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Victor Osimhen è il miglior giocatore del Napoli nel 2022? Un giocatore che divide. Attira critiche o elogi a distanza di poche partite.


osimhen miglior giocatore

Scegliere il miglior giocatore dell'anno solare in una squadra come il Napoli è una scelta ardua, con Kvaratskhelia e Lobotka in squadra, ma motiviamo. L'impatto del georgiano in Serie A è una roba mai vista, ma non ha giocato nemmeno un girone intero di campionato ed è difficile inserirlo in un discorso che comprende l'anno intero. Lobotka non sbaglia una partita e detta i ritmi della squadra, ma leader silenzioso. Si è scelto di premiare il nigeriano soprattutto per un aspetto: la sua puntuale risposta alle critiche.

Osimhen: dalle stalle alle stelle

Una settimana "corre solo e non ha tecnica", quella dopo è "un animale che per la sola presenza produce cose buone". Il merito di Osimhen è stato quello di essere bravo, al netto delle solite reazioni stizzite quando gli episodi gli sono sfavorevoli (che ha comunque ridotto), a continuare per la sua strada, a giocare, a mangiare metri di campo per recuperare palloni ormai persi. La maschera che indossa, ormai quasi un portafortuna, sembra proteggerlo anche dai commenti dell'ambiente. E allora ecco che, al rientro dall'infortunio dopo il quale molti credevano non potesse tornare titolare visti i risultati della squadra, Osimhen realizza 7 gol in 6 partite di campionato. Senza dimenticare il gol in Champions contro l'Ajax, proprio al rientro a metà ottobre.

Osimhen ora è decisivo anche nei big match

Accusato anche di non timbrare il cartellino nei big match, Osimhen ha ultimamente segnato contro l'Atalanta (partita vinta) e contro la Roma, in una delle gare più difficili della stagione. Un gol frutto del suo estro e della sua potenza, forse il più importante (insieme a quello di Simeone contro il Milan), della stagione azzurra. Molti dimenticano che il nigeriano, anche quando non segna, determina. Ha guadagnato il rigore contro l'Inter in una decisiva sfida dello scorso campionato e ne ha ottenuto un altro netto contro il Milan, purtroppo non ravvisato dall'arbitro. Sono 18 gol in Serie A nell'anno solare (dietro solo a Ciro Immobile con 20), in 27 partite. Ma con una media di un gol ogni 113' minuti (primato condiviso con l'attaccante della Lazio). Attualmente capocannoniere della Serie A e non tira nemmeno i rigori. La fortuna del Napoli è avere una rosa profonda e forte, ma quando sta bene, non si può fare a meno di Osimhen, il miglior giocatore del Napoli nel 2022.

Una scelta aziendalista, forse, ma che rende al meglio l'idea della traiettoria giallorossa. Oltre il trofeo di Tirana e il primo anno e mezzo di Mourinho nella Capitale


Analizzare un anno calcistico risulta sempre difficile quando ci si deve attenere al calendario solare ma senza dubbio da gennaio ad oggi Dan Friedkin ha impresso il marchio più significativo sul club più dei vari Zaniolo, Pellegrini e Dybala. Oltre il successo di Tirana.

Dal 4 maggio 2021 al 25 maggio 2022

Non è un'operazione volta a sminuire il lato sportivo di un club. Anche se sempre più spesso ci ritroviamo a parlare di calcio dal lato economico-finanziario lasciando in secondo piano ciò che accade sul campo. Non è il caso della Roma, della Roma dei Friedkin. Che annunciando José Mourinho il 4 maggio 2021 decisero di provare a unire il loro progetto di sostenibilità con quello dell'accelerazione verso i successi, i risultati.

E guardando proprio alla squadra, il mago di Sétubal convinse la proprietà e Pinto ad andarsi a prendere Tammy Abraham Oltremanica, fornì la garanzia per l'arrivo di un portiere navigato e internazionale come Rui Patricio, per citare due esempi.

La stagione 21-22 si è poi complicata nel tempo, rivelando fragilità strutturali difficili da sanare in così poco tempo. Ma alcune gare rappresentarono la svolta per scegliere di concentrare ogni energia, volente o nolente, sulla Conference League. Dove complice anche l'esclusione del Tottenham la Roma si è via via ritrovata ad essere l'avversario non dichiarato da battere, il favorito rispetto a tutti gli altri.

