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Mancini: "Vinceremo un mondiale. Zaniolo? Non disperda il suo talento"

11 Luglio 2022   Tommaso Colombo

Ad un anno dall'impresa di Wembley, il c.t. della Nazionale Roberto Mancini si è così espresso ai microfoni della Gazzetta dello Sport:

EUROPEO - "Un miracolo lo abbiamo fatto di sicuro, ma non solo in quell’Europeo: in tre anni e mezzo giocati alla grande. Capita che si vinca un grande torneo perché in quel mese va tutto bene: non è stato il nostro caso. Dietro c’era un percorso preciso: tante partite importanti, non solo sette".

CICLO NUOVO - “Bisogna credere sempre nei propri mezzi e anche al quasi impossibile. E soprattutto: se capita un’occasione, va presa al volo. Difficile fare un paragone con il gruppo dell’Europeo perché quella che è ripartita a giugno è una squadra nuova e le mancavano cardini dell’altra che ci saranno ancora”.

TENTAZIONE DI LASCIARE - “Più dopo aver vinto l’Europeo o dopo aver mancato la qualificazione al Mondiale? Più la seconda volta: mi sono trovato in una situazione molto difficile. Un po’ ci ho pensato dopo Wembley, ma c’era il Mondiale a poco più di un anno”.

MONDIALE - “Da quando sono c.t. ho sempre avuto un obiettivo: vincere Europeo e Mondiale. Un anno fa, con la coppa in mano, mi ero detto: “Ne vinciamo uno dietro l’altro”. Pensavo a questo Mondiale, evidentemente non era questo. Ma continuo a pensare che ne vinceremo uno, sì”.

DONNARUMMA AL PSG - “Quando sei così giovane può essere normale sentirsi un po’ più affaticato mentalmente e il giocare e non giocare di sicuro non lo ha aiutato. Errore coi piedi? Gli dirò: “Stai un po’ più attento”. Ci sono volte che non si può: tanto più contro squadre forti come la Germania, in una squadra con compagni così giovani, che non hanno praticamente mai giocato insieme”.

IMMOBILE - "Ci ho parlato a maggio, pensavo potesse essere convocato ma mi ha detto che non stava bene: credo sarebbe venuto, a me non ha mai detto che non verrà più. Per me è l'attaccante che ha segnato di più negli ultimi anni".

SCAMACCA - "Scamacca al PSG è una brutta notizia per un ct? No, no, anzi: glielo consiglierei senz'altro. Giocare all'estero regala esperienza, fa conoscere un calcio diverso, situazioni differenti. Aiuta a crescere. Vieri ha detto che, se Scamacca non fa almeno 20 gol, c'è qualcosa che non va? Ha tutto per essere un grande centravanti e lo sa. Però ci deve mettere qualcosa di più, anzitutto nel carattere: quando il livello si alza, qualità tecniche e fisico ti aiutano, ma non bastano". 

ZANIOLO - "Non so cosa sarebbe meglio per lui, ma deve capire la fortuna che ha avuto, di trovarsi in un lampo nella Roma e in Nazionale. Non può perdere altro tempo e occasioni, non può disperdere il talento che ha”. 

JORGINHO - “Ero sicuro che segnasse: consideravo fuori da qualunque immaginazione che potesse sbagliare all’andata e al ritorno”.

PROBLEMA GOL - “Se servirà, non avremo problemi a cambiare tipo di gioco per favorire gli attaccanti: possiamo valutare anche di giocare con due punte invece che con una centrale e due esterni”.

BALOTELLI - “Prima di giocare con la Svizzera avevamo avuto dieci infortunati, fra cui Immobile: per una partita così, in un momento della stagione faticoso, chiamare Mario ci poteva stare. Ma gli errori si fanno sempre, anche quando le cose vanno bene”.

DIFESA A 3 - “Si può lavorare pure su quella: non si vince per forza con un solo sistema. Ma recuperando Chiesa, e con Berardi in più, si può continuare anche così… Quel che conta è avere gente che giochi ad alto livello e arrivare al gol con il gioco, come abbiamo sempre fatto”.

ROMAGNOLI - "In Nazionale viene chi fa bene: quelli che non ci sono mai stati e quelli che ci sono stati già".

SCALVINI - “Devo dire la verità: io, per l’età che ha, lo vedo semplicemente fenomenale. In difesa e anche a centrocampo”.

GNONTO - “Importante che i ragazzi giochino, molto più che dove. Spero di trovarne altri come lui”.

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