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La Polonia di Zielinski è a riposo da ormai due settimane. Un Mondiale in cui il giocatore del Napoli ha fatto il suo, senza strafare.


zielinski mondiali

La Polonia di Zielinski ha fatto ciò che ci si aspettava ai Mondiali: ha vinto con chi doveva vincere, ha perso con chi doveva perdere. Il giocatore del Napoli termina con un gol (il vantaggio contro l'Arabia Saudita) e buone giocate, ma ha affrontato a un certo punto squadre troppo più forti.

Zielinski ai Mondiali: gioca nelle sue possibilità, ma non incide troppo

Giocare nella Polonia e giocare nel Napoli non sono esattamente la stessa cosa. Zielinski è da sempre un giocatore votato più all'attacco che alla difesa, abituato a comandare il gioco e non a subirlo. Per questo, dato che la Polonia nelle sole 4 partite di questo Mondiale ha anche affrontato Argentina e Francia, ha giocato in maniera attenta e ordinata, senza sbilanciarsi troppo. Non a caso, l'unico gol di Piotr è arrivato contro l'Arabia Saudita, la squadra più abbordabile incontrata. Anche se nemmeno in quel caso la Polonia è riuscita ad avere supremazia territoriale.

La Polonia non riesce a fare il colpaccio

Il girone non era per niente semplice: Argentina, Messico e Arabia Saudita. Zielinski e compagni riescono a passare il girone, ma agli ottavi c'è la Francia. Eppure, a detta del polacco, quella è stata la miglior partita disputata dalla sua Nazionale in Qatar. E non ha torto. La Polonia se la gioca e nonostante il risultato (3-1), ha un'importante occasione anche per passare in vantaggio. Occasione capitata proprio sui piedi di Piotr, ma sprecata. Senza infamia e senza lode i Mondiali di Zielinski, dal quale ormai ci si aspetta sempre tanto. Ora a riposo e tra un po' torna da Spalletti. C'è un campionato da giocare.

La Joya entra nell'ultimo minuto dei supplementari, calcia il secondo rigore e contribuisce al successo dell'Albiceleste


Joya rigore Dybala
Argentina Francia

A Doha finisce 7-5 d.c.r per la Seleccion di Scaloni, Mbappé non riesce ad infilare il record dei due Mondiali consecutivi ma rimane il fuoriclasse del presente e del futuro.

Lontani ricordi

E' il 9 ottobre, terzo minuto del secondo tempo di Roma-Lecce. Tammy Abraham ha da poco sostituito Nicolò Zaniolo, si procura subito un rigore da Askildsen. Il risultato è fermo sull'1-1, nonostante i salentini in dieci dal 22' per espulsione di Hjulmand. Dybala va sul dischetto e non sbaglia. Ma la gioia dell'Olimpico dura un istante, malgrado la Roma vinca grazie a quella rete. La Joya si ferma e stira la bocca, esce in lacrime. Il quadricipite ha fatto crack, strappo muscolare. Partono gli incubi.

Mancano quarantadue giorni, poi iniziano i Mondiali Qatar 2022. E Dybala vuole esserci. Nonostante i suoi rinomati problemi muscolari e fisici in generale, la poca continuità offerta nell'ultimo anno alla Juve. Vuole esserci come chiunque, ma per un argentino di più. Specie all'ultima occasione per l'erede di Maradona, Lionel Messi. C'è un popolo che spinge, c'è la mano di Dio.

Passano le settimane e le notizie sulla Joya si accavallano, a volte si contano sulle dita, lasciano spazio a ipotesi di qualsiasi natura. Poi arriva Roma-Torino, ultima partita prima della sosta inedita. Il Mondiale sta arrivando e Dybala si rivede in campo. Il forfait con l'Atalanta del 18 settembre è un lontano ricordo, i timori in vista delle convocazioni del Ct Scaloni sono superati.

La Joya segna il suo rigore, il Mondiale è anche suo

Parte Qatar 2022, Dybala trova poco spazio. Per l'ex giocatore della Lazio, oggi guida dell'Albiceleste, è una riserva di Messi. Non uno qualunque, a maggior ragione in questo Campionato del Mondo. L'ultimo per la pulce. Non esistono altri impieghi per il 21 giallorosso, riserva. Entrano quasi sempre gli stessi, Di Maria (quando non titolare), Lautaro, Pezzella, Montiel, Acuña.