Roma-Vitesse e Roma-Bodo hanno quindi spianato la strada verso Tirana. E con un Olimpico caldo come la sera del 5 maggio sembrava davvero impossibile per il Leicester uscire con qualcosa di più dell'onore dei vinti.

La finale del 25 maggio ha poi chiuso il cerchio a un'annata triste dal lato della Serie A giallorossa ma finalmente, di nuovo, gloriosa in Europa. Onorando come meglio non si poteva non soltanto il movimento italiano ma dando seguito ai risultati dei capitolini nel Vecchio Continente dal 2018 a questa parte. Semifinale di Champions League quattro anni e mezzo fa, semifinale di Europa League nel 2021 e quindi il trofeo alzato al cospetto del Feyenoord. A rompere un digiuno di vittoria che durava dall'era Spalletti I.

Zaniolo: oltre Tirana, un punto d'inizio e non d'arrivo

35 partite tra campionato e coppe, 7 gol (3 in una partita) e 9 assist. E ancora: 11 ammonizioni e 2 espulsioni. Un bottino troppo magro per scegliere Nicolò Zaniolo come uomo del 2022 giallorosso. Che dopo due anni di stop per la rottura di entrambi i crociati ha rivisto la luce già nella passata stagione, pur con una forma esageratamente appesantita.

Tornato quest'anno più leggero e meno muscoloso, il 22 sta ancora deludendo le aspettative, al netto di un discorso di mercato che nell'ultima estate l'ha coinvolto in un possibile addio verso Torino. Oggi è in discussione il rinnovo di contratto, con richieste di adeguamento ai livelli dei big romanisti.

I gol decisivi contro Bodo, Feyenoord e Ludogorets dimostrano che NZ ha un livello d'incisività superiore al normale. Non è certo un giocatore qualunque ma pecca ancora di continuità, di lucidità nelle scelte e di spessore caratteriale. "Il 2023 sarà il mio anno, quello della svolta per la mia carriera", ha scritto sui social qualche settimana fa.

Ritrovare Pellegrini

Lorenzo Pellegrini, invece, è il capitano della Roma che è tornata a vincere. Numero Sette e non Dieci con la fascia al braccio, carisma giusto e qualità costantemente in crescita da anni. Mourinho più volte ha dichiarato amore per il centrocampista, confessando che ne vorrebbe "tre come lui".

Soltanto in questa stagione ha collezionato 13 presenze, per un totale di 1105 minuti. Soffrendo però ancora la ferita al ginocchio e qualche risentimento di troppo. Nell'annata 21-22, invece, ha sfatato il tabù delle realizzazioni. Soprattutto da calcio piazzato. E mettendo la firma nel preziosissimo 1-1 di Leicester.

Ma, appunto, per ora stona il basso rendimento nel campionato che si appresta a ricominciare tra pochi giorni. E' un punto fermo, ha rinnovato il suo amore ai colori giallorossi fino al 2026. E la sosta per il Mondiale gli ha permesso di recuperare le giuste energie.

La ripartenza e il cammino nel 2023

Si fa fatica ad andare a eleggere al primo posto del podio altri giocatori al di fuori dei due sopra citati. C'è Dybala, ovviamente. Sbarcato in estate dopo un matrimonio ormai fatto con l'Inter. Da agosto a novembre ha già confermato il suo livello superiore, il suo grado di decisività nei match. Ma anche le fragilità fisiche. Adesso è tornato a Trigoria, però, con un Mondiale vinto in più.

Anche Cristante e Mancini sono riferimenti fissi di questa Roma, vedasi gli onerosi rinnovi che li coinvolgono. Ma sono al contempo protagonisti di una fase storica che ha visto raccogliere soltanto quinti, sesti e settimi posti in Serie A. Per un totale, nel campionato 2021-2022, di soli 63 punti.

