per la crescita del calciatore che può agire anche nelle posizioni di mezzala e trequartista. Caratteristiche che potrebbero spingere il tecnico a rivedere anche i suoi piani tattici o, comunque, trovare delle alternative valide da affiancare al 3-5-2.

Personalità e pensiero verticale

Ciò che stupisce di Asllani è la velocità con la quale si è calato nel mondo Inter. Certo, i due test finora disputati dai nerazzurri non valgono i match di campionato o Champions, ma il ragazzo ha dimostrato voglia e carattere. A livello di scelte con la palla tra i piedi, spicca quel pensiero verticale molto raro tra gli interpreti del ruolo. Un'altra prestazione incoraggiante, arricchita dal gol del definitivo 2-2. L'Inter continua a crescere e Asllani non vuole scendere da questo treno in corsa. Gli obiettivi? La consacrazione e magari anche lo scudetto.

Nonostante il pressing del club brianzolo appena approdato in Serie A, l'attaccante di proprietà dell'Inter ha scelto il livello e l'ambizione dei bergamaschi.


Andrea Pinamonti si avvicina all'Atalanta che ha appena effettuato lo scatto giusto per battere la concorrenza. L'attaccante dell'Inter ha comunque sciolto le riserve sul suo futuro, nonostante la forte pressione del Monza. Servirà soltanto trovare un accordo con l'Inter sulla valutazione del giocatore.

L'ostacolo ingaggio

Nell'ultima stagione all'Empoli, Andrea Pinamonti ha percepito uno stipendio di circa 2 milioni di euro, con il contributo dell'Inter. I nerazzurri hanno pagato infatti circa il 60% dei suoi emolumenti nel corso della sua stagione all'Empoli. Al momento, come spiega calciomercato.com, per l'Atalanta risulta una cifra pesante Le parti stanno lavorando per arrivare presto a un accordo.

Lo scatto dell'Atalanta

E così, dopo il lungo corteggiamento dei brianzoli, il centravanti classe '99 avrebbe accettato la corte della Dea di Gasperini, convinto che il tecnico sia l'uomo giusto per la sua crescita. L'operazione tra Inter e Atalanta dovrebbe ruotare attorno a una valutazione di 20 milioni di euro, con un diritto di recompra per evitare brutte sorprese in futuro.

Non solo Monza e Atalanta. C'è anche il Sassuolo di Dionisi sulle tracce di Andrea Pinamonti. Il calciatore di proprietà dell'Inter non ha ancora scelto la sua prossima destinazione e tutto diventa possibile. Secondo l'esperto di mercato Alfredo Pedullà, il club neroverde ha tutte le carte in regola per convincere il giocatore, cui spetterebbe il compito non facile di sostituire Gianluca Scamacca.

Simone Inzaghi ha commentato così a Sportitalia il 4-1 rifilato al Lugano. “Siamo stati bravi, lavoriamo da soli quattro giorni, abbiamo organizzato una partita seria, si sono viste belle azioni, sono contento di quello che ho visto e ci prepariamo per arrivare nelle migliori condizioni al 13 agosto. Lukaku e Lautaro sono due campionissimi, si conoscono benissimo e gli piace giocare insieme, abbiamo visto anche Correa, Dzeko è tornato in anticipo. Abbiamo avuto il miglior attacco l’anno scorso, ora dobbiamo crescere sempre”.

Buona la prima per l'Inter di Inzaghi che allo stadio di Cornaredo supera per 4-1 il Lugano. Nerazzurri vivaci e bravi a chiudere il match nella ripresa. Bastano 3 minuti a D'Ambrosio per insaccare di testa un corner dalla destra, Lautaro Martinez approfitta di un errore degli svizzeri e porta i suoi sul 2-0. Nella ripresa magia di Correa e ancora il Toro per il poker. Una disattenzione difensiva regala ai padroni di casa il gol della bandiera con Casciato. Tante indicazioni positive per Inzaghi, a partire dalla prova di Asllani, sempre nel vivo della manovra.

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