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Manchester City-Chelsea, la finale britannica

28 Maggio 2021   Alessandro Rimi
manchester city chelsea finale

È dal 2012 che il Chelsea non alza al cielo la Coppa più ambita, l'unica nel suo palmarès. Sarà la prima finale di Champions della storia per il Manchester City, che parte però con i favori del pronostico. In questa stagione 3 volte si sono affrontate queste due big: l'unica sconfitta dei Blues è arrivata sotto la gestione Lampard, mentre le ultime due vittorie londinesi sono targate Tuchel. Il tecnico tedesco è stato il fattore principale della rinascita del Chelsea, è riuscito ad entrare nella testa dei giocatori mutandone le convinzioni.

Pep vs Tuc

Sono due tecnici all'avanguardia, amanti del bel gioco offensivo, ma che non rinunciano ad una maniacale cura difensiva. Pep non ha bisogno di presentazioni. Tuchel ha dimostrato con il gioco e i risultati conseguiti di essere un allenatore di livello assoluto, è tra l'altro il primo nella storia ad arrivare per due anni consecutivi in finale di Champions con due squadre diverse (decisamente più difficile che farlo con lo stesso team). Si è pure guadagnato la preziosa stima del collega:

Sorpreso da Tuchel? No, perché lo conosco fin dai tempi del Mainz, quando io ero alla prima prima stagione al Bayern Monaco. Poi andò al Borussia Dortmund e gli ci vollero appena una o due gare per far giocare la sua squadra esattamente come voleva. Fu davvero rapido. Thomas ha grande esperienza, è stato in un top club come il PSG e ora è al Chelsea. Sapevo fin dall’inizio che avrebbe fatto un buon lavoro. Anche Lampard ha fatto un lavoro incredibile a Londra, alla sua prima stagione non ha potuto acquistare giocatori e poi ha fatto molto bene in Champions. Li ammiro entrambi, come persone e come allenatori."

Pep Guardiola

Cammini a confronto

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Il City quest'anno ha regalato un monologo (quasi deprimente per chi si augurava equilibrio) in Premier, conquistando il titolo virtualmente con largo anticipo. Dopo le vittorie in Champions con le due tedesche (i due Borussia), il test contro il PSG incuriosiva tutti gli addetti ai lavori. La prova è stata superata a pieni voti, mostrando una solidità difensiva incredibile (i difensori Rúben Dias e John Stones si sono spesso sostituiti a Ederson). Il gol di Mahrez ha poi chiuso la qualificazione (2-0), l'ennesima sublime rappresentazione del letale gioco offensivo targato Pep. Kevin De Bruyne meriterebbe la clonazione, non penso proprio di essere l'unico con un debole - calcistico - nei suoi confronti. Questa competizione per Guardiola è sempre stata un tabù misterioso, per via delle precoci eliminazioni (mai superato i quarti prima di quest'anno). Stavolta la squadra ha dimostrato di essere matura, anche se superare l'ultimo ostacolo sarà tutt'altro che una passeggiata di salute.

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Tuchel è un maestro nello scardinare i punti di forza avversari, trovando spesso soluzioni tattiche davvero brillanti. Oltre a ciò, la differenza con la gestione Lampard si è vista a livello mentale: due squadre completamente diverse, con uno spirito agli antipodi. Questo è il vero capolavoro di Thomas Tuchel, che ha fatto anche volare i Blues al quarto posto (dal nono di inizio stagione). Nell'ultimo confronto con il City in campionato, il tedesco ha limitato fortemente i mezzi offensivi dell'armata di Pep. Il merito va soprattutto alla sua correzione del tipo di pressing (alto all'inizio, più contenuto a partita in corso). Sponda offensiva, invece, le ali sono risultate devastanti. Ziyech e Marcos Alonso hanno fatto saltare i piani di vittoria del City, oltre alla mano di Agüero con il rigore sbagliato.

Dobbiamo sempre ricordare, però, il peso specifico di quella partita di Premier. Stasera sarà una nuova, appassionante storia. Poche ore e sapremo finalmente chi avrà la meglio.

Davide Albanese

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