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La squadra di Sarri, dopo la debacle contro il Midtjylland, si è rialzata subito in campionato. Da un totale blackout ad una prova di carattere contro la Cremonese: due prestazioni completamente differenti.


Negli ultimi quattro giorni prima della sosta per gli impegni delle Nazionali, la Lazio è scesa in campo due volte: giovedì scorso in Europa League e domenica in Serie A. I biancocelesti visti in Danimarca, rispetto a quelli visti a Cremona, sono totalmente diversi. Contro il Midtjylland è arrivata la pesante sconfitta per 5-1, dove la squadra di Sarri non è scesa in campo, senza quella determinazione giusta per vincere la partita. Nel 4-0 rifilato alla Cremonese invece, quattro giorni dopo, si è vista la “vera” Lazio, con il giusto carattere e la giusta convinzione dei propri mezzi, vogliosi di riscattare la disfatta europea.

Il blackout di una Lazio presuntuosa: il Midtjylland ne fa cinque

Nella prima trasferta europea della stagione dei biancocelesti è arrivata una pesante sconfitta. In Danimarca è mancato l’atteggiamento, la voglia di fare propria la partita e portare a casa il risultato, peccando di presunzione. La squadra di Sarri, dopo un inizio in controllo senza però mai essere pericolosa, è andata sotto al 26° e, da quel momento, è sparita dal campo. La scossa poteva darla il gol del momentaneo 3-1 di Milinkovic-Savic nella ripresa, ma così non è stato. Come dichiarato anche da Capitan Ciro Immobile, è mancata l’umiltà, una debacle inaspettata da parte di tutto l’ambiente.

Con una formazione che per nove undicesimi aveva superato brillantemente il Feyenoord una settimana prima, la sconfitta contro il Midtjylland può assomigliare alle cadute di Verona (4-1) e Bologna (3-0) della scorsa stagione, non solo per il pesante risultato finale, ma anche per l’atteggiamento sbagliato. Differente l’approccio. La situazione nel Girone F di Europa League non è comunque compromessa, con tutte e quattro le squadre a pari punti dopo due giornate, ma con quattro gare ancora da disputare. È tutto aperto.

Con la Cremonese tutt’altra Lazio: carattere e voglia di riscatto per ripartire

I biancocelesti visti a Cremona invece, rispecchiano la nuova Lazio di Sarri, una squadra che ha iniziato molto bene la stagione. Atteggiamento e mentalità giusti, voglia di portare fin da subito il risultato dalla propria parte e riscattare la brutta figura in Europa. Non a caso il primo tempo si è chiuso con il risultato di 0-3, grazie alla doppietta di Immobile e il gol di Milinkovic-Savic. Nella ripresa, oltre a gestire il triplo vantaggio, i biancocelesti hanno calato il poker con Pedro. Emblematiche le dichiarazioni di Sarri nel post partita, tornando alla sconfitta di giovedì: “Spero che questa prestazione possa essere di consapevolezza e non di reazione”. Quella consapevolezza che serve al gruppo per capire il proprio potenziale che, messo insieme al giusto approccio e mentalità, possono essere elementi fondamentali per un’ottima stagione.

D'altronde, a parte la debacle in Danimarca, la Lazio è partita bene nel nuovo campionato: quarto posto con 14 punti raccolti, al pari del Milan, dopo sette giornate; quattro vittorie contro Bologna, Inter, Verona e Cremonese, due pareggi con Torino e Sampdoria, con quest’ultimo arrivato nei minuti di recupero, ed una sola sconfitta, in casa contro il Napoli. Siamo solo all’inizio, ma se la Lazio vista in Danimarca sarà solo una brutta parentesi, i biancocelesti si potranno togliere diverse soddisfazioni.

Domenica con il Verona la Lazio è tornata al successo in Serie A. 2-0 nel segno del trio delle meraviglie: apre Immobile su assist di Milinkovic, chiude Luis Alberto nel finale. Un terzetto che fa sognare il popolo laziale.


La Lazio ritrova la vittoria in campionato. Domenica, allo Stadio Olimpico di Roma, i biancocelesti hanno conquistato i tre punti grazie al 2-0 rifilato all’Hellas Verona. Dopo il k.o. contro il Napoli, per la squadra di Sarri è il secondo successo consecutivo, visto che nel mezzo c’è stato l’esordio vincente in Europa League contro il Feyenoord. Nella sfida complicata contro i gialloblù, a fare la differenza è stato il trio dei sogni biancocelesti: al 68° è Ciro Immobile a sbloccare un match chiuso, sul solito assist al bacio di Milinkovic-Savic mentre, nei minuti di recupero, è Luis Alberto, subentrato nella ripresa, a chiudere la sfida con una sua magia. Un terzetto che regala gioie, spettacolo, punti e fa sognare l’ambiente biancoceleste.

Assist di Milinkovic, rete di Immobile: i numeri di una chimica vincente tutt’altro che inedita

Il gol dell’1-0 con cui Immobile ha portato in vantaggio la Lazio contro l’Hellas, è un’azione che si ripete spesso in casa biancoceleste: passaggio illuminante di Milinkovic-Savic, tap-in vincente del numero 17 laziale. Non a caso, dei 41 assist forniti dal serbo in Serie A, 23 sono stati proprio per bomber Ciro. Immobile invece, arrivato a quota 185 reti in Serie A, continua la sua scalata in questa particolare classifica, con sole tre reti che lo distanziano dal trio al nono posto con 188 reti, Gilardino, Del Piero ed un altro bomber della storia della Lazio, ovvero Giuseppe Signori.