I Friedkin

Meglio, allora, andare sul lavoro della proprietà. Che dal momento dell'arrivo nell'estate del 2020 ha avviato un percorso lungo di ristrutturazione della Roma. A cominciare dalla politica di gestione dei biglietti dell'Olimpico, favorendo il ritorno di tanta gente allo stadio. Tanto che oggi i sold out quasi non fanno più notizia, tanto in casa quanto in trasferta.

Ma nei meriti della società del gruppo texano c'è il coraggio per la scelta di chiudere i conti con il progetto Tor di Valle per la sua casa del futuro. Avviando quasi subito le carte per un nuovo impianto, da realizzare a Pietralata. Sul quale sembra si proceda con un nuovo clima, oltre che con una nuova amministrazione. Restare, in proposito, sulla cronaca quotidiana appare - lato tifoso - sempre meno indicato. Ma si avanza, di fatto, su tutta la timeline.

E ci sono i traguardi raggiunti con la Roma Femminile, l’accordo con Adidas dalla prossima stagione, un settore giovanile che continua a sfornare talenti per Mou (Tahirovic è il più recente).

Infine, senza toccare questioni più relazionali e politiche come la scalata europea dei Friedkin in seno all'Eca, il vero marchio che li consacra come simboli del 2022 giallorosso sono i soldi. Fino alla scorsa estate il capitale investito ammontava a quasi 620 milioni di euro. Con il passare dei mesi l'impegno è stato prolungato mensilmente e al 1° novembre superava i 720 milioni tra acquisto del club, finanziamenti e Offerta pubblica d'acquisto per uscire dalla Borsa (delisting). Niente male per scegliere direttamente il capo d'azienda come uomo dell'anno, no?

Il terzino brasiliano, ha primeggiato nella rosa della Vecchia Signora per serietà e costanza.


In un'annata non esaltante (per usare un eufemismo) in casa Juve, Danilo si è dimostrato una delle poche note liete. A contraddistinguerlo, professionalità, affidabilità, e quell'apparentemente estinto amore per la maglia.

Un calciatore poliedrico

Da quando indossa i colori bianconeri, il brasiliano ha giocato in quasi tutte le zone della linea difensiva e mediana: dal ruolo naturale di terzino destro, sino al regista davanti alla difesa. Salvo qualche sporadica bocciatura, dimostrando sempre qualità ed esperienza. La sua intelligenza tattica, infatti, abbinata ad un'invidiabile tecnica (stiamo parlando di un difensore), lo rende una pedina unica per lo scacchiere bianconero. E, considerando il forte interesse del Bayern Monaco emerso nell'estate scorsa, anche per diversi grandi club europei.

Uomo squadra

"Danilo è un campione, un ragazzo intelligente che si mette sempre a disposizione. È stato una scoperta meravigliosa" queste le parole di Massimiliano Allegri sul numero sei bianconero. Dichiarazioni senza mezzi termini, che elogiano un ragazzo che, in questo anno solare più che mai, ha dimostrato di saper incarnare al meglio lo spirito Juve. A partire dalle più volte ripetute parole al miele nei confronti della storia di questo club, passando per la presa di posizione davanti ai tifosi nella delicata sfida con il Monza, e quella rete contro l'Atalanta della scorsa stagione che è valsa un biglietto per la Champions League. Difficile quindi non ritenerlo, per costanza e serietà, il miglior giocatore della Vecchia Signora targata 2022. Ma, ancor più difficile, sarà non proporgli un nuovo contratto, accompagnato dalla fascia di capitano al braccio.

Tutto sull'attaccante classe '98 di proprietà dell'Eintracht Francoforte che si è appena laureato vicecampione del mondo con la Francia.


Chi è Randal Kolo Muani? Un giocatore forte, anche se ha sbagliato il gol che probabilmente ha tolto il mondiale bis alla Francia. Un attaccante atipico, nonostante i suoi quasi 190 cm, tendente a un gioco più ampio più che da punta da area di rigore. Kolo Muani è nato e cresciuto a Bondy, quartiere a ridosso di Parigi, là dove hanno aperto gli occhi anche Mbappé, Ikone e tanti altri talenti francesi che nel tempo hanno conquistato la scena mondiale, la nazionale. Il ragazzo si è sviluppato nelle giovanili del Nantes, raggiungendo e imponendosi in Prima Squadra. Gol, assist, tanti. In estate la chiamata dell'Eintracht di Francoforte per volare in Bundesliga, terra della definitiva esplosione sfociata nella convocazione al Mondiale di Deschamps.