La Joya gioca soltanto nel quarto d'ora finale contro la Croazia, l'anticamera della finale. Il risultato è già acquisito, l'Argentina vince 3-0 e Paulo non è chiamato a fare chissà quale lavoro in campo. Poi, arriva il 18 dicembre.

Sono passate le 18 in Italia, stanno scadendo i supplementari di una finale Mondiale pazzesca. Tre rigori, tripletta di Mbappé, doppietta per Messi e ribaltamenti di fronte in ogni fase della partita. Al 121' Scaloni fa entrare Dybala, si va alla lotteria crudele. Szymon Marciniak mette fine anche alla mezz'ora extra. Dal dischetto Messi non sbaglia, Mbappé gli replica, poi arriva Dybala. La Joya ha negli occhi i due mesi che lo hanno portato in Qatar, ma la freddezza che gli appartiene non lo molla neanche nell'istante più delicato. Firma il 2-1, proprio lui, il 21.

La storia

Il resto è scritto. L'Argentina batte 7-5 la Francia (3-3 fino ai tempi supplementari) spezzando i sogni gallesi. Ma nella storia ci entra anche Dybala. Prima di lui erano stati cinque i giocatori a entrare in corsa per calciare un rigore mondiale, solo la Joya ha fatto quel che doveva. Non si è fatto scrupoli, non ha ripensato all'infortunio con il Lecce, al poco (pochissimo) impiego riservatogli da Scaloni.

Dybala ha messo a segno il suo rigore, passando dalle lacrime del 9 ottobre ai sorrisi a cuore aperto del 18 dicembre. E' stato incredibile, una sensazione che non so se proveremo mai più", ha commentato. "Ero entrato a freddo e non era facile", ma la rete si è gonfiata e insieme a lui ha esultato tutta la Roma dal ritiro in Portogallo. I giallorossi sono il primo club al mondo con nove edizioni del Campionato del Mondo vinte da almeno un suo giocatore.

Anche Dybala ha vinto il Mondiale del 2022. Con classe e semplicità, con la sicurezza del grande giocatore. Facendo la storia, pronto a scrivere da qui in avanti nuove pagine con una nuova consapevolezza.

Dopo la risoluzione contrattuale con il Manchester United, il fenomeno portoghese studia il proprio futuro affiancato dal procuratore Jorge Mendes.


Nonostante i Mondiali in corso, vetrina dei più grandi giocatori del panorama calcistico, il mercato, si sa, non dorme mai. A maggior ragione quando, tra gli svincolati, si trova un detentore di cinque palloni d'oro come Cristiano Ronaldo. L'Al Nassr fa sul serio, le altre, per ora, restano solo a guardare.

Un'offerta monstre

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, l'Al Nassr avrebbe formulato una proposta ufficiale a Ronaldo e il suo entourage. Per il numero sette portoghese, si parlerebbe di un contratto da 200 milioni annui (tra salario e diritti di immagine) per due stagioni. Difficile rifiutare, ma, a precisa domanda dei giornalisti su un principio di un accordo trovato tra le parti, Cristiano è stato chiaro:" No, non è vero". Una risposta che gela l'euforia dei tifosi sauditi, ma che non chiude affatto la trattativa. Anche perchè, da quanto traspare, Ronaldo avrebbe intenzione di valutare tutte le proposte solamente a Mondiale concluso.

Ci sono altre pretendenti?

Ad oggi, l'unica offerta concreta sembrerebbe essere quella araba, sullo sfondo, però, quando si parla di giocatori di questo livello, diversi club restano vigili. A incidere molto sul futuro del portoghese, senza ombra di dubbio, saranno le sue prestazioni da qui al termine del Mondiale. In caso di lungo digiuno da gol, infatti, o addirittura scarso minutaggio (considerando la grandissima prestazione di Gonçalo Ramos con la Svizzera) ipotizzare che un grande club bussi alla porta di Mendes diventerebbe ancora più difficile. Principalmente per questioni puramente economiche, e progettuali. Perchè sia chiaro, a livello calcistico, ogni squadra al mondo, almeno in rosa, un fuoriclasse svincolato come Cristiano (seppur a fine carriera) lo prenderebbe di corsa.

Il club di Riad guidato da Rudi Garcia affonda su CR7 che per due stagioni e mezza verrà ricoperto d'oro dai sauditi. Ultimo passaggio per il portoghese, pronto ad accettare l'offerta monstre.