Tornando alla coppia del gol, in questa stagione Capitan Ciro ha segnato tre reti nelle prime sei giornate di campionato, tutte su assist di chi? Sergej Milinkovic-Savic! Il serbo inoltre, ha fatto anche l’assist per il gol del vantaggio biancoceleste di Felipe Anderson, nella vittoria per 3-1 contro l’Inter. Quattro assist che, insieme a Pereyra dell’Udinese, lo portano attualmente in vetta alla classifica assist-man della Serie A.

Non c’è due senza tre: Luis Alberto, un titolare che fa la differenza anche da subentrato

Se è vero che il 3 è considerato il numero perfetto, mai numero fu così azzeccato. Al Capitano ed al Vice biancoceleste, si aggiunge Luis Alberto. Lo spagnolo, oltre ad esserlo anche da titolare, è diventato decisivo anche a partita in corso. In questo inizio di stagione, la sua qualità, tra giocate, inserimenti e supporto ai compagni, si sta rivelando decisiva per chiudere le partite. Quest’anno Luis è partito dalla panchina in quattro delle sette gare disputate dalla Lazio (6 in campionato e 1 in Europa League), facendo la differenza soprattutto nella gara contro l’Inter, con il super gol che ha riportato avanti i biancocelesti, ma anche nell’ultima contro l’Hellas, con la rete nei minuti di recupero che ha chiuso il match. Nelle altre tre gare, in cui è partito titolare, Luis Alberto ha lavorato molto in fase di costruzione insieme ai propri compagni di reparto, in particolar modo contro Sampdoria e Napoli. Inoltre, nell’ultima dal primo minuto contro il Feyenoord all’esordio in Europa League, è stato l’autore del gol che ha aperto la sfida e colui che ha fornito l’assist per la doppietta di Vecino per il 4-0 biancoceleste.

Insomma, un trio formatosi sei anni fa, con l’arrivo di Luis Alberto e Immobile nel 2016, quando Milinkovic-Savic aveva già disputato la sua prima stagione con la maglia della Lazio. Il settimo anno è partito alla grande e siamo solo all’inizio. Il popolo laziale è pronto a sognare.

Il siparietto tra bomber Ciro ed il “Sergente” Milinkovic nel post Verona

Al termine del match contro l’Hellas Verona, Ciro Immobile ha sottolineato ancora una volta l’importanza dei due compagni per la squadra e per la realizzazione dei suoi gol. Le parole del Capitano biancoceleste a Dazn: “Sergio è un giocatore incredibile, lo stesso Luis. Io credo che in questi anni, con loro più di tutti, vanno divisi i meriti dei miei gol. Sergio e Luis sono calciatori che mi hanno messo in condizione di esprimermi al meglio, mi conoscono come mia moglie (ride, ndr.). Sono contento. Offrigli una cena? Sì, una cena a tre!”.

Sempre ai microfoni di Dazn, pronta è arrivata la risposta di Sergej Milinkovic-Savic: “La cena offerta da Ciro? Me lo segno, dopo negli spogliatoi gli dico che l’ho sentito e che l’aspetto”.

Ottimo esordio per i biancocelesti in Europa League. Contro gli olandesi finisce 4-2 all’Olimpico. Luis Alberto e Felipe Anderson ad aprire, la doppietta di Vecino chiude il match. L’uruguaiano è sempre più un valore aggiunto del centrocampo di Sarri.


La Lazio parte con il piede giusto nell’edizione 2022/2023 dell’Europa League. La 1° giornata della fase a gironi dei biancocelesti si è chiusa con la vittoria casalinga per 4-2 contro il Feyenoord. Successo importante in ottica primo posto del girone, visto che gli olandesi, vice Campioni della passata Conference League, sono gli avversari, almeno sulla carta, più ostici del Gruppo F.

La squadra di Sarri chiude la pratica dopo neanche mezz'ora di gioco, con il triplo vantaggio firmato Luis Alberto, Felipe Anderson e Vecino. Nella ripresa, poco dopo l'ora di gioco, è ancora l'uruguaiano ad inserire il proprio nome sul tabellino dei marcatori. Negli ultimi 20 minuti invece, la Lazio stacca la spina ed il Feyenoord trova due reti, entrambe con Giménez (il primo su calcio di rigore). Nei minuti di recupero, l'arbitro concede un secondo penalty agli olandesi ma, dopo aver rivisto l'episodio al VAR, decide di tornare sui suoi passi, invertendo la propria decisione inziale.

100° vittoria della Lazio in Europa nel segno di Vecino: il valore aggiunto del centrocampo di Sarri

Oltre ad un'ottima partenza, la vittoria contro il Feyenoord permette alla Lazio di raggiungere un traguardo storico: il 4-2 contro gli olandesi è stato il successo numero 100 in Europa nella storia biancoceleste. Un traguardo che porta la firma, in particolar modo, di un nuovo acquisto di quest'estate, diventato fin da subito un valore aggiunto per il centrocampo di mister Sarri: Matías Vecino. L'uruguaiano, tornato a lavorare con il "Comandante" dopo l'esperienza ad Empoli, è sceso in campo in cinque delle sei gare stagionali disputate fin qui dalla Lazio, tre da titolare.

