Kaká, cronache di un extraterrestre


kaká extraterrestre

Quando è arrivato sembrava uno sfigato, mi chiedevo ‘ma chi cazz abbiamo preso?’ Poi è bastato il primo allenamento per cambiare completamente idea. Dopo il primo allenamento ho detto agli altri: ‘questo è un fenomeno!’. È grazie a questi fenomeni che io esisto.”

Rino Gattuso

2003/04

Il cammino del brasiliano in Italia iniziò il primo settembre 2003, con una combo sombrero+accelerazione che dava il via al raddoppio di Shevchenko contro l’Ancona.

Sulla trequarti quel Milan poteva contare su Rui Costa, Rivaldo, Seedorf… Un giocatore normale non sarebbe durato. A rotazione Kaká li sostituirà tutti, lasciando intuire quello che sarebbe diventato. Il primo gol con la maglia del Milan arriva nella partita più sentita, proprio nella stracittadina contro l’Inter: dopo la rete di Inzaghi (fotocopia di quello che sarebbe successo ad Atene nel 2007), il brasiliano batte Toldo su un assist poco convenzionale di Gattuso:

Quel 5 ottobre 2003 sancì ufficialmente l’inizio di una nuova era sulla trequarti rossonera.

Un altro momento in cui sembra abbandonare la Terra avvenne la sera del 6 dicembre, quando da subentrato scaraventa un siluro da fuori che lascia immobile l’estremo difensore empolese.

Quella stagione si chiuse con la conquista del titolo di Campione d’Italia, insieme all’amarezza per la rimonta subita in Champions contro il Deportivo. Tirando le somme, la stagione di Kaká è andata oltre le più rosee aspettative: riuscirà a confermarsi la stagione successiva?

2004/05

Nei primi mesi della sua seconda stagione in rossonero c’è un calo vistoso di rendimento. Dietro a ciò, come ha detto Kaká stesso, c’è un laborioso studio degli avversari.

Mi sono accorto che gli allenatori avversari mi studiano al videoregistratore per spiare i miei movimenti e in campo ho sempre almeno due avversari addosso.”

Nella prima stagione il suo modo di giocare era una novità assoluta, ma con i giusti accorgimenti si poteva limitare quella versione del brasiliano. Di conseguenza, lui non ha fatto altro che variare il suo repertorio tecnico, cercando di ritrovare quell’imprevedibilità perduta. La stagione si concluse con la finale di Istanbul, dove un bel Kaká non è sufficiente per via di una delle rimonte più incredibili della storia del calcio. L’appuntamento con la coppa dalle grandi orecchie è però solo rimandato.

2005/06

Questa stagione è il preludio del titolo individuale che avrebbe vinto un anno dopo, dove a tratti dimostrò di essere veramente un alieno, come nella gara in Champions contro il Fenerbahçe:

Un’ira di Dio, per citare un’entità di sua ammirazione. Un gesto tecnico che ha ricordato i più grandi di questo sport. Il 2006 è anche l’anno del Mondiale, non memorabile per lui e il suo Brasile, che uscì ai quarti contro i francesi. La rete con la Croazia rimane comunque di pregevole fattura, con una delle sue specialità.

2006/07

Eccoci nell’anno della sua consacrazione, dove è riuscito a toccare il cielo con un dito: l’indice delle sue ripetute esultanze. Un susseguirsi di accelerazioni e conclusioni chirurgiche, in grado di martoriare qualsiasi difesa e portiere avversario. In campo italiano, ma soprattutto europeo, nessuno poteva più fermarlo. Prima la rete decisiva nel supplementare contro il Celtic, poi la doppia sfida con il Manchester. Fa letteralmente quello che vuole, mandando anche in confusione due navigati difensori in uno scontro di fantozziana memoria. Ovviamente pure lui lo etichetta come uno dei gol più belli realizzati in carriera. Nella gara di ritorno sigla il suo decimo gol nella manifestazione, divenendo il capocannoniere e facendo impazzire Compagnoni in telecronaca. In questa stagione si è vista la versione migliore di Kaká, culminata con il trionfo ad Atene ed il cioccolatino per il raddoppio di Pippo Inzaghi.

Nella stagione a venire, pure il timbro realizzativo nelle finali di Supercoppa Europea e Coppa del Mondo per Club, arricchendo ulteriormente la bacheca rossonera.

2 dicembre 2007, il Pallone d’Oro

kaká extraterrestre

🥇 Kaká: 444 voti

🥈 Cristiano Ronaldo: 277

🥉 Messi: 255

Uno degli ultimi a lasciarsi alle spalle Ronaldo e Messi. Da quell’anno in poi – fino al 2018 – un duopolio, in cui i due hanno banchettato egoisticamente sul più prezioso dei premi individuali.

Prima di lasciare il Milan per approdare in terra spagnola, il brasiliano riesce a realizzare ben 16 reti in Serie A, battendo il proprio precedente record personale ed avvicinandosi all’attuale score di un mostro sacro come Simy. Dal 2009 in avanti Kaká non è più riuscito a mantenersi a quei livelli assurdi, per via di vari problemi di natura fisica che lo hanno tormentato, oltre al passaggio al Real Madrid che non lo ha valorizzato appieno. Il ritorno al Milan nel 2012 è stato piuttosto dolce per i tifosi rossoneri, ben lontano da una sgradita minestra riscaldata. Questa gran rete alla Lazio lo conferma:

La mancanza di continuità nell’ultima parte di carriera era un fattore inevitabile. Chi ha avuto l’onore di vederlo giocare dal vivo descrive ogni sua accelerazione come un fulmine a ciel sereno, una piacevole interruzione del normale, “monotono” ritmo della partita. Lui giocava ad un altro livello, non accessibile per gli esseri umani, soprattutto nella prima esperienza rossonera. Un brasiliano atipico che eliminava il superfluo, con una grazia da far sciogliere anche Messi e Ronaldo in quel sontuoso 2007.

Davide Albanese


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