M’Bala Nzola alla conquista della Serie A


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Il cammino affrontato da M’Bala Nzola per arrivare nel calcio che conta è stato un po’ come quello di un ciclista che vuole conquistare la maglia gialla sulla storica salita dell’Alpe d’Huez, uno dei simboli del Tour de France. Una salita tortuosa, quasi proibitiva, ma che dopo grossi sacrifici può riempirti di gioia. Come quella di ritagliarsi uno spazio importante nella Serie A, da assoluto protagonista.

Sono contento per i tre punti e per i primi gol in Serie A. Sono arrivato qui dopo tanto lavoro, ma devo continuare a crescere. Sognavo di segnare in Serie A fin da quando ero bambino. Abbiamo giocato bene meritando la vittoria, chi ha giocato oggi ha dimostrato di poterci stare in massima serie.”

M’Bala Nzola, in un’intervista rilasciata a Sky Sport

Non è difficile credere che questo fosse il suo sogno: essendo nato nel 1996, all’età in cui comincia solitamente a maturare la passione per il calcio, la A poteva ospitare campioni goleador come Trezeguet, Totti, Shevchenko e Adriano. Tutti insieme appassionatamente. Con delle muse ispiratrici del genere, la Serie A abbagliava di luce propria come pochi campionati di quel periodo storico. Tuttavia, confessa che il suo vero idolo è Thierry Henry, francese come lui.

La salita per arrivare in Serie A

Il viaggio di M’Bala parte nelle giovanili del suo paese nativo, il Troyes, club della seconda divisione francese. L’arrivo stabile in un movimento importante come il calcio italiano è solo questione di tempo. Dopo 6 anni passati tra Francia e Portogallo, è proprio la Virtus a dargli questa preziosa possibilità.

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Un momento delicato arriva proprio in casacca biancazzurra, quando M’Bala perde la testa e si guadagna 8 giornate di squalifica per una serie di insulti e sputi, culminati con un pestone all’arbitro. Il match era valevole per i play-off di andata contro il Livorno. Ecco il comunicato del giudice sportivo a riguardo:

Espulso per somma di ammonizioni, avvicinava l’arbitro e, dopo avergli rivolto espressioni offensive, gli pestava con forza il piede destro irridendolo e successivamente reiterando espressioni offensive. Allontanandosi dal campo, rivolgeva ad un calciatore avversario frasi offensive e gli indirizzava uno sputo che lo raggiungeva a una guancia; al termine della gara, attendeva il passaggio del direttore di gara che rientrava negli spogliatoi e gli rivolgeva ulteriori e gravi espressioni offensive.”

Un episodio simile avrebbe potuto scalfire la vita sportiva di qualsiasi atleta, dal momento che le teste calde difficilmente hanno buon mercato. In campo, comunque, Nzola mostra le sue notevoli abilità fisiche, doti che lo contraddistinguono e lo rendono un prospetto molto interessante. Sono stati però i limiti in fase di finalizzazione il vero tallone d’Achille del francese. Ciò ha ostacolato un suo arrivo spedito nel massimo campionato, che invece è stato costellato da un continuo saliscendi di categorie.

Il trasferimento al Trapani in Lega Pro si rivelerà la svolta per il franco-angolano, un passo indietro solo all’apparenza.

Proprio grazie al feeling nato con Vincenzo Italiano in terra siciliana, appena due anni dopo troverà i codici per accedere alla tanto agognata – e sognata – Serie A. Al momento, M’Bala Nzola ha siglato ben 9 reti con lo Spezia, esordendo dal primo minuto solo il 25 ottobre (2-2 a Parma).

Un giocatore moderno per sognare la salvezza

Il francese è il prototipo di attaccante che sta spopolando nel calcio dei giorni nostri, per i suoi movimenti senza palla che mirano a migliorare il gioco della squadra. Se poi a questo lavoro si aggiunge una vena realizzativa da doppia cifra, diventa un vero game-changer per i liguri alla loro prima apparizione in A. Queste statistiche sono emblematiche per rappresentare il suo stato di grazia:

Il gioco di Italiano non fa altro che esaltare le caratteristiche del franco-angolano, che ricambia sfornando prestazioni uniche per generosità. Il suo impegno a rendersi sempre disponibile nel ricevimento della palla – andando incontro alla linea dei centrocampisti – apre spazi importanti per i compagni, che spesso ricambiano il favore servendolo pochi istanti dopo per concludere l’azione. Questi preziosi movimenti permettono spesso di scardinare le difese avversarie, come è successo ad esempio a Benevento. Un movimento a scendere e salire che, metaforicamente, può rappresentare il suo viaggio alla ricerca della pietra filosofale, cioè la gloria nella massima serie italiana.

Qui si può apprezzare il movimento di Nzola, che lo porterà a realizzare il suo primo gol in Serie A

Le sirene inglesi

Il Fulham, attualmente terzultimo in Premier League, ha mostrato un serio interesse per lui – 12 milioni per l’esattezza – nel mercato di gennaio. Lo Spezia ha deciso di tenerlo, dato che l’obiettivo ostico della salvezza passa soprattutto per i suoi gol: 13 in appena 9 gare. Per dire, l’anno scorso in Serie B ne aveva totalizzati 7 in 21. Un exploit che praticamente nessuno poteva prevedere, influenzato anche dall’infortunio di Andrey Galabinov. Non è escluso, però, che già nella prossima sessione estiva possa partire dalla Liguria per supportare una nuova causa.

Dato che oggettivamente ha una carriera davanti a sé, avendo solo 24 anni, ho un sogno nel cuore: vedere M’Bala Nzola, in un futuro non troppo lontano, osannato da Massimo Marianella in una finale di Champions, così:

Davide Albanese


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