Contro il Feyenoord non è stato protagonista solo con una doppietta (primi due gol con la maglia della Lazio), ma anche di una prestazione maiuscola, la migliore da quando è arrivato nella Capitale. Al 4° minuto fornisce un super assist di esterno per la prima rete firmata Luis Alberto. Ottimo, insieme ai suoi compagni di reparto, nel mantenere la squadra corta, ma allo stesso tempo aggressiva nel recuperare palla in fase di non possesso. Altrettanto bene ha fatto anche in fase di inserimento, sfiorando addirittura la tripletta. Insomma, un "fedelissimo" di Sarri, diventato l'uomo in più del centrocampo laziale.

La situazione del Girone F di Europa League, con la testa rivolta al Verona

Mentre la squadra di Sarri superava il Feyenoord all’Olimpico, in Austria andava in scena la sfida tra Sturm Graz e Midtjylland, gara tra le altre due squadre del Gruppo F. Nonostante l’inferiorità numerica dal 73°, ai padroni di casa è bastato il gol del vantaggio dopo otto minuti per portare a casa i tre punti. Dopo la 1° giornata quindi, in testa al girone ci sono Lazio e Sturm Graz a quota tre, con Midtjylland e Feyenoord fermi a zero. Per giovedì prossimo è in programma la 2° giornata della fase a gironi, con la Lazio che andrà in Danimarca per affrontare il Midtjylland, mentre in Olanda si giocherà Feyenoord-Sturm Graz.

Post Europa torna la Serie A. La Lazio, per la terza volta in una settimana, dopo Napoli e Feyenoord, tornerà a giocare allo Stadio Olimpico di Roma. Nella Capitale arriva l’Hellas Verona, reduce dal successo in rimonta contro la Sampdoria. Per i gialloblù è arrivata la prima vittoria in campionato, dopo aver raccolto due punti in quattro partite (2 pareggi e 2 sconfitte). I biancocelesti sono chiamati al riscatto dopo il k.o. contro il Napoli. Match in programma domenica alle ore 18:00.

I biancocelesti vincono il primo big match della stagione. All’Olimpico, Felipe Anderson, Luis Alberto e Pedro firmano il 3-1 contro i nerazzurri dell’ex Inzaghi. Lazio momentaneamente al 1° posto in classifica.


Una serata fantastica per la Lazio. Nel secondo anticipo della 3° giornata di Serie A, i biancocelesti vincono il primo big match della stagione. All’Olimpico finisce 3-1 per gli uomini di Sarri contro l’Inter. Al gol di Felipe Anderson, con cui la Lazio ha chiuso il primo tempo in vantaggio, ha risposto Lautaro Martinez ad inizio ripresa, riportando il risultato in parità. All’ora di gioco, la doppia sostituzione di Maurizio Sarri risulta decisiva: da subentrati, prima Luis Alberto con un super gol sotto l’incrocio (75°), e poi Pedro dieci minuti dopo, fanno esplodere di gioia i tifosi biancocelesti. In attesa di Juventus-Roma e delle sfide di Torino e Milan in programma oggi, la Lazio, con sette punti dopo tre partite, è momentaneamente sola in testa alla classifica.

Le intuizioni del “Comandante” fanno vincere la Lazio: Sarri supera Inzaghi all’Olimpico come un anno fa

La Lazio batte l’Inter per 3-1 allo Stadio Olimpico di Roma. Inizio di partita a tinte nerazzurre, con la squadra di Inzaghi che tiene il possesso palla per buona parte, trovando però difficoltà nel creare pericoli ai biancocelesti. La squadra di Sarri tiene bene il campo e, con il passare dei minuti, cresce in termine di prestazione e determinazione. Prima sfiora il vantaggio con Immobile, poi lo trova al 40° con il colpo di testa di Felipe Anderson, bravo a sorprendere Dimarco e concretizzare un gran cross di Milinkovic-Savic.

Nonostante il rischio 2-0 corso dopo due minuti, con Handanovic che manda in angolo il tiro di Immobile, l’Inter parte all’attacco la ripresa e, al 51° trova subito il gol del pari con Lautaro Martinez. Maurizio Sarri però ha preparato bene la partita, in maniera intelligente. Una sfida che si è giocata soprattutto a metà campo, dove Milinkovic-Savic, Cataldi e l'ex Vecino hanno messo in difficoltà Brozovic, Barella e Gagliardini, scelto da Inzaghi al posto di Calhanoglu.

All’ora di gioco l’intuizione del “Comandante” che gli permette di vincere la partita. I ritmi iniziano a calare, dentro la qualità di Luis Alberto e Pedro. La Lazio torna a pressare alto, recupera palloni e crea occasioni da gol. Al 75° i biancocelesti tornano avanti proprio con Luis Alberto, autore di un super gol, mentre dieci minuti dopo è Pedro a chiudere il match sul 3-1 finale. Grande prestazione di squadra, di un gruppo al seguito del suo allenatore.

Stesso risultato della scorsa stagione: all’ottava giornata di campionato, il 16 ottobre 2021, i biancocelesti superarono per 3-1 i nerazzurri. In quell’occasione, oltre al solito Felipe Anderson che ha l’Inter come sua vittima preferita, segnarono Immobile e Milinkovic-Savic.

Luis Alberto e Pedro, gli spagnoli decisivi: entrano e cambiano la partita

Poco più di mezz’ora a disposizione per cambiare una partita. Luis Alberto e Pedro entrano insieme e, la Lazio, torna ad essere pericolosa. Al 75° arriva il gol del sorpasso biancoceleste, proprio dai piedi dei due spagnoli: ripartenza in contropiede, Pedro viene servito in area di rigore, l’ex Barcellona serve all’indietro proprio il numero 10 che infila all’incrocio dei pali un super gol. Esplode di gioia l’Olimpico, con Luis Alberto che corre sotto i tifosi della Lazio ad esultare, scrollandosi di dosso alcune critiche ricevute negli ultimi tempi.

