A tu per tu con Eleonora Goldoni


Giovane, brillante e determinata. Eleonora Goldoni ha solo 24 anni, ma un’esperienza e una voglia di crescere come atleta e come persona che si percepisce subito, sin dalle prime battute. Noi di Calciatori Ignoranti l’abbiamo intervistata, ripercorrendo assieme a lei le tappe che l’hanno portata a diventare una calciatrice di Serie A.

“Da piccolina ero un gran maschiaccio, non potevo vedere gonne, bambole, ma solo dei gran fucili, palloni e macchine telecomandate. Stavo con i miei amici maschi e passavo gran parte dei pomeriggi a giocare a calcio con mio fratello maggiore” racconta l’attaccante del Napoli.

La passione per il pallone è sempre stata di famiglia: “Il mio papà ha sempre seguito il calcio, in tv a casa mia c’erano sempre la Serie A o la Serie B. La passione però è iniziata quando avevo 5 anni e mio padre mi ha portata a vedere una partita a Milano, da grande tifoso interista. Di quella partita ricordo praticamente tutto: ci fu questo giocatore, di cui mi innamorai, che ogni volta che faceva gol esultava con dei salti mortali. Era Oba Oba Martins e quel giorno segnò due volte. Io impazzii e lì iniziò tutto. Per due anni ho cercato di convincere i miei genitori, soprattutto la mia mamma, a portarmi al campo e così alla fine è stato”.

Da bambina Eleonora giocava solo con i maschietti, non essendoci squadre femminili nella zona del ferrarese dove è nata: “Io non mi facevo problemi, volevo solo giocare a calcio, mente la mia mamma ha sempre provato a deviarmi verso altre discipline. Mi sono divertita tantissimo perché in squadra avevo i miei amici di una vita che mi difendevano contro tutto e tutti. Dagli avversari arrivavano battutine, occhiatacce, ma io ho sempre avuto il supporto dei miei compagni”.

Poi l’esperienza che più l’ha fatta crescere dentro e fuori dal rettangolo verde: l’approdo negli Stati Uniti. “È stata una delle esperienze più belle della mia vita. Sono arrivata lì come una ragazzina timida e insicura, volevo solo partire e andare a giocare nella squadra dell’università. Ho incontrato un calcio diverso, molto atletico e meno tecnico-tattico. Ho passato 4 anni stupendi: si andava in palestra, poi all’università, ma senza troppe pressioni. Se sei un’atleta i professori lo capiscono e ti vengono incontro”.

Diverse rispetto all’Italia anche le strutture: “Ci sono dei posti pazzeschi, il mio college era piccolo, ma c’erano un campo da football coperto, piscina, palestra, qualsiasi tipo di stadio. Lì gli investimenti per lo sport sono importanti, concepiscono questa materia come una risorsa per l’economia, tanto che spesso la nomea di un’università la costruisce il valore delle squadre sportive”.

Poi il ritorno in Italia e l’esordio in Serie A con la maglia dell’Inter: “Ricordo perfettamente il giorno in cui è arrivata la chiamata dell’Inter. Non ho più capito nulla, non mi è interessata la tipologia di contratto. Ho detto “sì vado, anche a zero”. Era un sogno che diventava realtà. È stato un anno duro, ma in cui sono maturata molto a livello di gioco, ma anche e soprattutto a livello caratteriale e per questo sono grata”.

Essere donna in un mondo, quello del calcio, fatto di uomini non è affare semplice: “Le difficoltà ci sono, addirittura ancora non siamo riconosciute come professioniste eppure conduciamo la stessa vita dei ragazzi che giocano in Serie A. Non abbiamo gli stessi diritti, per non parlare dello stipendio: quello che loro guadagnano in un minuto noi, forse, lo percepiamo in un mese. C’è molto lavoro da fare anche per le strutture e gli investimenti, anche se dal 2019, anno del Mondiale femminile in poi, c’è stato uno sviluppo”.

Il pensiero della giocatrice va al futuro “Spero ci siano moltissime bambine che si avvicinino a questo sport e che lo facciano per passione. Una ragazza che decide di giocare a calcio di certo non lo fa per soldi. Ma devono tenere duro e combattere per riuscire in quello che vogliono”.

Per il suo di futuro, invece, Eleonora guarda all’Italia “Voglio crescere qui, poi più avanti chissà, non escludo un’altra esperienza all’estero”.

Nel frattempo una giocatrice così in Italia ce la teniamo stretta.

di Martina Soligo

Di seguito il link per rivedere la video intervista con Eleonora Goldoni sul nostro canale Twitch:

https://www.twitch.tv/videos/888924841


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