Kolo Muani al Nantes aveva già fatto innamorare Sergio Conceicao e Claudio Ranieri

Il Nantes che negli ultimi anni ha rialzato il livello, specie nelle coppe francesi, è stato vivaio di talenti luminosi, ma anche di scout e allenatori dall'occhio lungimirante. Già, alla soglia della maggiore età, Kolo Muani si era messo in mostra di fronte a Sergio Conceicao e a Claudio Ranieri, trovando la sua consacrazione sotto la guida di Christian Gourcuff. 11 gol e 8 assist due stagioni fa, 17 gol e 6 assist l'anno scorso, trascinando Les Canaries al successo in Coppa di Francia. Numeri impressionanti, progressione spaventosa. Randal segna e fa segnare, fa il centravanti e poi va di uno-contro-uno partendo lateralmente e strappando verso il centro per l'ultima giocata o la conclusione in porta. Così l'Eintracht si innamora di lui e, approfittando del contratto in scadenza, gennaio scorso lo blocca per ufficializzarlo poi a marzo a parametro zero.

L'exploit tedesco, il Bayern Monaco chiede Kolo Muani all'Eintracht Francoforte

L'impatto in Germania è semplicemente spaziale. Kolo Muani vede la porta come pochi in Bundes, diventa presto cruciale nel 3-4-2-1 di Glasner nella composizione del tridente con Gotze e Lindstrom. Pronti, via e segna al Bayern, sfonda contro il Leverkusen e piazza assist nei match con Dortmund, Lipsia, BMG e Union Berlino. Incide in campionato, in coppa e in Champions League dove fa centro due volte ai gironi. Il ragazzo è diventato un compendio di tecnica, efficacia tattiva e continuità, quella che gli era spesso mancata nelle giovanili, gestisce pressioni e peso mentale non sufficiente per sopportare da piccolo un trasferimento in Italia, quando provò con Cremonese e Vicenza. Non è un caso che in questi mesi il Bayern Monaco abbia alzato il telefono continuamente per parlare di lui in ottica gennaio.

Il mondiale in Qatar si chiude con l'errore capitale

Con l'infortunio di Nkunku, Didier Deschamps non può che prendere lui nel roster transalpino che fa rotta in Qatar. Per forza. Kolo Muani debutta al Mondiale da titolare contro la Tunisia, ma la Francia cade pur senza troppi dolori. Ottavi e Quarti in panchina, DD lo ripropone nel finale contro il Marocco e lui infligge il colpo del ko. Poi la finale: al 41' la Francia è sotto di due contro l'Argentina, fuori Dembelé e Giroud per far spazio alla punta parigina e al figlio di Thuram, Marcus. Nella ripresa è lui a procurarsi il penalty trasformato da Mbappé e che riaccende le speranze dei Bleus. Supplementari, 3-3, ultimi secondi prima dei rigori, Konatè lancia profondo, trancia in due la Seleccion e mettere Kolo Muani davanti a Emiliano Martinez che gli stampa in faccia la parata del secolo. Segnerà il suo rigore, ma la coppa la alza Messi.

Il Milan segue da due anni e vuole Kolo Muani già a gennaio

In Francia non gli hanno perdonato l'errore che avrebbe potuto riscrivere la storia, eppure i numeri sciorinati il giorno dopo dalla Nazionale sulla sua prestazione sono brillanti. E se è vero che il Mondiale è la più grande vetrina esaltatrice del talento, Kolo Muani indosserà presto la maglia di un top club europeo. La valutazione del suo cartellino è di almeno 35-40 milioni, ma bisogna anche considerare anche il suo ingaggio attuale in Bundes pari a 7 milioni di euro lordi. In Italia Milan, Juve e Inter hanno già piazzato il mirino sull'attaccante dell'Eintracht, ma sono i rossoneri ad averlo nella lista della spesa ormai dall'anno scorso, ben prima del salto in Germania, molto prima della sua apparizione in Qatar. A Maldini piace molto e in questi giorni i telefoni sono più che roventi. I tedeschi che solo a marzo lo hanno preso gratis adesso non vogliono cederlo. La strada è lunga, ma forse neanche così tanto.

