Calcio femminile, ma quanto mi costi?


Che i calciatori percepiscano uno stipendio di gran lunga superiore rispetto a quello delle colleghe donne è storia conosciuta. Secondo lo Sporting Intelligence 2017 salary survey, il rapporto sugli stipendi nello sport dedicato quell’anno a uno speciale sul divario tra uomini e donne nel mondo del professionismo, il guadagno annuo di circa 37 milioni di euro di Neymar per la stagione 2017-2018 con il Paris Saint-Germain era pressoché pari a quello che in un anno guadagnano 1.693 calciatrici dei sette maggiori campionati femminili al mondo. Esatto. Milleseicentonovantatre.

La disparità salariale di genere è ancora più evidente se prendiamo come misura di confronto lo stipendio medio di giocatori e giocatrici in Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Tutti e quattro questi Paesi sono di primissimo livello nel calcio femminile, dal punto di vista tecnico ed economico, e in questi campionati giocano le calciatrici più forti e remunerate.

Partiamo dall’Inghilterra. Una calciatrice della Women’s Soccer League guadagna in media 29,9 mila euro annui, mentre un collega uomo percepisce 2,6 milioni di euro. La D1 Feminine, il massimo campionato femminile francese, presenta un salario medio per giocatrice pari a 42 mila euro l’anno, mentre un calciatore della Ligue 1 maschile guadagna mediamente 944 mila euro. Nella Frauen Bundesliga tedesca, il salario medio è di 37,1 mila euro, mentre agli uomini vanno 1,25 milioni. Meno divario negli Stati Uniti dove le giocatrici della National Women’s Soccer League hanno uno stipendio medio di 23,3 mila euro, mentre i giocatori della MLS guadagnano “solo” 251 mila euro.

Ovviamente qui si parla di media e si fa riferimento ai dati registrati nel 2017. Ma il concetto è chiaro. La disparità salariale tra uomini e donne è enorme. Bisogna poi tenere conto anche della differenza tra budget stipendi nei top club e società di medio-basso livello. In Francia, ad esempio, il Lione femminile garantisce uno stipendio medio di 162 mila euro annui, il PSG femminile di 127 mila. Le disponibilità dei due club rappresentano circa il 50-60% delle spese totali in stipendi della Division 1.

Ma, tralasciando le differenze di genere, è ancor più interessante rapportare gli stipendi delle giocatrici italiane, sulla carta dilettanti, a quello delle colleghe francesi, americane o inglesi.

Nel nostro Paese una ragazza che gioca a calcio può percepire uno stipendio massimo di 30.658 euro lordi l’anno. A differenza del passato, adesso questa cifra può essere cumulata anche con i rimborsi spesa, che al massimo ammontano a 1.220 euro lordi al mese. In totale nella migliore delle ipotesi, quindi, una calciatrice in Italia può arrivare a guadagnare circa 40.000 euro lordi l’anno. È il caso, ad esempio di Barbara Bonansea, attaccante della Juventus Women e della Nazionale Italiana, il cui stipendio lordo è pari a 40.000 euro l’anno, che netti sono poco più della metà.

Funziona diversamente negli altri campionati. Facendo riferimento ai dati della prima metà del 2020, la calciatrice più pagata al mondo è Samantha Kerr, acquistata dal Chelsea. La stella australiana guadagna 600.000 euro a stagione, mentre al secondo posto troviamo la statunitense Alex Morgan degli Orlando Pride (attualmente nel Tottenham) con uno stipendio pari a 408.000 mila euro. Segue Megan Rapinoe, pallone d’oro 2019, centrocampista del Reign Fc, con un ingaggio pari a 402.000 euro lordi l’anno. In questa classifica, la D1 Feminine è quella con il monte ingaggi più alto, soprattutto grazie al Lione, il club campione d’Europa in carica. Ada Hegerberg, centravanti dell’Olympique, è la più pagata oltralpe, con uno stipendio pari a 400.000 euro lordi l’anno.

La tabella fa riferimento ai dati della prima metà del 2020

Le donne sono ovunque meno pagate e meno rappresentate, in Italia soprattutto. Eppure nel 2018 i loro tesseramenti alla Federcalcio sono aumentati di circa l’8%, di cui quasi il 54% del totale è costituito dalle Under 18. Negli ultimi anni la squadra nazionale femminile ha raggiunto degli ottimi risultati anche a livello internazionale. Grazie ai mondiali di calcio del 2019 disputati in Francia, l’interesse per il calcio femminile è aumentato. Il pubblico è passato del considerarlo una sport “troppo lento” a un gioco avvincente ed entusiasmante, al punto che la partita Italia-Brasile, trasmessa in tv, ha raggiunto uno share del 29%. Ma delle otto squadre più forti del mondo solo l’Italia non riconosce alle sue calciatrici lo stesso status dei calciatori maschi.

Martina Soligo


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