Dieci minuti dopo si invertono i ruoli, ma il risultato non cambia: Luis Alberto fa partire l’azione, prova l’imbucata per Immobile, ma il pallone finisce tra i piedi di Pedro, destro a giro e palla in rete. La partita si chiude con la rete del numero 9 biancoceleste, tornato in ottima forma dopo il problema alla caviglia riscontrato nell’ultima amichevole pre-campionato.

La Lazio vince il primo big match della stagione. La strada intrapresa è quella giusta, tutti uniti verso un unico obiettivo.

Esordio vincente dei biancocelesti in Serie A davanti a quasi 45 mila spettatori. Nella ripresa un autogol e il solito Immobile rimontano il Bologna 2-1. Il punto tra nuovi acquisti, certezze del gruppo e ultime sul calciomercato.


Parte subito con una vittoria la nuova Serie A 2022/2023 della Lazio. Dopo un inizio in salita con l’espulsione di Maximiano al sesto minuto, per aver preso il pallone con le mani fuori dall’area, e il rigore trasformato da Arnautovic al 38° per il vantaggio del Bologna, i biancocelesti hanno ribaltato il risultato. Complice anche l’espulsione del rossoblù Soumaoro allo scadere del primo tempo, con le squadre tornate in parità numerica, prima un autogol di De Silvestri al 68° e poi il solito Ciro Immobile dieci minuti dopo, hanno capovolto il risultato. Il 2-1 dell’Olimpico ha permesso alla squadra di Sarri di centrare i primi tre punti della stagione.

Cinque su otto nuovi acquisti all'esordio in biancoceleste

La prima giornata di campionato contro il Bologna, è stata la prima gara ufficiale della Lazio 2.0 firmata Maurizio Sarri. Una squadra cambiata sul fronte mercato rispetto alla scorsa stagione. Nella vittoria con i rossoblù sono scesi in campo cinque degli otto volti nuovi.

Un esordio da dimenticare per Luis Maximiano che, dopo appena sei minuti, è stato espulso. Buon esordio in biancoceleste invece per gli altri quattro. Provedel, subentrato ad inizio partita, ha mostrato sicurezza tra i pali, con qualche parata importante ai fini del risultato. Bene anche il tanto atteso Alessio Romagnoli che si candida a diventare fin da subito un leader di questa squadra. Sul finale di partita mister Sarri ha fatto entrare anche Vecino e Cancellieri: l’uruguaiano, in attesa di trovare la condizione migliore, ha dato il suo per mantenere fino al triplice fischio il risultato di vantaggio, il giovane classe 2002 proveniente dal Verona invece ha mostrato tanta voglia di mettersi in mostra, correndo e lottando su ogni pallone.

Immobile e Lazzari: le certezze che hanno trascinato la Lazio al successo

Non solo nuovi acquisti, ma anche certezze importanti nel primo successo stagionale. A trascinare la Lazio contro il Bologna sono stati, principalmente, due “vecchi” di cui Sarri non può fare a meno: Manuel Lazzari e Ciro Immobile. L’esterno ha fatto sua la fascia destra, gli avversari hanno faticato a stargli dietro. Da una sua accelerata parte la rimonta biancoceleste, abile a saltare Cambiaso e mettere un cross teso che propizia l’autorete rossoblù. Lazzari sembra aver trovato la forma e la posizione migliore nell’undici di Sarri. Dopo un iniziale periodo di adattamento la scorsa stagione, con il passaggio da quinto di centrocampo a terzino di una difesa a quattro, ora il “treno” biancoceleste è pronto a fare la differenza.

Per Ciro Immobile invece sono finiti gli aggettivi. Trascina la squadra da Capitano, centra record e scrive nuove pagine di storia a suon di gol. Settimo anno, da quando è arrivato alla Lazio, che va a segno alla prima ufficiale della stagione. Raggiunte le 183 reti nel massimo campionato italiano, il bomber biancoceleste punta la top ten dei marcatori all time della Serie A (distante solamente 5 reti) e il quinto titolo di capocannoniere, che lo porterebbe in testa insieme a Nordahl, diventando insieme gli unici ad aver raggiunto questo traguardo.

Verso Torino-Lazio con un occhio al calciomercato

Ora è tempo di pensare alla 2° giornata, che vedrà i biancocelesti impegnati in casa del Torino sabato 20 agosto alle 18:30. Nella prima trasferta stagione, mister Sarri dovrà fare a meno di Maximiano squalificato, con Provedel pronto a partire titolare, e con il dubbio Pedro, assente alla prima con il Bologna, e alle prese con un problema alla caviglia. Lo spagnolo, tornato a lavorare in maniera differenziata da un paio di giorni, spera nella convocazione per Torino.