Il fideo, al rientro dall'infortunio, si è dimostrato ancora una volta decisivo per la sua albiceleste.


Difficile stupirsi ancora dinanzi a un giocatore del suo talento, ma, per convincere anche gli scettici più ostinati, Angel Di Maria ha deciso ancora una volta di non lesinare la sua classe davanti a milioni di spettatori. Nella finale delle finali, sul tetto del mondo, a 34 anni compiuti.

Il Mondiale dell'esterno di Rosario

Qatar 2022, per Di Maria e compagni, non inizia sicuramente con il piede giusto. L'inaspettata sconfitta con l'Arabia Saudita, condita da due reti subite in appena cinque minuti, è l'emblema della più classica delle false partenze. Nonostante il mancato equilibrio tra gli undici di Scaloni (con Enzo Fernandez, Mac Allister e Julian Alvarez ancora in panchina) il fideo, assieme al solito Messi, rimane uno dei pochi a salvarsi tra le fila della Selección.

Anche nella successiva sfida contro il Messico, seppur protagonista di una prova piuttosto opaca, Angel riesce a mettere lo zampino nella rete del vantaggio albiceleste: passaggio tra linee per Messi che, tanto per cambiare, insacca da fuori area. Solo l'infortunio nella sfida contro la Polonia, condiziona il proseguire del torneo del numero 11. Un colpo che non ci voleva, capace di far riaffiorare gli scheletri nell'armadio dei primi mesi in bianconero, ma che, come dimostrano gol e prestazione super della finale di ieri, non è stato in grado di bloccare l'immenso talento del fuoriclasse di Rosario.

Schieramento tattico

Nel sistema di gioco di Lionel Scaloni, Di Maria agisce da esterno: sia a destra, che a sinistra (come nella sfida con la Francia). Costretto spesso a rientrare sulla linea dei centrocampisti, Angel riesce a interpretare le due fasi da esterno a tutta fascia, seppur supportato alle sue spalle da una mezz'ala di sostanza come Mac Allister. Visti i risultati, nonostante il suo ruolo naturale lo veda protagonista in un tridente offensivo, l'ipotesi di vederlo come esterno nella Vecchia Signora sembrerebbe tutt'altro che da scartare. Soprattutto perché Massimiliano Allegri, a breve, avrà una nuova mezz'ala destra da affiancargli: Paul Pogba.

Il portoghese ha deciso che non prolungherà il suo contratto con i rossoneri in scadenza tra un anno e mezzo. Così i dirigenti del Diavolo sono al lavoro per non farsi cogliere impreparati.


Rafael Leao non rinnova con il Milan. La scelta pare che sia stata fatta e, dunque, il portoghese ha deciso di non prolungare il suo contratto in scadenza il 2024 con i rossoneri. Nonostante le parole del presidente Scaroni nelle ultime ore, volte a rassicurare l'ambiente milanista sulla volontà di trattenere Leao e sulla felicità dello stesso nell'idea di rimanere a Milano, le ultime indiscrezioni raccontano di un matrimonio destinato a chiudersi tra un anno e mezzo e, forse, anche meno.

Forcing Milan per Leao, ma il portoghese ha deciso di andare a scadenza

Il futuro di Rafael Leao è in bilico e il Milan comunque proverà a muovere tutte le sue pedine per cercare di arrivare a un traguardo luminoso. Secondo quanto racconta Sport Mediaset, i rossoneri stanno spingendo forte sul portoghese eliminato dal Mondiale in Qatar 2022, per convincerlo a firmare il rinnovo di contratto col club: il dt Paolo Maldini e il ds Frederic Massara sono costantemente al lavoro, dopo aver trascorso qualche giorno a Dubai con i legali dell'attaccante, per bloccare il talento ex Lille molto ambito dai top club europei. Il club di via Aldo Rossi ha alzato la sua offerta fino a 7 milioni di euro a stagione, ma sembra non bastare. Le intenzioni di Leao divergono dai fini milanisti.