Cristiano Ronaldo sempre sulla bocca del mondo. Dopo la notizia sulla rescissione contrattuale con il Manchester United, gli occhi dei grandi club si sono subito posati sul portoghese che, paradossalmente, al momento, gioca il Mondiale da svincolato. Il futuro di CR7, in ogni caso, potrebbe non essere in Europa e la possibilità è sempre più concreta, considerando l'insistenza dei sauditi dell'Al-Nassr per portarlo in Arabia.

L'Al-Nassr del principe bin Salman pronto a tutto per CR7

Il club di Riad, 9 volte campione in Arabia Saudita e semifinalista nella scorsa stagione in Champions League (asiatica), negli ultimi anni ha investito molto sugli allenatori (da Zenga a Cannavaro, passando per l'ex tecnico della Roma Rudi Garcia) e di recente ha avviato un piano per farlo anche con i calciatori. Il budget per il principe Mohammad bin Salman Al Sa'ud non è mai stato un problema, per questo sarebbe pronto a tutto pur di strappare l'ormai ex United alla sfrenata concorrenza mondiale.

L'offerta mostruosa dell'Al-Nassr per Cristiano Ronaldo, a un passo dai sauditi

È di Marca la notizia che, proprio nella notte, l'Al-Nassr avrebbe deciso di affondare il colpo su Cristiano Ronaldo. A questo punto, dovesse convincersi definitivamente, il portoghese firmerebbe un accordo per due anni e mezzo da circa 200 milioni di euro a stagione, ingaggio e accordi pubblicitari inclusi. Cifre che probabilmente nessun altro club al mondo potrebbe pareggiare. CR7, che ha appena abbattuto un nuovo record andando a segno per la 5^ volta di fila in un mondiale, rischia di chiudere la sua carriera in Arabia Saudita praticamente ricoperto d'oro. E chissà che non ci arrivi da campione del mondo.

Koulibaly manda in estasi il Senegal. La zampata dell'ex Napoli riporta in vantaggio i suoi dopo il pareggio di Caicedo: così i Leoni della Teranga battono l'Ecuador per 2-1 e volano agli ottavi.


koulibaly senegal

Un 2022 da ricordare per il Senegal: prima la vittoria della Coppa d'Africa a febbraio, adesso il passaggio agli ottavi dei Mondiali. Koulibaly, da qualche parte incredibilmente criticato per questi primi 3 mesi di stagione, si prende una grande rivincita. Dopo aver perso la prima partita contro l'Olanda, gli uomini di Aliou Cissé hanno messo in campo l'orgoglio, battendo in sequenza Qatar ed Ecuador, per aggiudicarsi uno storico passaggio del turno.

Koulibaly: leader indiscusso del Senegal in assenza di Mané

I Leoni della Teranga possono sempre contare sul loro capitano, Kalidou Koulibaly. L'esperienza messa in campo dal giocatore del Chelsea sopperisce alla pesante assenza di Sadio Mané, e permette alla squadra di affrontare gli avversari col piglio giusto, senza timori reverenziali. È difficile di solito che una squadra africana possa andare avanti in una competizione così importante, ma i Mondiali regalano sempre simpatiche sorprese. Una gioia per un Paese intero, che prosegue nello splendido lavoro che a febbraio è culminato con la vittoria della Coppa d'Africa. Anche in quel caso Koulibaly segnò uno degli ultimi rigori per battere l'Egitto.

Senegal: seconda volta agli ottavi dei Mondiali

È la seconda volta nella storia che il Senegal raggiunge la fase a eliminazione diretta di un Mondiale (l'ultima volta nel 2002). Ed è soltanto la terza nazionale africana a farlo per due volte, dopo Nigeria e Ghana. Ora Koulibaly e compagni aspettano il verdetto del girone B, per scoprire la prossima avversaria. Un girone composto da Inghilterra, Iran, Stati Uniti e Galles. Dovesse esserci una sorpresa, il Senegal potrebbe davvero proseguire il suo cammino. Abbiamo forse una mina vagante in Qatar?

Il centrocampista e vice-Capitano biancoceleste sarà protagonista con la Serbia ai Mondiali. Dopo la Lazio, l’obiettivo è incidere e fare la differenza anche in Nazionale. Quale occasione migliore di una Coppa del Mondo?