Intanto, mentre la Serie A ha preso il via, le squadre continuano a lavorare sul fronte calciomercato. In casa Lazio, come riporta il Corriere dello Sport, il possibile arrivo di un nuovo calciatore è legato al mercato in uscita. Al termine della gara con il Bologna c’è stato un colloquio tra Sarri e Lotito, con l’allenatore che chiede un terzino sinistro per completare la rosa. Il preferito del “Comandante” è sempre Emerson Palmieri, ma su di lui è forte l’interesse anche di West Ham e Nizza. L’italo-brasiliano, sotto contratto con il Chelsea fino al 2024, ha dato la sua disponibilità e tornerebbe volentieri in Italia per riabbracciare mister Sarri. Emerson sarebbe disposto anche ad aspettare la Lazio, a patto che ci siano condizioni reali per il suo arrivo a Roma. Oltre a Palmieri, altri due nomi accostati ai biancocelesti per la fascia sinistra sono quelli di Valeri della Cremonese, romano e laziale dalla nascita, e Parisi fresco di rinnovo fino al 2025 con l’Empoli.

L’unica condizione che può spingere Lotito a prendere il nono rinforzo di questa sessione di mercato è una cessione: in primis c’è quella di Hysaj, ma per il terzino, dopo il sondaggio del Valencia, non sono arrivate offerte importanti. Un’altra possibilità è la cessione di Fares, reduce da un grave infortunio e rientrato dal prestito al Torino, ma anche qui non ci sono offerte al momento. Con la cessione di uno dei due in prestito con diritto oppure obbligo di riscatto, il Presidente biancoceleste potrebbe accontentare Sarri tentando un acquisto con la stessa formula.

In uscita ce ne sono altri quattro: Acerbi sogna di raggiungere Inzaghi all’Inter. Ci sono stati contatti con il club nerazzurro, Lotito chiede 5 milioni, mentre Marotta non vorrebbe spendere così tanto per un difensore 34enne. Non sono più in gruppo Akpa Akpro e Kiyine, con il primo che è stato richiesto dal Lecce. In attesa di sistemazione anche Raul Moro, con la società intenzionata a fargli collezionare minutaggio. Su di lui sono arrivate richieste dalla Serie B, il Como tra tutte, ma lo spagnolo spera di trovare una squadra di A o in Liga Spagnola.

Il portiere italiano, con Maximiano, chiude il pacchetto degli estremi difensori biancocelesti. Dopo le visite mediche è arrivata anche l'ufficialità: Provedel passa dallo Spezia alla Lazio a titolo definitivo.


La Lazio mette a segno l'ottavo acquisto della sessione estiva di calciomercato: Ivan Provedel è un nuovo portiere biancoceleste. Dopo aver svolto le visite mediche nella Clinica Mater Dei di Roma, a dare l'annuncio ufficiale è stato proprio il club attraverso un comunicato sul proprio sito: "La S.S. Lazio comunica di aver acquisito definitivamente il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Ivan Provedel, proveniente dallo Spezia Calcio". Finalmente il desiderio del portiere classe '94 è stato esaudito: la sua avventura alla Lazio sta per iniziare.

Dall’Empoli allo Spezia, ora Provedel vuole una “big”

Arrivato in Liguria nell’ottobre del 2020 dall’Empoli, Ivan Provedel ha collezionato 60 presenze in Serie A con la maglia bianconera, raccogliendo 11 clean sheet in due stagioni. In questo pre-campionato, il portiere italiano classe 1994 ha partecipato alle ultime amichevoli dello Spezia ma, come riporta Alfredo Pedullà, la sua volontà è stata ribadita: raggiungere la Lazio il prima possibile. Per Provedel il club biancoceleste è una grande occasione, un passaggio fondamentale per la sua carriera. All'età di 28 anni, nel pieno della sua carriera, si sente pronto al salto in una "big".

Spezia alla ricerca di un sostituto prima del via libera alla cessione

Con l’accordo di massima tra biancocelesti e bianconeri, ora la palla passa al club ligure. Prima di dare il via libera per la cessione di Provedel, e quindi accontentare la volontà dell’estremo difensore, lo Spezia non si vuole far trovare impreparato. Per questo è alla ricerca di un portiere pronto a sostituirlo.

Oltre a due profili all’esterno, lo Spezia ha messo gli occhi in casa Fiorentina: nelle scorse ore sono stati fatti sondaggi per Bartolomej Dragowski. Dopo l’arrivo di Pierluigi Gollini dall’Atalanta, il portiere polacco vede ancor di più a rischio una maglia da titolare nella Viola.

Il “Comandante” biancoceleste si è raccontato a 360 gradi toccando molti temi: dalla Lazio alle sue ex squadre, passando per il proprio percorso, il mercato e tanti altri argomenti.


A dieci giorni dall’inizio della nuova stagione, l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Corriere dello Sport, affrontando diversi aspetti. La prossima Serie A è stato uno degli argomenti, ma ha parlato anche della sua Lazio, il rapporto con il Presidente Lotito e il d.s. Tare, dei calciatori in rosa e non solo. Di seguito le dichiarazioni del mister biancoceleste.

Cosa rappresenta la Lazio per Sarri

“Qui sto bene, mi piace l’ambiente, ho la possibilità di esprimermi e soprattutto di divertirmi. Anch’io sono cambiato, ora il lavoro mi deve procurare divertimento, è cambiato il mio sentimento nei confronti del calcio. Mi piace anche la gente laziale, da fuori mi ero fatto un’idea completamente diversa, sbagliata. Il 99 per cento del popolo laziale è formato da famiglie, da giovani. E lavorare in un club che non appartiene a un fondo ma a una famiglia, mi dà gusto. Allo stesso tempo mi rendo conto delle difficoltà economiche che si possono incontrare, minori risorse, certo. Quello che desidero quest’anno è mostrare una squadra vera e dai primi allenamenti ho ricevuto sensazioni molto positive”.