Il Milan non molla su Leao, in ogni caso pronte le alternative Lang e Ziyech

Rafael Leao - Milan, la storia sembra destinata a finire. E' chiaro che nel caso in cui il portoghese dovesse confermare la sua volontà di non proseguire l'avventura a Milano a scadenza contratto, il club rossonero proverebbe a spingere per una cessione già prossima estate. In questo senso, la dirigenza milanista ha da tempo iniziato a studiare le alternative: come si legge sul Corriere della Sera, Maldini e Massara hanno infatti incontrato l’avvocato Ledure che, oltre a operare per conto di Lukaku, rappresenta l'olandese classe '99 del Club Bruges Noa Lang e uno degli emblemi del Marocco semifinalista in Qatar Milan Ziyech, fuori dal progetto del Chelsea. 

Spuntano clamorose indiscrezioni che vedrebbero degli inaspettati ritorni sotto l'ombra della Mole.


Subito Marotta e Del Piero, poi, l'assalto ad Antonio Conte (Allegri permettendo). Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, infatti, sarebbero questi i nomi indicati da John Elkann per risollevare la sua Vecchia Signora.

Il più vicino

Pensare ad una Juventus ancora orfana di Alessandro Del Piero, oggi più che mai, appare anacronistico. Tutte le voci, infatti, accompagnate dalle mancate smentite dell'ex capitano, portano ad un più che probabile ingresso della storica bandiera all'interno dell'apparato dirigenziale della Vecchia Signora. Nel ruolo di vicepresidente? Probabile, ma, in ogni caso, a maggior ragione dopo le dimissioni di Pavel Nedved, Alex difficilmente rimarrà ancora per molto lontano da Torino.

Competenze e carisma: Marotta può davvero tornare?

L'attuale dirigente dell'Inter, si sa, nelle difficoltà si esalta. Per questo, e per un progetto nerazzurro che sembrerebbe non convincerlo a pieno, Marotta si starebbe guardando intorno. Sia chiaro: la più probabile dell'ipotesi lo vedrebbe coprire al più presto un ruolo istituzionale all'interno del calcio italiano (probabilmente in FIGC),ma, si sa, spesso alcuni amori fanno giri lunghissimi e poi tornano. Quindi, perché no, in caso l'amministratore delegato fosse stupito dalla bontà del progetto Juve, il sogno di rivederlo sotto l'ombra della Mole potrebbe diventare realtà.

La suggestione Antonio Conte

Il ritorno a Torino di Antonio Conte, invece, ad oggi sembrerebbe solo una suggestione. Anche perchè, dalle parti della Continassa, Massimiliano Allegri sembrerebbe esser riuscito a riprendere le redini della squadra, ottenendo finalmente una continuità di risultati in campionato. Come ogni anno in casa Juve, a giugno, verranno tirate le somme, ma, al momento, la pista del tecnico salentino rimane fredda.

Il club bianconero, che sta andando incontro a una rivoluzione totale in dirigenza, deve fronteggiare le accuse e affrontare le inchieste in corso che potrebbero mettere a repentaglio la Serie A e i tornei internazionali. Nel frattempo spunta l'ipotesi del ritorno a Torino del miglior dirigente sportivo italiano.


Quando si parla di Giuseppe Marotta, state sicuri che per diplomazia, competenza, conoscenza, lungimiranza, esperienza e peso "politico", non esiste una roba più grande nel calcio italiano e forse anche oltre. Ciò che tocca, Marotta, la trasforma in oro. Sbaglia poco, non le becca molto raramente. E' uno di quelli che, molto prima di altri, riesce a leggere meravigliosamente le situazioni. Dove si sta andando? E' così che si è giunti al capolinea con la Juventus. Dopo 8 anni, 14 titoli e parecchie lussuose operazioni che portano i nomi di Pirlo, Tevez, Pogba, Higuain e Ronaldo, per il quale il dirigente varesino si era fortemente opposto, salvo accettare la decisione dell'ex presidente Agnelli, spinto dai sogni di Paratici.