L’inizio di stagione del “Sergente” Milinkovic-Savic con la sua Lazio è stato ottimo. Nonostante le difficoltà in Europa, i biancocelesti hanno chiuso il 2022 al quarto posto in Serie A, che vuol dire Champions League. L’obiettivo alla ripresa sarà quello di continuare l’ottimo lavoro fin qui svolto, cercando di migliorare ancora e confermarsi. Il centrocampista serbo, in 20 match disputati tra campionato ed Europa League, ha già raccolto 5 reti e fornito 7 assist, suo marchio di fabbrica. Ora la pausa per il Mondiale, poi a gennaio riprenderà la stagione.

Mondiale che vedrà protagonista proprio Milinkovic-Savic e la sua Serbia. Il calciatore della Lazio ora, dopo aver fatto bene con i biancocelesti, avrà l’obiettivo di incidere e fare la differenza anche in Nazionale, nella competizione più importante del panorama calcistico. Con la maglia della Serbia, Milinkovic-Savic ha totalizzato, per il momento, 35 presenze, con 6 gol realizzati e 7 assist in tutte le competizioni. Sono tre invece le presenze ad un Mondiale, arrivate proprio quattro anni fa, con la Serbia che è stata eliminato alla fase a gironi. Obiettivo riscatto, nel tentativo di stupire e recitare il ruolo ti sorpresa della competizione, andando il più avanti possibile. Trascinata dal centrocampista laziale.

Dal trionfo con il Portogallo all’ostico girone in Qatar: il percorso della Serbia

La Nazionale di Milinkovic-Savic ha strappato il pass per il Mondiale con uno storico trionfo. Nel Girone A di qualificazione, dove solamente la prima accedeva direttamente alla fase a gironi della competizione, con la seconda obbligata a passare per gli spareggi, la Serbia si è giocata il primo posto all’ultima giornata contro il Portogallo. Entrambe a quota 17 punti, con l’andata terminata 2-2 in casa della Serbia, all’Estádio da Luz di Lisbona è andato in scena un vero e proprio scontro diretto per l’accesso ai Mondiali. Scontro che si è portato a casa proprio la Serbia, grazie alla vittoria per 1-2 arrivata al 90esimo.

Successo e qualificazione diretta alla fase a gironi del Mondiale. Inserita nella terza fascia, la Serbia è stata sorteggiata nel Girone G in Qatar, insieme ad una delle favorite finali, ovvero il Brasile (1° fascia), la Svizzera (2° fascia) che ha mandato l’Italia allo spareggio, ed il Camerun (4° fascia). Un gruppo ostico, equilibrato ed avvincente. La Nazionale allenata da Stojkovic avrà, non solo l’obiettivo di passare il turno ed andare avanti, ma vorrà anche riscattare l’eliminazione arrivata nella passata edizione, proprio per mano di due delle tre avversarie di quest'anno: Brasile e Svizzera infatti furono inserite nello stesso girone della Serbia anche nello scorso Mondiale, conquistando il pass per gli Ottavi di finale ed eliminando proprio Milinkovic-Savic e compagni.

Il Mondiale della Serbia inizierà giovedì 24 novembre, subito con la difficile sfida contro il Brasile. Quattro giorni dopo, lunedì 28, sarà il Camerun l’avversario nella Nazionale di Milinkovic-Savic, per poi chiudere la fase a gironi venerdì 2 dicembre contro la Svizzera.

Non solo Milinkovic-Savic: quanta Serie A nella Nazionale serba

La Serbia si presenta al Mondiale come una delle Nazionali con più calciatori della Serie A convocati. Oltre al laziale Milinkovic-Savic infatti, sono ben 10 gli altri calciatori che militano nel campionato italiano chiamati da Stojkovic. Tra i portieri c’è Vanja Milinkovic-Savic, fratello di Sergej, che, insieme a Lukic e Radonjic, rappresenteranno il Torino. Il difensore Milenkovic e l’attaccante Jovic sono i due convocati in casa Fiorentina. Stesso numero per Juventus e Verona, con Kostic e Vlahovic tra le fila bianconere, ed Ilic e Lazovic a rappresentare l’Hellas. A chiudere questa lista c’è Djuricic della Sampdoria. Sono 11 su 26 i calciatori convocati dalla Serie A. Praticamente la metà.

