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Dan Friedkin è l'uomo del 2022 per la Roma

29 Dicembre 2022   Mauro Giansante

Una scelta aziendalista, forse, ma che rende al meglio l'idea della traiettoria giallorossa. Oltre il trofeo di Tirana e il primo anno e mezzo di Mourinho nella Capitale


Analizzare un anno calcistico risulta sempre difficile quando ci si deve attenere al calendario solare ma senza dubbio da gennaio ad oggi Dan Friedkin ha impresso il marchio più significativo sul club più dei vari Zaniolo, Pellegrini e Dybala. Oltre il successo di Tirana.

Dal 4 maggio 2021 al 25 maggio 2022

Non è un'operazione volta a sminuire il lato sportivo di un club. Anche se sempre più spesso ci ritroviamo a parlare di calcio dal lato economico-finanziario lasciando in secondo piano ciò che accade sul campo. Non è il caso della Roma, della Roma dei Friedkin. Che annunciando José Mourinho il 4 maggio 2021 decisero di provare a unire il loro progetto di sostenibilità con quello dell'accelerazione verso i successi, i risultati.

E guardando proprio alla squadra, il mago di Sétubal convinse la proprietà e Pinto ad andarsi a prendere Tammy Abraham Oltremanica, fornì la garanzia per l'arrivo di un portiere navigato e internazionale come Rui Patricio, per citare due esempi.

La stagione 21-22 si è poi complicata nel tempo, rivelando fragilità strutturali difficili da sanare in così poco tempo. Ma alcune gare rappresentarono la svolta per scegliere di concentrare ogni energia, volente o nolente, sulla Conference League. Dove complice anche l'esclusione del Tottenham la Roma si è via via ritrovata ad essere l'avversario non dichiarato da battere, il favorito rispetto a tutti gli altri.

Roma-Vitesse e Roma-Bodo hanno quindi spianato la strada verso Tirana. E con un Olimpico caldo come la sera del 5 maggio sembrava davvero impossibile per il Leicester uscire con qualcosa di più dell'onore dei vinti.

La finale del 25 maggio ha poi chiuso il cerchio a un'annata triste dal lato della Serie A giallorossa ma finalmente, di nuovo, gloriosa in Europa. Onorando come meglio non si poteva non soltanto il movimento italiano ma dando seguito ai risultati dei capitolini nel Vecchio Continente dal 2018 a questa parte. Semifinale di Champions League quattro anni e mezzo fa, semifinale di Europa League nel 2021 e quindi il trofeo alzato al cospetto del Feyenoord. A rompere un digiuno di vittoria che durava dall'era Spalletti I.

Zaniolo: oltre Tirana, un punto d'inizio e non d'arrivo

35 partite tra campionato e coppe, 7 gol (3 in una partita) e 9 assist. E ancora: 11 ammonizioni e 2 espulsioni. Un bottino troppo magro per scegliere Nicolò Zaniolo come uomo del 2022 giallorosso. Che dopo due anni di stop per la rottura di entrambi i crociati ha rivisto la luce già nella passata stagione, pur con una forma esageratamente appesantita.

Tornato quest'anno più leggero e meno muscoloso, il 22 sta ancora deludendo le aspettative, al netto di un discorso di mercato che nell'ultima estate l'ha coinvolto in un possibile addio verso Torino. Oggi è in discussione il rinnovo di contratto, con richieste di adeguamento ai livelli dei big romanisti.

I gol decisivi contro Bodo, Feyenoord e Ludogorets dimostrano che NZ ha un livello d'incisività superiore al normale. Non è certo un giocatore qualunque ma pecca ancora di continuità, di lucidità nelle scelte e di spessore caratteriale. "Il 2023 sarà il mio anno, quello della svolta per la mia carriera", ha scritto sui social qualche settimana fa.

Ritrovare Pellegrini

Lorenzo Pellegrini, invece, è il capitano della Roma che è tornata a vincere. Numero Sette e non Dieci con la fascia al braccio, carisma giusto e qualità costantemente in crescita da anni. Mourinho più volte ha dichiarato amore per il centrocampista, confessando che ne vorrebbe "tre come lui".

Soltanto in questa stagione ha collezionato 13 presenze, per un totale di 1105 minuti. Soffrendo però ancora la ferita al ginocchio e qualche risentimento di troppo. Nell'annata 21-22, invece, ha sfatato il tabù delle realizzazioni. Soprattutto da calcio piazzato. E mettendo la firma nel preziosissimo 1-1 di Leicester.

Ma, appunto, per ora stona il basso rendimento nel campionato che si appresta a ricominciare tra pochi giorni. E' un punto fermo, ha rinnovato il suo amore ai colori giallorossi fino al 2026. E la sosta per il Mondiale gli ha permesso di recuperare le giuste energie.

La ripartenza e il cammino nel 2023

Si fa fatica ad andare a eleggere al primo posto del podio altri giocatori al di fuori dei due sopra citati. C'è Dybala, ovviamente. Sbarcato in estate dopo un matrimonio ormai fatto con l'Inter. Da agosto a novembre ha già confermato il suo livello superiore, il suo grado di decisività nei match. Ma anche le fragilità fisiche. Adesso è tornato a Trigoria, però, con un Mondiale vinto in più.

Anche Cristante e Mancini sono riferimenti fissi di questa Roma, vedasi gli onerosi rinnovi che li coinvolgono. Ma sono al contempo protagonisti di una fase storica che ha visto raccogliere soltanto quinti, sesti e settimi posti in Serie A. Per un totale, nel campionato 2021-2022, di soli 63 punti.

I Friedkin

Meglio, allora, andare sul lavoro della proprietà. Che dal momento dell'arrivo nell'estate del 2020 ha avviato un percorso lungo di ristrutturazione della Roma. A cominciare dalla politica di gestione dei biglietti dell'Olimpico, favorendo il ritorno di tanta gente allo stadio. Tanto che oggi i sold out quasi non fanno più notizia, tanto in casa quanto in trasferta.

Ma nei meriti della società del gruppo texano c'è il coraggio per la scelta di chiudere i conti con il progetto Tor di Valle per la sua casa del futuro. Avviando quasi subito le carte per un nuovo impianto, da realizzare a Pietralata. Sul quale sembra si proceda con un nuovo clima, oltre che con una nuova amministrazione. Restare, in proposito, sulla cronaca quotidiana appare - lato tifoso - sempre meno indicato. Ma si avanza, di fatto, su tutta la timeline.

E ci sono i traguardi raggiunti con la Roma Femminile, l’accordo con Adidas dalla prossima stagione, un settore giovanile che continua a sfornare talenti per Mou (Tahirovic è il più recente).

Infine, senza toccare questioni più relazionali e politiche come la scalata europea dei Friedkin in seno all'Eca, il vero marchio che li consacra come simboli del 2022 giallorosso sono i soldi. Fino alla scorsa estate il capitale investito ammontava a quasi 620 milioni di euro. Con il passare dei mesi l'impegno è stato prolungato mensilmente e al 1° novembre superava i 720 milioni tra acquisto del club, finanziamenti e Offerta pubblica d'acquisto per uscire dalla Borsa (delisting). Niente male per scegliere direttamente il capo d'azienda come uomo dell'anno, no?

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