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Non ci sono dubbi sul fatto che l'attaccante argentino sia stato il migliore tra i nerazzurri durante l'anno solare che sta per concludersi. Per il Toro record individuali ed importanti obiettivi di squadra raggiunti.


Un altro anno solare sta per volgere al termine e come da tradizione è l'ora di tirare le somme traendo un bilancio di ciò che è stato. Farlo nel mondo del calcio è fondamentale perché aiuta a costruire i successi e porre fine ai fallimenti. Spesso ci si chiede "Chi è stato il migliore?". In casa Inter, la risposta è abbastanza semplice: Lautaro Martinez, protagonista indiscusso del 2022 nerazzurro. Le statistiche individuali e gli obiettivi di squadra raggiunti sono dalla sua, ma non è tutto: spesso conta anche l'atteggiamento, in questo caso anch'esso molto positivo.

Un anno da incorniciare tra Inter e Argentina

Nessun dubbio riguardo al fatto che Lautaro Martinez è stato il miglior marcatore dell'Inter nel 2022: ben 22 reti realizzate tra tutte le competizioni. E non è finita qui: l'argentino è stato coinvolto in 21 reti in Serie A, grazie a 17 gol e 4 assist. Nessuno meglio di lui. Ha dato il suo contributo per la conquista di due trofei, entrambi contro gli eterni rivali della Juventus: Supercoppa Italiana e Coppa Italia. Da ricordare soprattutto il magnifico tiro al volo con cui ha battuto Maignan nel derby di Coppa (in semifinale), stravinto dai nerazzurri con un netto 3-0. Eroica la prestazione di qualche mese fa al Camp Nou, in occasione del match terminato 3-3, decisivo per la qualificazione agli ottavi di Champions League degli uomini di Inzaghi. Le cose sono andate altrettanto bene con la maglia della sua Argentina. Altri due trofei alzati al cielo: a giugno la Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA e undici giorni fa la prestigiosa Coppa del Mondo. Peccato che non abbia marcato mai il tabellino durante la competizione tenutasi in Qatar. Ciononostante, il 2022 del giocatore originario di Bahia Blanca resta comunque un anno da incorniciare.

Lautaro Martinez e quel legame indissolubile con la maglia nerazzurra

Non solo statistiche individuali e successi di squadra, molto spesso un'altra componente importante per essere definito "migliore di tutti" è l'atteggiamento. L'attaccante classe '97 ha dimostrato grande attaccamento alla maglia nerazzurra, non tirandosi mai indietro nei momenti di difficoltà e non facendosi condizionare nemmeno da stanchezza e piccoli problemi fisici. Ha risposto sempre presente ed è proprio questo suo modo di essere che i tifosi interisti hanno imparato ad apprezzare dal suo arrivo all'ombra della Madonnina. A più riprese ha ribadito di stare bene all'Inter, respingendo qualsiasi avance da parte dei top club europei. Il suo desiderio è quello di entrare nella storia del club, al pari di molti altri suoi connazionali negli anni scorsi. Tra il dire e il fare, si sa, c'è di mezzo il mare, ma una cosa è certa: se un giorno le strade del Toro e della Beneamata dovessero dividersi, non sarà per colpa sua.

Ora l'obiettivo è emulare Materazzi

Sicuramente l'ex Racing non è uno che si pone limiti ed ora mette nel mirino un grande della storia recente del club, ovvero Marco Materazzi. Il centralone originario di Lecce, è stato l'unico a centrare l'obiettivo scudetto, subito dopo aver vinto la Coppa del Mondo con la Nazionale. Stiamo parlando dell'estate 2006, durante la quale Matrix fu decisivo in più occasioni, dando una grossa mano ai suoi compagni per trionfare nella finale di Berlino e mandare in visibilio l'Italia intera. La stagione 2006-07 fu la migliore per lui con la maglia della Beneamata : ben 10 reti realizzate in Serie A, alcune delle quali pesanti e cruciali per tenersi il tricolore sul petto. Un'annata storica e insolita per un difensore centrale, come se la spedizione azzurra in terra tedesca gli avesse trasmesso dei superpoteri. Spera dunque di emularlo il Toro, in modo tale che le lacrime versate durante l'ultima giornata dello scorso campionato, siano soltanto un lontano ricordo.

Il terzino brasiliano, ha primeggiato nella rosa della Vecchia Signora per serietà e costanza.


In un'annata non esaltante (per usare un eufemismo) in casa Juve, Danilo si è dimostrato una delle poche note liete. A contraddistinguerlo, professionalità, affidabilità, e quell'apparentemente estinto amore per la maglia.

Un calciatore poliedrico

Da quando indossa i colori bianconeri, il brasiliano ha giocato in quasi tutte le zone della linea difensiva e mediana: dal ruolo naturale di terzino destro, sino al regista davanti alla difesa. Salvo qualche sporadica bocciatura, dimostrando sempre qualità ed esperienza. La sua intelligenza tattica, infatti, abbinata ad un'invidiabile tecnica (stiamo parlando di un difensore), lo rende una pedina unica per lo scacchiere bianconero. E, considerando il forte interesse del Bayern Monaco emerso nell'estate scorsa, anche per diversi grandi club europei.

Uomo squadra

"Danilo è un campione, un ragazzo intelligente che si mette sempre a disposizione. È stato una scoperta meravigliosa" queste le parole di Massimiliano Allegri sul numero sei bianconero. Dichiarazioni senza mezzi termini, che elogiano un ragazzo che, in questo anno solare più che mai, ha dimostrato di saper incarnare al meglio lo spirito Juve. A partire dalle più volte ripetute parole al miele nei confronti della storia di questo club, passando per la presa di posizione davanti ai tifosi nella delicata sfida con il Monza, e quella rete contro l'Atalanta della scorsa stagione che è valsa un biglietto per la Champions League. Difficile quindi non ritenerlo, per costanza e serietà, il miglior giocatore della Vecchia Signora targata 2022. Ma, ancor più difficile, sarà non proporgli un nuovo contratto, accompagnato dalla fascia di capitano al braccio.

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