All'età di 27 anni il croato proverà a incidere in un torneo che arriva nel momento giusto della sua carriera, nella speranza di svoltare nella seconda parte di stagione in Serie A.


Pasalic si fionda nel Mondiale per rilanciarsi nell'Atalanta

L’Atalanta si è un po’ inceppata. La sconfitta con l'Inter evidenzia un calo globale dei nerazzurri che hanno perso margine dalle zone nobilissime della classifica, nonostante l'area Champions resti comunque a portata. Tra i più deludenti di questa “nuova” Atalanta c'è Mario Pasalic. La squadra bergamasca ha cambiato stile di gioco nella stagione in corso e proprio l’ex Milan sembra tra i più in difficoltà. Una sola rete in campionato (contro il Sassuolo) a dispetto di tante nelle recenti annate fanno drizzare le antenne ai tifosi nerazzurri e ai tanti addetti ai lavori. La speranza per Gasperini e i tifosi orobici è che il Mondiale possa ridare sicurezze a un giocatore, spesso sottovalutato, chiave nello scacchiere della Dea.

Non solo Pasalic, occhio a Maehle, De Roon, Koopmeiners e Musso

Tra i giocatori dell’Atalanta che vivranno la rassegna iridata sembrano esserci, oltre a Pasalic, anche Maehle con la Danimarca e i pre-convocati De Roon e Koopmeiners con gli Orange e Musso con l’Albiceleste. Il focus deciso, però, tra i giocatori che potrebbero fare bene a Qatar 2022, è proprio sul giocatore croato, visto che la sua nazionale arriva dal sorprendente secondo posto nella precedente edizione. Difficile credere che la Croazia possa ripetere l’exploit di Russia 2018, ma al fianco Modric tutto è possibile. E poi Pasalic deve, per forza, ritrovare stimoli e fiducia in nazionale per godersi magari una seconda parte di campionato da protagonista. A 27 anni il Mondiale arriva nel momento giusto della carriera per fare il salto di qualità.

Pasalic-Modric-Brozovic: il super centrocampo della Croazia

Rispetto agli altri compagni di club, inoltre, il giocatore, decisivo nella Supercoppa Italiana 2016 (vinta ai rigori dal Milan) con il suo ultimo tiro dal dischetto, potrebbe essere un’arma in più in zona gol per la sua Croazia. Il precedente di Doha, poi, dimostra anche una certa freddezza dagli undici metri che, nelle partite ad eliminazione secca, non è mai un dettaglio trascurabile. Nell’ultima gara di Nations League con l’Austria, dove tra l’altro con la vittoria gli scaccati hanno ottenuto il primo posto e il pass per le Final Four, Dalic ha inserito Pasalic nella ripresa dimostrando anche che può incidere a gara in corso: sostituendo Kovacic, il giocatore dell’Atalanta si è piazzato in mediana assieme a Modric e Brozovic. Non proprio un brutto centrocampo. Pasalic e la Croazia, sfruttando anche le incursioni di Perisic e Vlasic, possono ancora migliorarsi a Qatar 2022?

Emanuele Landi

Piotr Zielinski sarà tra i giocatori più attesi per la Polonia in questi Mondiali. Il ct Czesław Michniewicz avrà il compito di far rendere una squadra che ha giocatori di grande qualità, ma che continuano a stentare nelle competizioni internazionali.


zielinski polonia

L'ultimo buon piazzamento della Polonia risale agli Europei del 2016, quando la squadra di Zielinski si è fermata ai quarti di finale. Fa strano a noi italiani perché conosciamo molto bene i giocatori polacchi, alcuni molto talentuosi. Al Mondiale in Qatar ci saranno addirittura 10 giocatori che militano tra Serie A e Serie B (potevano essere 11 se non fosse stato per il terribile infortunio di Dragowski all'ultima di campionato, al quale auguriamo una pronta guarigione).

Zielinski, l'anno della maturità

Piotr ha 28 anni ed è uno di quei giocatori che a un amante del calcio, fa rabbia. Perché ha una qualità eccelsa, ma non riesce sempre a mostrarla. "È intelligente, ma non si applica", direbbero le maestre. La sua miglior stagione, sia come numeri che come rendimento, l'ha avuta con Gattuso in panchina (10 gol e 13 assist in tutte le competizioni). Sembrava l'anno della maturità, invece si è perso pochi mesi dopo con l'arrivo di Spalletti. Non per numeri, che comunque sono calati drasticamente, ma per prestazioni. Ora invece, nella breve stagione 2022/23, Piotr Zielinski è tornato a brillare (6 gol e 7 assist in circa 1200'). Giocatore altalenante se ce n'è uno, ma il polacco appare visibilmente sulla via della consacrazione definitiva. Il rendimento del Napoli lo sta sicuramente esaltando, ora bisogna sfruttare questa spinta per un Mondiale da sogno.