La rivoluzione dirigenziale della Juventus e le voci sul ritorno di Marotta

La Juventus sta andando incontro a una rifondazione totale a livello di dirigenza. Dopo le nomine di Gianluca Ferrero come nuovo presidente e Maurizio Scanavino in qualità di neo direttore generale, come rivelato dal Corriere dello Sport, entro natale il mondo bianconero conoscerà la lista del nuovo Consiglio di Amministrazione. E come ha riportato Repubblica, non è finita qui: seppur non ci siano state chiamate dirette a Beppe Marotta, l'attale ceo dell'Inter (con la quale esiste un contratto a scadenza 2025) potrebbe fermarsi a ragionare su un potenziale ritorno alla Juventus.

Si riformerebbe la coppia con Allegri che Marotta provò a portare all'Inter

La ragione per la quale, in caso di affondo bianconero, Marotta rimuginerebbe sul salto nel passato è, prima di ogni altra, la presenza di Massimiliano Allegri. E' ancora viva la mossa dell'ad interista verso Max per portarlo a Milano, prima che quest'ultimo scegliesse di fare nuova rotta verso Torino e i nerazzurri virassero invece su Simone Inzaghi. Insomma, la stima tra i due è elevatissima. La domanda è: può la Juventus ragionare sul futuro in mezzo alla Carta Ronaldo, le inchieste in essere sui bilanci, i presunti debiti nei confronti di Dybala, la potenziale offensiva da parte della UEFA e il rischio esclusione dalla Serie A e dalle competizioni europee? Difficile, ma non è un caso che il nome di Marotta sia tornato fortissimamente ad aleggiare alla Continassa.

È tempo di rivoluzione in casa Juve dopo le dimissioni in blocco del Consiglio di amministrazione.


Come riportato dai maggiori organi di competenza, l'intero consiglio di amministrazione bianconero, Andrea Agnelli compreso, ha lasciato la propria carica. Saluta la Vecchia Signora anche il vice presidente Pavel Nedved.

“È venuta meno la compattezza, meglio lasciare tutti insieme. Stiamo affrontando un momento delicato societariamente. Diamo possibilità a una nuova formazione di ribaltare quella partita" queste le parole dell'ormai ex presidente Andrea Agnelli.

Gli altri elementi che lasciano il club bianconero sono: Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Kathryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglia, Giorgio Tacchia e Suzanne Heywood.

Nuovi volti

Come nuovo direttore generale della Juventus, con Maurizio Arrivabene delegato a gestire le funzioni della società fino alla nomina del nuovo Cda del club previsto per il 18 gennaio 2023, è stato nominato Maurizio Scanavino. Mentre, il prossimo presidente della Vecchia Signora, sarà Gianluca Ferrero, che attualmente ricopre la carica di sindaco effettivo in Fenera Holding. Lo stesso Ferrero, è anche vicepresidente del cda della Banca del Piemonte e componente del consiglio di amministrazione di Italia Independent Group, Lol srl e Pygar.

Area tecnica

Lato campo, invece, John Elkann conferma Massimiliano Allegri: "Allegri rimane il punto di riferimento dell'area sportiva della Juventus: continuiamo su di lui e su tutta la squadra per continuare a vincere come hanno dimostrato di saper fare nelle ultime giornate, mantenendo alti i nostri obiettivi sul campo". Confermato anche il ds Federico Cherubini, mentre, come vice presidente, sale l'ipotesi Alex Del Piero.

Sono sei i componenti della rosa di Simone Inzaghi impegnati con le rispettive Nazionali nei Mondiali attualmente in corso. Andiamo ad analizzare quale impatto potrebbe avere su ognuno di loro la rassegna iridata.


Da appena due giorni è cominciata l'insolita edizione dei Mondiali in Qatar. Presenti diversi giocatori del nostro campionato, di cui 6 sono dell'Inter. Quale influenza può avere su di loro la competizione calcistica più ambita? Scopriamolo insieme.

Chi può beneficiare del Mondiale?

LAUTARO MARTINEZ - L'attaccante argentino è senza dubbio colui che potrebbe trarre maggior beneficio dal grande torneo in terra qatariota. Nonostante la clamorosa falsa partenza contro l'Arabia Saudita, l'Albiceleste resta una delle favorite alla vittoria finale. Il 'Toro ' ha visto negarsi la gioia del gol per ben due volte a causa di offside millimetrici. Vorrà sicuramente riprovarci e siamo convinti che riuscirà nel suo intento. Dopodiché si concentrerà al 100% sul prosieguo della stagione con l'Inter. Determinazione, grinta e 'killer instinct' per raggiungere importanti obiettivi individuali e di squadra.