Il Presidente Lotito e il rapporto con Tare

“Non riesco a capire fino in fondo i motivi della sua impopolarità. Comunicazione? Possibile. Ma Lotito ha preso la Lazio che era un disastro e bene o male la tiene costantemente tra le prime 5, 6 e in Europa. Io lo trovo piacevole, è un uomo di spirito ed è uno che ti ascolta. Lotito avrà mille altri difetti, ma è di rara intelligenza, ha una cura ossessiva dei dettagli e soprattutto sul piano sportivo lascia piena autonomia. Tare? Non ho mai avuto problemi con lui. Possiamo non concordare sulla valutazione di un giocatore o su alcune scelte, ma questo rientra nella normale dialettica di un gruppo di lavoro”.

Quanto incide Sarri sul mercato

“Se non mi viene chiesto un nome non lo faccio. Illustro le caratteristiche tecniche, i parametri caratteriali della figura che mi serve, e pongo molta attenzione sul dato anagrafico. La stagione scorsa eravamo una delle squadre più vecchie d’Europa, il ricambio era necessario”.

La crescita di Milinkovic-Savic

“Sergej è di livello altissimo, piccoli difetti e potenzialità ancora inesplorate. In alcuni momenti della partita privilegiava l’estetica, la giocata che definisco effimera, a scapito dell’efficacia. Però è vero, nell’ultima parte del campionato ha cercato la funzionalità e ha fatto la differenza”.

Luis Alberto e il desiderio Siviglia

“Per il secondo anno di seguito ha espresso la volontà di finire la carriera in Spagna. Più che in Spagna in generale, proprio a Siviglia. Non so dire se l’avrò ancora a inizio settembre. Ragazzo intelligente, gran bel giocatore e carattere, se vuoi, particolare”.

Situazione Acerbi

“Nulla di tecnico, a fine stagione ha espresso il desiderio di cambiare aria e la società cercherà di accontentarlo, per questo sono stati fatti altri programmi”.

Il percorso e la bravura nel migliorare i calciatori

“A me piace un calcio in cui tutti si mettono al servizio del collettivo per sviluppare un gioco in cui i movimenti, tanto quelli difensivi quanto quelli offensivi, non prevedono esenzioni di alcun tipo. Sono molto diverso da come vengo descritto, per anni ho svolto un altro lavoro e non ho assorbito la superficialità del calcio. Sognavo di allenare una grande squadra e ci sono riuscito non una, ma più volte. A 63 anni non penso più alla carriera e i soldi sono meno importanti, mi sono evoluto: voglio il piacere, il divertimento e la Lazio può darmeli. Lavoro per creare una squadra vera, 25 giocatori che pensano allo stesso modo, per certi versi antistorica: il gioco del calcio per sua natura è collettivo. Io e Conte tra i pochi a migliorare i giocatori? Abbiamo filosofie diverse però, al di là della bravura di Antonio, quello che fa la differenza è sempre la disponibilità dei ragazzi, la fame, la voglia di perfezionarsi. Con i “non arrivati” è più facile. In carriera il più veloce a comprendere quello che chiedevo è stato Albiol, difensore di livello superiore. In pochissimo tempo capì tutto, al punto che io potevo anche starmene a casa, l’allenamento avrebbe potuto dirigerlo lui”.

La squadra che ha espresso il calcio più vicino alle sue idee

“L’ultimo Napoli, quello dell’ultimo anno intendo. Giocava il calcio che avevo in mente, un calcio di coinvolgimento totale. Ma anche nelle stagioni di Empoli avevo ricevuto dai ragazzi quello che volevo. Al Chelsea e alla Juve sono stato troppo poco per poter incidere in maniera pesante. E poi oggi è più difficile, più il tempo passa e più si afferma l’individualismo, e non solo nel calcio. È un cambiamento generazionale, non mi piace e impone degli adattamenti. Anch’io sono cambiato, in parte mi sono adeguato”.

Il cambiamento tattico di Mertens

“Avevamo tre esterni d’attacco per due posti, la grande qualità di Lorenzo e l’equilibrio che garantiva Callejòn erano imprescindibili, così Mertens trovava poco spazio. A Bergamo, in dieci contro undici, tolsi Higuaìn e misi Dries centrale. Venti minuti mostruosi, prese due rigori, insomma li fece impazzire. L’anno dopo, quando persi Milik durante la sosta della nazionale - si ruppe i crociati- decisi di riproporlo in quella posizione”.

Cosa è rimasto dell'esperienza con De Laurentiis

“Una forma di affetto e gratitudine, mi ha concesso l’opportunità di misurarmi con il grande calcio ed era quello che volevo provare. Poi, certo, lavorarci insieme non è semplice”.

I contrasti con Chiellini, la Juventus e il rimpianto con CR7

“Nella fase iniziale non ce ne furono. Se ricordo bene, nella prima partita Chiellini giocò e segnò pure. E due giorni prima della seconda, col Napoli, si ruppe i crociati. Era una Juve giunta a fine ciclo e io me ne accorsi subito. Ronaldo? Ho il rimpianto di non averlo potuto allenare da giovane. Ho trovato un giocatore che si era affermato attraverso un certo calcio ed era diventato un’icona mondiale. La squadra doveva adattarsi a lui, non il contrario. Con me segnò 33 gol in campionato e quattro in coppa e insomma non è mai semplice convincere un campione con fatturati del genere a cambiare percorso”.

