La perversa storia d’amore tra Ballardini e il Genoa


Decima giornata di campionato. Il Genoa di Gian Piero Gasperini era atteso da un posticipo importante in terra siciliana, dopo esser finito a soli 3 punti di vantaggio su Parma, Cesena e Bari (le ultime tre in classifica, appaiate a 8 punti). C’era assolutamente bisogno di una reazione, fin da subito.

7 novembre 2010: Palermo-Genoa 1-0.

La sconfitta contro i rosanero è la goccia che fa traboccare il vaso. Preziosi decide di esonerare il Gasp e dare spazio, per la prima volta, a Davide Ballardini.

“Non stravolgerò la squadra”, dichiarò subito convinto lo zio Balla.

Pronti, via, subito una vittoria in casa, 1-0 contro il Bologna. Pochi giorni dopo 0-1 nell’insidiosa trasferta di Cagliari. Pragmatismo a misura d’uomo, massimo risultato, minimo sforzo. La sua ideologia di gioco è piuttosto semplice: difesa, difesa, difesa. Se dovesse scappare un gol in una casuale azione d’attacco, meglio, ma poi si torna subito a difendere. Il risultato viene prima di tutto; come direbbe un noto tecnico toscano, amante dell’ippica, “basta mettere il musetto davanti. Corto muso.” A fine anno il Genoa registrerà ben 51 punti, con un succoso decimo posto in classifica. Tristemente Preziosi non lo riconfermò per la nuova stagione, nonostante la salvezza centrata con largo anticipo. Le solite ingiustizie, ma procediamo con la storia.

20 gennaio 2013: Genoa-Catania 0-2.

Il Grifone allenato da Gigi Delneri subisce una brusca frenata in casa, fin qui aveva totalizzato solo 8 punti in 13 partite. Prima di lui c’era Luigi De Canio, che iniziò il campionato, con 9 nelle prime 8. 17 punti in 21 partite totali. Pochini per salvarsi, è giunto il momento di prendere una decisione.

Balla is back.

Il Presidente, memore di qualche anno prima, riaffida a Mr. Wolf – aka Zio Balla – l’impervio compito di salvare la faccia alla sua creatura. L’esordio, stavolta, è di quelli improbabili: Juventus Stadium, al varco lo aspettano i Campioni d’Italia, sotto la guida dell’indomabile Antonio Conte. Al 54′ Fabio Quagliarella sblocca la gara per i bianconeri, il taglio di Lichtsteiner coglie impreparata la difesa ligure. L’epilogo sembra già scritto, il Genoa è sempre più in difficoltà.

Minuto 68.

Juraj Kucka vince un contrasto nella trequarti avversaria, sfruttando l’errore posizionale di Paolino De Ceglie. Finta a rientrare sul mancino, il terzino abbocca. Ora è in area di rigore. Dolce pennellata al centro, nella speranza che qualcuno ribadisca in rete. Quel qualcuno fortunatamente c’è, si chiama Marco Borriello. RETE.

Terminerà proprio 1-1, una prova d’orgoglio che risolleva moralmente il Grifone.

Seguiranno la vittoria casalinga contro la Lazio per 3-2, un anonimo 0-0 al Tardini e un chirurgico 1-0 contro l’Udinese. La strada è per la seconda volta in discesa, il normalizzatore ha colpito ancora. 38 punti in 38 partite spediscono il Genoa al 17esimo posto, l’ultimo valido per la salvezza. La terzultima, il Palermo, è lasciata a 6 punti di distanza. Il Presidente ritiene però che non sia abbastanza, anche questa volta la possibilità di continuare è sfumata. In fondo, ormai, il Balla si è guadagnato la reputazione di colui che aggiusta le cose… Cosa succederebbe se partisse dall’inizio? Sicuramente, se le cose dovessero andare male, Preziosi non avrebbe la più pallida idea con chi sostituirlo. Palese.

4 novembre 2017: Genoa-Sampdoria, Derby della Lanterna.

Ivan Jurić è alla guida del Grifone, non può permettersi un altro KO – soprattutto nel derby – dopo aver raccolto solo 6 punti in 12 giornate. Finisce 0-2. Ahi.

Balla is back, again.

C’è bisogno di una scossa per portare la squadra alla salvezza, Preziosi ormai non ha più dubbi su chi puntare. Squilla di nuovo il telefono del Balla, si riparte. Il suo nuovo esordio è allo stadio Ezio Scida di Crotone, il risultato finale potreste già immaginarlo. Sì, proprio 0-1. Seguiranno un bel pareggio con la Roma e un’altra vittoria per 0-1, al Bentegodi contro l’Hellas. Il Genoa chiuderà la stagione con 41 punti in 38 partite, un pacifico 12esimo posto, senza infamia né lode.

A sorpresa, Preziosi riconferma Ballardini dall’inizio: sarà lui a guidare il Grifone per la stagione 2018/19. Novità assoluta. Interessante, come andrà ora?

Il suo Genoa parte subito forte, sulle ali di un indemoniato Krzysztof Piątek (chi lo aveva al fanta pagandolo due spicci ricorda bene cosa fece): il Genoa è a +7 sulla terzultima. Nonostante ciò, dopo la sconfitta interna con il Parma (1-3), il Presidente lo solleva dall’incarico. Ritorna Jurić.

“Ballardini è scarso, non sa mettere i giocatori in campo”, affermò stizzito Preziosi per giustificare l’esonero. Parole piuttosto dure.

ballardini genoa
A sinistra Enrico Preziosi

Nel dicembre 2019 Preziosi lo ricontatterà, ricevendo un secco rifiuto dello zio Balla. Probabilmente proprio a causa di quell’aspra critica che non gli andò giù dopo avergli tolto le castagne dal fuoco per ben tre volte. Il Genoa si salverà comunque, ma solo all’ultima giornata.

20 dicembre 2020: Benevento-Genoa 2-0.

Il Benevento di Pippo Inzaghi piega i liguri, artefici di una prestazione opaca. Tirando le somme, per Rolando Maran appena una vittoria in 13 giornate. Penultimo posto a 4 punti dallo Spezia, quartultimo. Il gioco mostrato fin qui non può in alcun modo portare alla salvezza. Manca qualcosa, anzi, qualcuno. È il suo momento, i tifosi del Genoa probabilmente non aspettavano altro.

Lo zio Balla is back, di nuovo, per la quarta volta.

Parola al campo, parola alla concretezza di Mr. Wolf.

Davide Albanese


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