La stagione illogica di Simy


simy

5 reti realizzate più di Zlatan Ibrahimović, le stesse di Ciro Immobile. Solo 4 dal campione d’Italia Romelu Lukaku:

Duván Zapata? Lautaro? No, Simeon “Simy” Nwankwo.

Se ad inizio stagione qualcuno avesse azzardato il nome del nigeriano accanto al loro, probabilmente non lo avremmo preso sul serio, definendolo un pazzo. Proprio per questo è doveroso celebrare la sua eccezionale annata. Soprattutto per il fatto che il Crotone è attualmente penultimo e già retrocesso, quindi non è neanche stato assistito da una squadra all’altezza di quei numeri.

Il “killer” delle grandi

Dopo i 20 gol con cui si è laureato capocannoniere nella passata stagione di Serie B, Simy ha punito Juventus (1), Atalanta (2), Lazio (2) e Napoli (2), siglando ben 7 reti delle 19. Con le grandi il nigeriano è paragonabile alla morte con la falce di un famoso meme, che bussa alla porta seminando vittime. Ogni gol di Simy sembra un gesto goffo, un bug di un videogame, in cui compie qualcosa di inaspettato e fuorviante rispetto alle nostre aspettative. Basti pensare al gol alla Lazio di punta, chi diavolo avrebbe mai pensato di metterla in quel modo da fuori? Sicuramente non Reina, che è rimasto impassibile dinanzi al pensiero creativo di Sua Maestà Simy.

Altra caratteristica peculiare, oltre a quella di segnare reti tutt’altro che convenzionali, è la sua freddezza dal dischetto. Non è l’unico in Serie A che si mostra glaciale dagli 11 metri, così come Kessié osserva il portiere fino all’ultimo, per poi lasciarlo cogliere beffardamente la palla in rete. È successo 8 volte in Serie A, su 8 tentativi. Un cecchino.

Uno dei momenti più spiazzanti della stagione è arrivato contro il Cagliari, quando Simy si è improvvisato un celebre fantasista brasiliano per un istante. Ed è subito Simyldinho.

198 centimetri di sgraziata classe

Il suo modo di giocare è difficilmente paragonabile a quello di un altro collega attaccante, eccetto uno del passato che vedremo tra poco. Sembra sempre in procinto di perder palla, mostrando una misteriosa coordinazione che appartiene solo a lui. Pure nel gesto della rovesciata, visto ad esempio contro la Juve tre anni fa, si distacca dal movimento pulito tradizionale, quello da figurine Panini per intenderci.

Il suo idolo è il connazionale Nwankwo Kanu, un ex giocatore con caratteristiche molto simili, che ha segnato pagine importanti per il calcio africano:

Kanu è il mio idolo fin da bambino, un punto di riferimento molto importante. Per la sua storia e sia come giocatore che come uomo. Ha sempre superato tutte le difficoltà della sua vita. Guardare lui mi ha fatto diventare più forte. Abbiamo lo stesso nome-cognome ed è bellissimo, ma non sono nemmeno il 10% di quello che è stato lui. Non posso nemmeno pensare di paragonarmi a Kanu. Lui ha fatto la storia del calcio, a suo modo.”

In quest’annata Simy è riuscito ad asfaltare il record detenuto da Oba Oba Martins, divenendo il giocatore nigeriano con più reti realizzate in una stagione di Serie A. Pure Weah ne ha dovuto cedere uno, cioè quello di giocatore africano a segno in più gare consecutive (si era fermato a 5, Simy 6). Il suo futuro pare ancora inevitabilmente legato ad una massima categoria, salvo sorprese clamorose. Chissà se qualcuno oserà ancora sottovalutare il gigante umile.

Davide Albanese


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