La stagione che sarà

“Una stagione folle, cinquanta giorni di sosta non si erano mai visti, mi aspetto risultati imprevedibili. La Juve era forte anche l’anno scorso, l’Inter la consideravo la principale candidata allo scudetto, però il mercato della Roma le fa cambiare gli obiettivi. Wijnaldum, Belotti, Dybala. Il Wijnaldum di Liverpool un giocatore fortissimo e Dybala con me è stato eccezionale. Il Milan può rivincere se conserva lo spirito della stagione passata, aveva una voglia feroce di imporsi e due tre giocatori che quando ripartono… Hernandez e Leao? Quelli fanno male sul serio”.

Le differenze tra i due allenatori della città: Sarri e Mourinho

“A me Mourinho sta anche simpatico. Le differenze dipendono in prevalenza dal punto di partenza, dalle origini. Io sono cresciuto tra i Dilettanti, gente di un altro livello, dove per vincere dovevo incidere tanto, e in modo feroce, per compensare i limiti dei singoli. Mourinho è partito dal Barcellona e ha investito molto sulla qualità dei giocatori. Tra Stia e Barcellona c’è una bella differenza… E poi io sono toscano di monte. Come Luciano (Spalletti, nda)”.

Quest’oggi, al Centro Sportivo di Formello, è andata in scena la conferenza stampa di presentazione dei due nuovi rinforzi biancocelesti. Diversi i temi trattati, da mister Sarri agli obiettivi della stagione, sia di squadra che a livello personale.


Attraverso una conferenza stampa, tenutasi al Centro Sportivo biancoceleste, la Lazio ha presentato due nuovi acquisti di questa sessione di calciomercato estiva: Alessio Romagnoli e Matías Vecino. Il difensore Campione d’Italia con il Milan ed il centrocampista uruguaiano ex Inter, hanno ufficialmente parlato da calciatori biancocelesti. Queste le risposte alle domande dei giornalisti presenti, riportate da Tuttomercatoweb.com.

Romagnoli, il difensore con la 13 dell'idolo Nesta

SENSAZIONI ALL’ARRIVO IN BIANCOCELESTE“L’ho sempre sperato. La volontà di entrambi c’è sempre stata, ringrazio il Presidente e il Direttore per questa opportunità. La mia famiglia è felice, mi ha sempre supportato”.

CONDIZIONE FISICA“Molto meglio rispetto a prima, mi manca ancora qualcosina ma sto lavorando bene”.

PARAGONE TRA IL GIOCO DI SARRI E QUELLO DI PIOLI“Un gioco più tattico. Con Pioli c’era più uno contro uno a tutto campo, qui c’è un gioco diverso, più adatto a me e che mi piace di più”.

OBIETTIVI DELLA LAZIO E PERSONALI“Secondo me questa squadra è forte, credo che dobbiamo puntare alla Champions, anche l’anno scorso avrebbe potuto fare di più. E adesso il gruppo è ancora più forte. Per me sarà importante giocare di più rispetto all’anno scorso. Voglio fare qualcosa di importante qui”.

LA MAGLIA NUMERO 13 DELL’IDOLO NESTA - “Il paragone con Nesta non si deve fare, è sbagliato. È stato il mio idolo, l’emozione è tanta però. L’ho conosciuto ma ultimamente non ho parlato con lui”.

L’IMPORTANZA DI SINISA MIHAJLOVIC NELLA SUA CARRIERA“Per me è stato importantissimo, sia alla Sampdoria che al Milan. Lo ringrazierò sempre per questo”.

Vecino, l'uruguaiano che torna agli ordini di Sarri

ACCOGLIENZA NUOVI COMPAGNI“L’impatto è stato molto buono. Non avevo giocato con nessuno di loro ma li conoscevo. È stato bello. I compagni sono fortissimi, so bene dove sono arrivato e sì, credo sia nel destino. Altre volte ci siamo avvicinati, ma non si è mai concretizzato nulla”.

IL RITORNO DA MISTER SARRI“Sarri mi conosce bene, abbiamo lavorato anni fa, sa quali sono le mie caratteristiche. Vengo a dare una mano, mi metto a disposizione, poi sarà il mister a scegliere il momento e le partite in cui farmi giocare. Ritrovato un Sarri diverso? No, ne parlavo con un amico. Ho trovato lo stesso allenatore e la stessa persona, anche nel modo di spiegare. E con il suo vice Martusciello ci ho lavorato due anni all’Inter”.

OBIETTIVO PERSONALE E DI SQUADRA“Tornare a essere un giocatore utile, ho fame e voglia. Questo è l’ambiente ideale con un allenatore che mi stima. L’obiettivo è ritornare in Champions, penso sia alla nostra portata”.

ESPERIENZA CON L’URUGUAY“Aver giocato tanto in nazionale è qualcosa di unico. Ho avuto la possibilità di giocare il mondiale, in Coppa America. C'è grande tradizione per il calcio, tra poco ci sarà anche il Mondiale”.

CONDIZIONE FISICA“Mi stavo allenando con la nazionale, insieme ad altri due compagni, Caceres e Cavani. Penso che sono in una buona condizione. Sono pronto a dare una mano”.

Il calciatore uruguaiano è il settimo rinforzo per mister Sarri in questa sessione di calciomercato estiva. Dopo le visite mediche è arrivata anche l'ufficialità: Vecino ha firmato un contratto con la Lazio fino al 2025.


