Cristiano Ronaldo ha ritrovato il sorriso


cristiano ronaldo sorriso

Era da un po’ che non si vedeva il portoghese così sereno, senza visi corrucciati che stonavano con la sua innata voglia di vincere. La dolce aria di Old Trafford, un ciclo che si chiude: ci sono tutti gli ingredienti giusti per una seconda giovinezza con la maglia dei Red Devils.

Il bilancio alla Juve

Il rendimento delle ultime sue stagioni in bianconero non si può discutere. I gol li ha fatti, tanti come sempre, soprattutto nel nostro campionato. È mancato troppo il vero CR7 nella competizione più importante, quella per cui era stato ingaggiato dalla dirigenza bianconera. Chissà se con un centrocampo all’altezza sarebbe riuscito a bissare l’ennesima Coppa. I fatti dicono che non è stato sostenuto al meglio, basti ricordare la sua prestazione monstre con cui ha ribaltato l’Atlético Madrid. Era quasi sempre l’ultimo a mollare.

L’ultimo dei suoi tre gol contro l’Atlético del Cholo

Nell’ultimo anno lo scudetto è passato ai rivali storici dell’Inter, con un senso di impotenza rappresentato bene dallo scontro diretto vinto dai nerazzurri (2-0). Quella gara è stato un lucido riassunto di una lotta scudetto che non è praticamente mai esistita: un Inter centrata, solida e cinica; una Juve sfilacciata, priva di idee e abulica. Con queste condizioni Ronaldo non ha potuto tirare fuori il meglio, e sono state spesso motivo di frustrazione visibile nel corso delle sue ultime gare in bianconero.

La chiamata di Sir Alex

Era il 6 agosto 2003, quando Sir Alex Ferguson si innamorò di un 18enne portoghese.

Abbiamo giocato contro lo Sporting appena arrivati in Portogallo da Chicago. Siamo scesi dall’aereo, abbiamo mangiato qualcosa ed eravamo distrutti. Arriviamo in campo e c’è questo ragazzino giovanissimo che era elettrico.

Tutti lo abbiamo visto e abbiamo pensato ‘wow’.”

Nicky Butt

Un’amichevole con lo Sporting Lisbona catapultò Cristiano nel Teatro Dei Sogni: vittoria per 3-1, con il navigato O’Shea – già al termine del primo tempo – vittima di un fastidioso mal di testa. Aveva l’arduo compito di marcare il futuro campione portoghese.

A Manchester ha passato delle stagioni indimenticabili, sia a livello individuale, che di club. Come il trionfo nella Champions League 2008, al Luzhniki di Mosca contro il Chelsea.

Dopo la decisione del portoghese di lasciare l’Italia, il City si era mosso deciso per rinforzare l’attacco: sfumato amaramente l’accordo con Harry Kane, i tifosi Citizens non volevano neanche immaginare quello che sarebbe potuto succedere. E, come in un film dove i buoni sconfiggono i cattivi, lo United ha riportato la chiesa al centro del villaggio.

Non potrei immaginare di veder giocare lui per il Manchester City.”

Sir Alex Ferguson

Non si è fatto attendere il contributo dello storico allenatore scozzese, nelle ore più concitate della sessione di mercato estiva 2021. È stata proprio una sua chiamata a spostare gli equilibri, a indirizzare il futuro di Cristiano. Troppo forte l’influenza dell’uomo che ha creduto in lui fin dagli albori.

CR è tornato a casa, dopo oltre 12 anni.

Quest’anno il Manchester United è ripartito con le certezze della passata stagione (secondo posto in Premier e in Europa League), costruite con un gioco tra i più accattivanti a livello europeo. Lo farà con un finalizzatore letale in più. Il più romantico possibile, il numero 7 di Funchal.

Davide Albanese


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