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Il ritorno del Diavolo

15 Settembre 2021   Alessandro Rimi
il ritorno del diavolo

11 marzo 2014: l'Atlético Madrid elimina il Milan dalla Champions.

Da quel momento iniziava un'agonia per i tifosi rossoneri, l'inizio di un purgatorio che non poteva durare per sempre. 7 stagioni dopo (non proprio un numero casuale), il dolce ritorno nell'Europa che conta. E non è casuale neanche la squadra che "riabbraccerà" i diavoli.

Liverpool-Milan

In ambito europeo, ben poche sfide possono paragonarsi a questa per fascino e blasone. Ciò a cui abbiamo assistito tra il 2005 e il 2007 assomigliava più alla trama di una pellicola thriller hollywoodiana, che ad un semplice doppio confronto su un campo da calcio.

Dopo le note di "You'll Never Walk Alone", oltre che l'immancabile - e meraviglioso - inno della Champions, il Milan partirà tutt'altro che sconfitto. 118 punti in 53 partite, cioè una media di 2.22 punti a gara post lockdown. Un dato pazzesco, che fa comprendere la crescita esponenziale del Milan di Pioli negli ultimi due anni.

Le prime gare di campionato hanno mostrato una squadra sempre più consapevole dei propri mezzi, in piena sintonia con il proprio allenatore. L'ultimo match in particolare (vs Lazio), ha messo in risalto tutti i pregi: in particolare, la capacità di effettuare un pressing asfissiante e la lucidità nella trequarti avversaria.

Il lavoro svolto da Rebić e Brahim Díaz in fase di non possesso è stato straordinario, e rappresenta al meglio l'unione di un gruppo sempre più affiatato, partita dopo partita.

Quando attacca, invece, questo Milan mostra una sfrontatezza da ammirare. Alessandro Bonan ha descritto la fase offensiva come l'apertura a ventaglio della coda del pavone, rendendo l'idea di quanto sia gradevole da vedere. Un peccato lo stop di Zlatan Ibrahimović, ma Olivier Giroud ha dimostrato di poter essere un degno sostituto.

il ritorno del diavolo

Anche i Reds sono partiti piuttosto bene, in Premier hanno perso punti solo con i Campioni d'Europa in carica (1-1). Il recupero di Virgil van Dijk ha sistemato una delle crepe che si erano formate nel corso dell'ultima stagione, mentre per il resto la squadra è pressoché la stessa: forte, semplicemente. È veramente dura trovare punti deboli nell'armata di Jürgen Klopp.

Il Liverpool, a differenza dei rossoneri, parte come una delle favorite alla vittoria finale. Il Milan invece come un'outsider, con tutto da guadagnare e ben poco da perdere. Questo concetto si può espandere anche alle gare con Atlético Madrid e Porto.

Sarà interessante vedere come si integrerà il Milan in un girone così ostico, sia a livello tecnico che atletico. Le premesse per assistere nuovamente a delle magiche notti europee ci sono tutte.

Davide Albanese

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