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Stanchezza e nervosismo dietro il brutto avvio di stagione dell'Inter

9 Settembre 2022   Francesco Ciarnelli

Quello attuale è il peggior momento dei nerazzurri da quando Simone Inzaghi siede sulla panchina della Beneamata. Nessuno immaginava un avvio di stagione così negativo per una squadra che l'anno scorso ha conquistato due trofei ed ha lottato per lo scudetto fino all'ultima giornata.


L'Inter è partita molto male in questa stagione, rimediando già tre sconfitte in appena sei match disputati tra Serie A e Champions League. Anzi, ad essere precisi, le tre battute d'arresto sono arrivate nelle ultime quattro partite ufficiali. Persino nelle vittorie sono emersi i problemi evidenti di una squadra che ha abituato a ben altro nelle ultime due stagioni grazie ad intensità e determinazione. Contro il Lecce i ragazzi di Inzaghi hanno trovato il successo solo in extremis grazie al gol di Dumfries su azione d'angolo. Nel successo casalingo ai danni della Cremonese, Handanovic e compagni non sono riusciti a mantenere la porta inviolata risultando troppo molli e superficiali in occasione della rete di Okereke a tempo scaduto. Bisogna invertire subito la tendenza se si vogliono avere le ambizioni tipiche di un team vincente e tutti ne sono consapevoli nell'ambiente nerazzurro.

Cosa filtra dalle prestazioni dei nerazzurri

Gli innumerevoli passaggi sbagliati durante il derby e nel match contro il Bayern Monaco sono il segnale di una tenuta fisica non ottimale, accompagnata da una scarsa lucidità mentale. Non si può pensare di sfornare prove brillanti se le idee del reparto nevralgico sono offuscate da stanchezza e imprecisione. Il rendimento di giocatori come Dumfries, Brozovic, Calhanoglu e Barella sembra essere decisamente calato rispetto alla scorsa stagione. Per non parlare del trio difensivo: Skriniar è reduce da un infortunio che ha rallentato la sua preparazione estiva (oltre ad essere probabilmente distratto dalla trattativa sul rinnovo, con il PSG pronto a garantirgli un super ingaggio a fine stagione); De Vrij è ormai un lontano parente di quello ammirato nel primo anno di Conte; Bastoni è invece irriconoscibile e tutti vorrebbero sapere il motivo. Le riserve D'Ambrosio, Acerbi e Darmian non offrono grandi garanzie e Dimarco adattato da 'braccetto' non convince appieno: un giocatore di spinta come lui sa esprimersi al meglio come esterno a tutta fascia. A questo si aggiunga l'eccessivo nervosismo in campo, troppi gesti plateali e troppi rimproveri tra compagni che non influiscono di certo in maniera positiva e non fanno altro che disunire il gruppo nei momenti difficili delle partite. Simone Inzaghi dovrà lavorare molto su questo aspetto.

Riunione allargata alla Pinetina per ripartire tutti insieme

Ieri mattina alla 'Pinetina', è andato in scena un confronto allargato tra la dirigenza (presenti Marotta, Ausilio, Zanetti e Baccin), mister Inzaghi, lo staff tecnico e i giocatori. Ognuno ha avuto modo di parlare apertamente della situazione attuale per evidenziare cosa non va. L'obiettivo è quello di ricompattarsi e soprattutto ripartire tutti insieme cambiando innanzitutto l'atteggiamento in campo. C'è la piena consapevolezza di poter invertire la marcia sin dall'impegno di domani pomeriggio al 'Meazza' contro il Torino di Juric. Non è il primo periodo di difficoltà da quando c'è il tecnico piacentino: anche durante la scorsa stagione i nerazzurri si sono trovati a rincorrere gli avversari eppure hanno conquistato due trofei e hanno lottato fino all'ultima giornata per lo scudetto. Tutto ciò lo si apprende dal Corsport.

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