Il calcio secondo Max Allegri: uno sport semplice


max allegri calcio

Purtroppo il calcio è diventato… è troppa teoria. Sento parlar di schemi, di robe, di robe, di cose.”

Massimiliano Allegri

‌Queste parole, insieme ad altre nel famoso – e focoso – post partita con Lele Adani, riassumono a grandi linee il pensiero di Max Allegri sul gioco del calcio. Il tecnico toscano ritiene che gli schemi non debbano avere più rilevanza delle giocate individuali dei singoli, muovendo un’analogia con il basket, dove ad esempio nei minuti finali si passa – solitamente – la palla alla stella della squadra.

L’efficacia della semplicità

Per Max il calcio è uno sport molto semplice, da non rendere complicato. Due fasi distinte da compiere nel modo più efficace possibile. Quella difensiva, in cui la squadra deve essere ben organizzata, con l’obiettivo di non concedere grosse occasioni agli avversari. Una offensiva, in cui si deve prediligere la ricerca delle giocate individuali dei singoli più rappresentativi, innescandoli nelle migliori condizioni possibili. La critica che gli oppositori muovono a questo tipo di gioco, è la mancanza di focus sul far giocare bene le sue squadre. Ad Allegri questo non importa, zittendo prontamente gli scettici con dei risultati assolutamente invidiabili. Celebre il suo discorso sul “corto muso”, rappresentazione molto fedele della sua filosofia.

L’efficacia è il termine che potrebbe descrivere al meglio ciò cui prende la mira il livornese prima di ogni altra cosa. Le sue squadre, in fase di possesso, tendono alla ricerca di improvvise accelerazioni per spiazzare gli avversari, oppure attuare un giro palla in cui si “anestetizza” la partita se è già in una situazione di vantaggio. Questo suo modo di giocare viene spesso demonizzato, ed etichettato come poco piacevole da seguire. Ma è davvero importante avere un gioco spumeggiante in fase di possesso? Questa è ovviamente una questione piuttosto soggettiva e spigolosa, personalmente credo che un calcio pragmatico e finalizzato al risultato non sia da ritenere sbagliato. Nel calcio, come in tutte le discipline, ciò che viene ricordato alla fine è il punteggio finale. Che sia di una gara qualsiasi o della classifica di Serie A. Le sfumature, il modo in cui è arrivato, tendono a passare in secondo piano col passare degli anni.

L’uomo viene prima di tutto: il pensiero allegriano

Secondo Max, il calciatore deve essere innanzitutto un uomo pensante, il controllo e il passaggio del pallone rivestono un ruolo fondamentale nella crescita di un giovane potenziale talento. Concetti semplici quanto importanti per il livornese, che ricordano i principi adottati da un grande giocatore/allenatore come Johan Cruijff. Sempre collegato a questo discorso, il suo obiettivo è consolidare una sorta di equilibrio mentale (gestione del sé) nei giocatori, che li porti ad essere più lucidi possibili durante il corso delle gare. Aldilà di ogni soluzione tattica, se il calciatore non affronta in maniera serena un determinato match, non riuscirà ovviamente a compiere le scelte giuste. Questo modo di pensare calcio mi ricorda molto una citazione Mourinhana, testuale: “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, che lascia intendere l’esistenza di un mondo di relazioni umane, spesso erroneamente trascurato, che si svincola dai freddi tatticismi.

In campo come in panchina: il Max Allegri calciatore

È il momento di dare un’occhiata a una partita piuttosto datata, ma che dà un’ulteriore conferma del modo di pensare calcio del livornese.

Stadio Sant’Elia, 1993, il Cagliari ospita il Malines in una gara valida per gli ottavi di finale di ritorno di Coppa UEFA (attuale Europa League). Nel video possiamo apprezzare oltre 4 minuti di esaltazione del gioco del pallone, nella nobile versione allegriana. Vedrete un centrocampista che ama giocare a calcio, nella maniera più semplice e naturale possibile. Un modo minimalista di giocare – per usare un termine molto in voga nei giorni nostri – in cui ogni tocco di palla cerca di essere essenziale, ogni verticalizzazione efficace, ogni tiro il più preciso possibile (tranne quello al minuto 2:19, una visione astrale che si è meritata l’applauso di Michel Preud’homme). Il portiere belga, considerato uno dei più grandi di quell’epoca, sarà inesorabilmente battuto poco dopo da un tenace Allegri, che porta il Cagliari sul 2-0. Il Cagliari certifica così il passaggio ai quarti di Coppa UEFA. Allegri invece che era un centrocampista niente male, probabilmente da giocatore ha raccolto molto meno di quanto avrebbe potuto.

Momenti iconici di leggerezza

Max Allegri, con il suo modo spensierato di affrontare la maggior parte delle conferenze, si è guadagnato la simpatia di molti. In questo video potrete gustare alcune perle che ha regalato nel corso degli ultimi anni. Preparate i pop corn, ecco pure i miei 5 personali momenti salienti:

3:05 “A Sarri non gli sto più dietro..”

4:01 “Comincio ad avere fame..”

4:35 “Una volta andai a giocare un cavallo, si chiamava Minnesota..”

6:16 “Sei intenditore di ippica?”

7:51 “Se non vinci mai ci sarà un motivo? Nel gabbione, a Livorno..”

Davide Albanese


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