MARCELO BROZOVIC - Ampiamente superato l'infortunio alla coscia sinistra, adesso 'Epic Brozo ' vuole riprendersi le chiavi del centrocampo. Il Mondiale è di fondamentale importanza per ritrovare il ritmo partita e presentarsi alla 'Pinetina' tirato a lucido una volta terminata l'avventura in Qatar con la sua Nazionale. Simone Inzaghi sarà felice di contare di nuovo su di lui da gennaio, non trovandosi nuovamente costretto ad adottare soluzioni di emergenza per sopperire alla sua assenza.

ANDRE' ONANA - Durante i sorteggi poteva andare decisamente meglio al suo Camerun, inserito nel girone con Brasile, Serbia e Svizzera. Tuttavia l'ex Ajax vorrà dimostrare a tutti di essere un portiere di livello, rendendo compiaciuta la dirigenza nerazzurra, brava a credere nelle sue potenzialità. Dopo aver scavalcato Handanovic nelle gerarchie di Inzaghi, l'obiettivo è fermare con le sue prodezze Neymar e compagni. L'impressione è che tornerà a Milano con maggiore esperienza internazionale dopo essersi messo in mostra in una grande vetrina come quella dei Mondiali.

DENZEL DUMFRIES - Punto fermo nel 3-4-1-2 di Louis Van Gaal, l'ex PSV ha già sfornato una prestazione più che positiva nella partita d'esordio tra la sua Olanda e il Senegal. Considerando le altre due avversarie nel girone, ovvero Ecuador e Qatar, i Tulipani non dovrebbero avere problemi a qualificarsi agli ottavi come primi. Dopo un inizio di stagione col freno a mano tirato, il treno classe '96 potrebbe riacquistare fiducia nei propri mezzi e tornare a sfrecciare sulla fascia destra, dando il suo prezioso contributo in zona offensiva. L'errore a porta vuota contro la Juventus potrebbe tramutarsi in un lontano ricordo.

Chi invece può risentirne?

STEFAN DE VRIJ - Nell'undici titolare della Nazionale olandese non c'è più spazio per lui, ormai da tempo relegato in panchina a favore dei vari De Ligt, Akè, Van Dijk e Timber. La sua è più una comparsa, a dimostrazione del fatto che la sua carriera sta lentamente percorrendo il viale del tramonto. Qatar 2022 probabilmente è uno degli ultimi grandi appuntamenti del classe '92. In nerazzurro la sua avventura è vicina al capolinea, con Acerbi ed eventuali nuovi innesti pronti a prendere il suo posto.

ROMELU LUKAKU - Il gigante belga è ancora in fase di recupero dal doppio problema alla coscia sinistra che lo ha costretto a saltare praticamente tutta la prima parte di stagione. Sicuro il forfait nelle prime due sfide dei 'Diavoli Rossi ' contro Canada e Marocco, probabile il ritorno a disposizione del CT Roberto Martinez per la terza partita del girone, contro la Croazia dell'amico Brozovic. La qualificazione agli ottavi è tutt'altro che scontata, pertanto il Mondiale potrebbe restituire a Inzaghi un 'Big Rom ' deluso oltre che da rimettere in sesto fisicamente.

JOAQUIN CORREA - Inserire pure il 'Tucu ' è praticamente un obbligo. L'ex Lazio ha visto sfumare in extremis il suo primo Mondiale a causa di un problema fisico, l'ennesimo di una carriera abbastanza tribolata dai continui infortuni. Inevitabilmente il suo morale non sarà dei migliori, come già confermato dal diretto interessato via social. Non a caso, la dirigenza nerazzurra è al lavoro per trovargli una sistemazione fin da subito, compito arduo vista la valutazione alta del giocatore. Le probabilità di un suo addio aumenteranno in vista di giugno, con Marcus Thuram individuato come possibile sostituto in Viale della Liberazione.

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