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Dopo essere stato accostato invano a diversi club, è arrivata finalmente la chiamata degli estensi. Vediamo come potrebbe giocare e cosa potremmo aspettarci da lui.


La SPAL ha un nuovo allenatore: Daniele De Rossi. L'ex centrocampista della Roma e della Nazionale azzurra, ritiratosi il 6 gennaio 2020, si era dichiarato da tempo pronto a mettersi alla prova in questo nuovo ruolo. Dopo gli accostamenti a diverse squadre di Serie A, tra cui il Monza, la Fiorentina e la Sampdoria, ecco palesarsi la prima opportunità. I biancazzurri stazionano al 14° posto della classifica di Serie B, avendo collezionato appena 9 punti in 8 giornate. Fortemente voluto dal presidente Joe Tacopina, il quale ha fatto affidamento sulla grande amicizia nata tra il 2011 e 2014, quando l'avvocato italoamericano aveva assunto la carica di vicepresidente della Roma. Sostituirà Roberto Venturato, al quale la società emiliana ha dato il benservito nei giorni scorsi, dopo i due k.o. consecutivi rimediati contro Genoa e Frosinone.

L'emblematico annuncio del club

Nella giornata di ieri, il club di Ferrara ha dato la notizia con un tweet a prima vista "criptico", in cui era raffigurato un personaggio cravattato che saluta, inscritto in un triangolo che richiama il segnale di pericolo. Chiaro il riferimento al tatuaggio che De Rossi ha sul polpaccio destro e che mostra, appunto dentro al triangolo del pericolo, un tackle deciso nei confronti di un avversario. Oggi invece è arrivato l'annuncio ufficiale: accordo fino al 30 giugno 2024. Nel pomeriggio ha già avuto modo di dirigere il suo primo allenamento al centro sportivo 'Fabbri', a porte chiuse.

Cosa aspettarsi da DDR?

Dopo oltre un anno passato a fare da assistente di Roberto Mancini in Nazionale, avrà finalmente modo di dimostrare le sue qualità da allenatore. Seppur al primo impatto da tecnico, sicuramente non gli mancano personalità e carisma per guidare un gruppo da bordo campo e all’interno dello spogliatoio. Un palmarès di tutto rispetto e tanti grandi allenatori avuti durante la sua carriera: da Capello a Lippi, passando per Conte, Spalletti, Ranieri, Luis Enrique e Prandelli. Da loro avrà appreso ottimamente i trucchi del mestiere. Potrà consigliare i più giovani aiutandoli a non ripetere i suoi stessi errori (vedasi espulsione per la gomitata rifilata a McBride nel match contro gli USA nei Mondiali del 2006). In attesa di vederlo all'opera, non ci resta che augurargli buon lavoro e dargli un grosso in bocca al lupo per questa sua nuova avventura.

Modulo e schemi: come giocherà la sua SPAL?

Almeno nelle prime partite, il modulo con cui giocherà la nuova SPAL targata DDR sarà verosimilmente quello adottato dal suo predecessore finora: il 4-3-1-2. In futuro potrebbe trasformarsi in un 4-3-3, con capitan Salvatore Esposito e Andrea La Mantia come principali punti di riferimento in campo e nello spogliatoio. Sul modo di giocare, proprio l'ex capitano giallorosso si è espresso qualche mese fa in un'intervista rilasciata a Sportweek. Queste le sue parole: "Mi piace costruire il gioco dal basso, ma se ho un portiere con i piedi fucilati o due centrali tecnicamente inadatti, cerco alternative". Dunque tutto dipenderà dagli uomini a sua disposizione e dagli avversari. Di volta in volta sceglierà con criterio assieme al suo staff.

Scherzo del destino: potrebbe affrontare la Roma in Coppa Italia

Tra una settimana la SPAL affronterà in trasferta il Genoa, nel match valevole per i sedicesimi di Coppa Italia. In caso di vittoria, indovinate chi potrebbe ritrovare mister De Rossi negli ottavi in programma a gennaio? Proprio la sua amata Roma: un incredibile scherzo del destino. Se così fosse, per lui sarà una sfida davvero emozionante. 20 anni con la stessa casacca addosso sono qualcosa di indescrivibile. Difficilmente vedremo ancora bandiere come lui, in un calcio ormai sempre più dominato dal dio denaro.

Rimpatriata fra Campioni del Mondo in Serie B

Con l'arrivo di De Rossi, la Serie B si trasformerà in una sorta di rimpatriata tra ex compagni di squadra in Nazionale. Nel campionato cadetto infatti, allenano già Fabio Grosso (Frosinone), Fabio Cannavaro (Benevento) e Filippo Inzaghi (Reggina). Senza dimenticare l'eterno Gigi Buffon, ancora in attività con la maglia del Parma. A tutti gli italiani scenderà sicuramente una lacrimuccia leggendo i nomi di alcuni dei 23 eroi azzurri che 16 anni fa stravinsero il Mondiale in terra tedesca sotto la guida del CT Marcello Lippi.

LA DATA

Burocrazia, prassi e tutti i passaggi necessari perché il Palermo diventi proprietà di City Football Group, ma ormai ci siamo e la fumata bianca è davvero prossima. Ieri, infatti, il presidente Mirri (manterrà una quota) ha incontrato a Milano Giovanni Gardini, delegato della holding in mano allo sceicco Mansour, numero uno anche del Manchester City. Secondo La Gazzetta dello Sport la data giusta per il passaggio di consegne potrebbe essere il 1 luglio.

LE STRATEGIE

Una volta chiuso l’accordo verrà il momento della definizione delle strategie legate al campo, in merito alle quali lo sceicco non è intenzionato a spendere cifre folli. Quantomeno non subito. Un anno di assestamento, poi l'asticella si alzerà in ottica ritorno in Serie A. Silvio Baldini è stato confermato nel ruolo di allenatore, lavorii in corso invece per il ds Castagnini sotto osservazione di Luciano Zavagno, ex giocatore anche in Italia e rappresentante dell’area tecnica del City Group. Le voci sul nuovo Direttore Generale urlano forte il nome di Gardini.

Il Palermo sarà il primo club italiano ad entrare nella galassia City Football Group, un conglomerato di società (dieci in totale) che fanno capo, più o meno direttamente, al club di Guardiola. Tra le altre troviamo il New York City, il Girona e il Troyes.

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