Lazio Vecino offerto triennale

Rinforzo per il centrocampo biancoceleste: Matías Vecino è un nuovo calciatore della Lazio. A rendere ufficiale l'arrivo dell'uruguaiano è stato proprio il club della Capitale attraverso un comunicato apparso sul proprio sito: "Vecino Matias è un nuovo calciatore della S.S. Lazio. Il calciatore, che ha sottoscritto un contratto di tre stagioni sportive, si unirà al gruppo dal prossimo mercoledì". Dopo aver svolto le visite mediche questa mattina, l'avventura di Vecino in biancoceleste sta per iniziare, pronto a tornare agli ordini di mister Sarri.

Vecino alla Lazio, accordo fino al 2025: le cifre

Il calciatore uruguaiano sarà un nuovo centrocampista biancoceleste. Come riporta Gianluca Di Marzio, è stato trovato l’accordo tra le due parti: Matías Vecino è pronto a firmare un contratto di tre anni, fino al 2025, da due milioni di euro più bonus a stagione. Fondamentale per la chiusura dell’operazione Alessandro Lucci, agente dell’ex Inter, grazie anche agli ottimi rapporti con il Presidente Lotito ed il d.s. Tare. Continua il rinnovamento della rosa biancoceleste, prima porta e difesa, ora il centrocampo. Con l’addio di Lucas Leiva e con Akpa Akpro in uscita, Marcos Antonio prima ed ora Vecino, sono pronti a portare la loro esperienza alla causa biancoceleste.

Il futuro di Vecino è ancora in Italia: i numeri dell’uruguaiano in Serie A

È in arrivo un rinforzo d’esperienza per la Lazio. Un calciatore aggressivo che ama il pressing alto, una caratteristica che si sposa alla perfezione con il gioco offensivo di Sarri. Il “Comandante” biancoceleste lo stima, apprezza Vecino sin dai tempi dell’Empoli quando lavorarono insieme per una stagione.

Quella della Lazio sarà la quinta maglia nel campionato italiano che vestirà l’uruguaiano. Arrivato nel 2013 alla Fiorentina, il centrocampista trova poco spazio e viene girato in prestito prima al Cagliari, nel gennaio del 2014, e poi all’Empoli nella successiva finestra di mercato. Rientrato dal prestito trova finalmente posto nella Fiorentina di Paulo Sousa e disputa due stagioni in maglia Viola. Nell’agosto del 2017 passa all’Inter, il punto più alto della sua carriera italiana. In nerazzurro vanta 127 presenze tra Italia ed Europa, 13 reti messe a segno e tre trofei conquistati: lo Scudetto nella stagione 2020/2021, la Supercoppa Italiana 2021 e la Coppa Italia nell’ultima stagione.

È arrivata la prima sconfitta dei biancocelesti in questa pre-season. In Germania passa il Grifone per 4-1. La squadra di Sarri è reduce dai carichi di lavoro in ritiro, ma la retroguardia va migliorata.


Terminato il ritiro ad Auronzo di Cadore, per la Lazio è iniziata la seconda fase di preparazione in vista della prossima stagione. I biancocelesti sono a lavoro in Germania, più precisamente a Grassau. Nel pomeriggio di ieri è andato in scena il quinto test amichevole della pre-season. Dopo i quattro successi sotto le Tre Cime di Lavaredo, per la squadra di Sarri è arrivato il primo k.o.: il Genoa, retrocesso in Serie B lo scorso anno, si è imposto con un netto 4-1. Protagonista assoluto per i rossoblù Massimo Coda, autore di una tripletta tra primo e secondo tempo. Gudmundsson poi, su calcio di rigore, ha chiuso il match, rendendo inutile il gol dell’1-1 di Ciro Immobile. Una Lazio apparsa affaticata, con i carichi di lavoro sulle gambe ancora da smaltire.

Lazio, c'è da lavorare sulla difesa: è il reparto con più cambiamenti sul mercato

I biancocelesti sono sembrati fin da subito appesantiti dalla preparazione in corso. Ci sono da smaltire i carichi di lavoro del ritiro, siamo solo all’inizio, ma sono stati commessi diversi errori in fase di impostazione che, un Genoa più brillante, ha sfruttato al meglio. Il reparto che è sembrato più in difficoltà è stato quello difensivo, ma c’è da dire che è stato anche quello più “rivoluzionato” sul fronte mercato. Uscito Luiz Felipe e con il futuro di Acerbi incerto, visto che non è partito con la squadra per la Germania, sono arrivati Casale, Romagnoli e Gila. Un cambiamento sostanziale nell'undici titolare, con i nuovi che hanno bisogno di lavorare il più possibile per assimilare il gioco di Sarri. Il “Comandante” biancoceleste richiede molto movimento da parte della difesa, il reparto da cui parte l’azione. La squadra deve essere più compatta con poca distanza tra i reparti, cosa che ieri non si è vista tra difesa e centrocampo. La preparazione però non è ancora finita, ci sono poco più di due settimane ancora prima dell’esordio in Serie A.

Altri due test amichevoli prima dell’inizio del campionato

In questi 16 giorni che separano la Lazio dalla prima giornata contro il Bologna, i biancocelesti, oltre alla preparazione, saranno impegnati in altre due amichevoli. Sabato 30 luglio è in programma il secondo ed ultimo test durante il ritiro in Germania. La squadra di Sarri infatti, alle ore 18:00, affronterà la Nazionale del Qatar. Una volta rientrati nella Capitale, con la preparazione che proseguirà al Centro Sportivo di Formello, sabato 6 agosto la Lazio volerà in Spagna per affrontare il Real Valladolid, nella 48° edizione del Trofeo Città di Valladolid. Fischio d’inizio alle ore 20:00.

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