I Mondiali in Qatar: dove può arrivare la Polonia di Zielinski

Il girone C suscita interesse: Argentina, Arabia Saudita, Messico, Polonia. No, in queste competizioni non esiste niente di scontato. Le sorprese sono frequenti, le partite sono poche, un errore può costare caro. L'Argentina è favoritissima per il primo posto e facciamo finta che sia così. Il secondo posto se lo giocano la Polonia e il Messico di Lozano. Il problema di arrivare secondi è che, probabilmente, l'avversaria agli ottavi sarà la Francia. La squadra di Michniewicz può fare affidamento su un gruppo che si conosce bene e vanta calciatori di tutto rispetto, tra cui uno dei migliori centravanti al mondo: Robert Lewandowski. Senza dimenticare Milik, Piatek, Zalewski, Glik e Szczesny. Zielinski può fare da legante tra i reparti, sfruttando ormai la sua esperienza su campi di un certo livello. Ormai è arrivata l'ora di prendersi la Polonia, sfruttando l'ultimo valzer di Lewandowski. Ora o mai più per stupire il mondo.

Il numero 21 giallorosso andrà in Qatar dopo la lesione di secondo grado rimediata nella sfida contro il Lecce ad inizio ottobre. Una svolta per Dybala e non solo


Dybala in Qatar, arriva l'ufficialità

Sciolti tutti i dubbi, c'è l'ufficialità. Dopo settimane di domande, incertezze, messaggi controversi. Già domenica, il 21 romanista può scendere in campo e scaldarsi in preparazione di Doha. E' lui l'uomo mondiale tra i giallorossi in partenza.

Dybala in Qatar, ecco la convocazione

Dal 9 ottobre all'11 novembre. Quasi un mese esatto dopo ritornano notizie certe su Paulo Dybala. Da Roma-Lecce a Roma-Torino. Dallo stop dopo il calcio di rigore valso il 2-1 contro i salentini alla lista dei convocati da parte di Scaloni. Con vista, già, al possibile spezzone di partita contro i granata. Domenica alle 15.

Può essere una svolta. Per lui, anzitutto. Sono ben presenti nella testa degli amanti del calcio, le sue lacrime vistose dopo l'uscita dal campo. Trentaquattro giorni fa. Poi il silenzio, il buio, la paura. Da lì in avanti il continuo rimbalzo tra prime indiscrezioni su un recupero impossibile, le chat della Selección su una esclusione più che probabile e le piccate a distanza del Commissario tecnico Lionel Scaloni.

Dybala, lo sappiamo, è un talento coi piedi ma molto emotivo e fragile. Basta riguardare le immagini dell'addio alla Juve. Un talento condizionato da tanti stop fisici. Provate, proviamo, provasse Mourinho e l'ambiente Roma, a immaginare cosa avrebbe generato un eventuale scenario negativo. Dybala senza Mondiale. Sarebbe stato terribile: per la sua testa, le sue ambizioni, le sue prestazioni al ritorno in campionato. E quindi per il club dove milita da agosto. Troppo tragico immaginarlo? Forse sì, forse no.

Per chi ama il calcio, sapere di vedere Dybala al Mondiale, appuntamento degli appuntamenti, è soltanto un piacere per gli occhi. Anche se non sarà tra i titolarissimi. Ma l'Argentina punta a vincere, in Qatar. E per vincere devi arrivare in fondo, hai bisogno di tutti i convocati. E' vero, senza la convocazione non sarebbero tramontati i suoi sogni di partecipare a un campionato del mondo. Ha 29 anni. Ma è questa la sua occasione. E partire per Doha può rappresentare una svolta anche in termini di presenze e gol da accumulare.

Ipotizzabile è, intanto, un rientro graduale. Panchina contro il Torino tra due giorni, una progressiva partecipazione alle gare del girone. Dove l'Albiceleste affronterà Polonia, Arabia Saudita e Messico. Gruppo C. L'esordio sarà contro i sauditi il 22 novembre alle 11 italiane.

