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Adieu Ribery, storia di un fuoriclasse. Franck saluta il calcio giocato, farà il dirigente nella Salernitana

7 Ottobre 2022   Redazione

Il campione francese che ha vinto tutto è pronto a dire basta. Il Bayern lo avrebbe voluto in dirigenza fin da subito, ma proseguirà in Italia il suo cammino lontano dal campo nel club con cui chiuderà il suo strepitoso percorso da calciatore.


Franck Ribery dice basta. Il francese è pronto a un nuovo capitolo della sua straordinaria storia calcistica. L’ex stella del Bayern Monaco sembra ormai vicino alla risoluzione del contratto con la Salernitana. La sua avventura in granata, però, dovrebbe continuare in una nuova veste, ovvero quella di dirigente. Nonostante la corte dei bavaresi che vorrebbero riportarlo in Germania, Ribery pare deciso a continuare la sua esperienza in Campania. Dopo aver (in parte) contribuito a un’impresa storica (la prima salvezza della Salernitana), ora il fuoriclasse francese vuole dimostrare di poter essere tale anche in giacca e cravatta.

Numeri in calo, il fisico che non regge: Ribery, basta così

Il motivo dell’addio e della decisione di fermarsi a 39 anni è, del resto, legato a motivi di natura fisica. Il contratto (rinnovato la scorsa estate) fino a giugno 2024 potrebbe essere risolto dopo gli ultimi consulti medici, visti i continui problemi al ginocchio che gli hanno permesso, di fatto, giocare solo 36’ in campionato (all’esordio con la Roma) e in Coppa Italia col Parma. La classe di Ribery non si discute, ma negli ultimi anni tra Fiorentina e Salernitana era calato il suo stato di forma, nonostante una tecnica evidentemente superiore alla media. Nel precedente campionato 3 assist, decisivi all’impresa salvezza dei granata, ma a secco di gol con un totale di 24 presenze. Era stato accolto da vera star, prima a Vietri sul Mare, poi in un infiammato Arechi. Adesso è arrivata la decisione: stop al calcio giocato.

Futuro dirigente e forse, chissà, anche allenatore

Ribery ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo una carriera stupenda nel corso della quale sono arrivati tutti i trofei possibili col Bayern Monaco. Fu pure vicinissimo al pallone d’oro nel 2013 (conquistato infine da Cristiano Ronaldo), quando fece incetta di trofei. Una breve parentesi per l’ex Marsiglia anche con la Fiorentina (dove ha lasciato un ottimo ricordo nell’ambiente) e poi la piccola, ma significativa, storia in granata, destinata a continuare nelle vesti di dirigente. Forse, chissà, un giorno anche da allenatore. Unico rimpianto, forse, quella finale mondiale (da giovanissimo) persa nel 2006 contro l’Italia. Merci Franck per la tua classe e per averci dato la possibilità di ammirare il tuo immenso e cristallino talento.

Emanuele Landi

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