Gli altri giallorossi convocati

E' la Joya, dunque, il giocatore top della mini lista dei calciatori della Roma che andranno al Mondiale. Facile scegliere, si dirà. Vero. Anche perché i partenti da Trigoria saranno pochi. C'è però Nicola Zalewski. Che si confronterà proprio con il 21 ex Juve.

Il talento italo-polacco, con questa convocazione, corona con merito quanto prodotto sin qui tra vivaio e prima squadra capitolina. Tre anni fa, il 2002 trequartista poi divenuto esterno esordiva in Primavera. Oggi è un riferimento fisso dell'undici di Mourinho, anche se nella stagione in corso non ha ancora ingranato al meglio. Ma come il resto della compagine di JM.

Oltre al bambino, anche Rui Patricio e Vina militeranno rispettivamente con Portogallo e Uruguay in Qatar. Anche se l'estremo difensore non sarà titolare. La delusione, invece, riguarda la mancata chiamata per Smalling e Abraham (Inghilterra), ma anche per Ibanez con il Brasile.

Per il resto, la Roma ha tanti nazionali italiani (ben dieci considerando anche i giovanissimi) che dunque resteranno a Trigoria. Tutti i restanti andranno anche una settimana in Giappone, dal 22 al 29 novembre. Chiamati a riprendere la forma mentale e fisica per ripartire a gennaio verso una seconda parte più convincente di quanto fatto vedere sin qui.

L'attaccante argentino sarà sicuramente uno dei protagonisti del Mondiale che comincerà a breve. Sollevare l'ambita coppa e vincere il titolo di capocannoniere del torneo non è un'impresa impossibile.


Le squadre della nostra Serie A si preparano a congedare momentaneamente i giocatori impegnati con le rispettive Nazionali in Qatar, dove tra 10 giorni avrà inizio l'inedita edizione dei Mondiali. In casa Inter, i convocati saranno molto probabilmente i seguenti: André Onana (Camerun), Denzel Dumfries e Stefan De Vrij (Olanda), Marcelo Brozovic (Croazia), Romelu Lukaku (Belgio), Joaquin Correa e Lautaro Martinez (Argentina). Proprio quest'ultimo si appresta a vivere da protagonista la prima grande edizione con la maglia della sua Nazionale e, secondo noi, sarà il nerazzurro migliore per rendimento.

Come arriva l'Argentina in Qatar

La Selección, inserita nel Gruppo C assieme ad Arabia Saudita, Messico e Polonia, è una delle candidate alla vittoria finale. Secondo i bookmakers, davanti in termini di probabilità ci sono soltanto Brasile e Francia (detentore dell'ultimo Mondiale). Capitan Messi e compagni, guidati ottimamente dal CT Lionel Scaloni, possiedono una striscia aperta di 35 risultati utili consecutivi a partire dal 2019, a due sole lunghezze dal record raggiunto dall'Italia di Roberto Mancini tra il 2018 e il 2021. Eguagliare e superare gli Azzurri dovrebbe essere un obiettivo a portata di mano vista la modestia degli avversari della fase a gironi. In caso di vittoria finale, arriverebbero addirittura a quota 42 partite senza conoscere sconfitta. Per farlo, i sudamericani si aggrapperanno proprio alla verve realizzativa del bomber nativo di Bahia Blanca, voglioso di trascinare i suoi connazionali a suon di reti.

Lautaro Martinez: coppa più capocannoniere, perché no?

Guardando le statistiche del 'Toro' con l'Albiceleste, ci accorgiamo che pensare ad una combo 'Coppa del Mondo più titolo di capocannoniere del torneo', non è poi impossibile. L'ex Racing finora in 40 presenze ha siglato 21 gol (mediamente uno ogni due partite), risultando spesso decisivo. La propensione all'attacco degli argentini e i tanti giocatori di qualità che lo circondano (tra cui lo juventino Di Maria, eroe della Copa América vinta nell'estate 2021), lo metteranno nelle migliori condizioni possibili per perforare le difese avversarie. A 25 anni, è il momento di prendersi la scena e rispondere presente ad uno degli eventi più attesi da tutti gli appassionati di calcio. I tempi per vincere il terzo Mondiale, mandando in estasi un intero popolo, sembrano essere maturi: dall'ultima volta sono passati ben 36 anni.

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