Calciatori Ignoranti logo

Viaggio nella crisi dell'Inter: da Lukaku alla fascia sinistra, i motivi del flop nerazzurro

21 Settembre 2022   Francesco Ciarnelli

L'addio di Perisic pesa non poco sulle prestazioni della squadra nerazzurra. Inoltre il ritorno di 'Big Rom' non sta dando i risultati sperati. Vediamo quali sono le principali cause di un inizio di stagione da dimenticare.


L'Inter è in evidente crisi, lo testimoniano le quattro sconfitte stagionali in 9 match disputati, un dato negativo che non si vedeva da tempi immemori dalle parti della Pinetina. Quando qualcosa non va per il verso giusto, addossare le colpe ad un'unica persona sarebbe troppo facile e riduttivo: è questo il chiaro messaggio che ha voluto far passare la Curva Nord nel comunicato dei giorni scorsi. Simone Inzaghi avrà di sicuro sbagliato qualcosa, ma non deve essere la vittima sacrificale. In campo ci vanno i giocatori, apparsi troppo distratti, passivi e nervosi, e ovviamente la rosa è stata costruita dalla dirigenza. Dunque, siamo sicuri che Marotta e Ausilio abbiano svolto un buon lavoro sul mercato?

Lukaku 2.0 non è lo stesso dell'era Conte

In estate la società ha fatto di tutto per riportare all'ombra della Madonnina un giocatore risultato decisivo nella recente conquista del 19° scudetto: Romelu Lukaku. L'obiettivo era quello di ricostruire la formidabile Lu-La assieme al suo amico Lautaro Martinez, ma le cose finora non sono andate come tutti speravano. Il belga ha trovato la prima gioia personale della sua nuova parentesi nerazzurra dopo appena 80 secondi, nella vittoriosa trasferta di Lecce, primo impegno ufficiale della stagione in corso. Successivamente ha giocato poco meno di 70 minuti sia contro lo Spezia sia contro la Lazio, restando a secco di gol. Poi all'improvviso lo stop: un problema all'adduttore che lo ha costretto a saltare gli impegni contro Cremonese, Milan, Bayern Monaco, Torino, Viktoria Plzen e Udinese.

Un guaio muscolare dovuto probabilmente alla sua avventura londinese: con la maglia del Chelsea infatti, è rimasto spesso a guardare i suoi dalla panchina, complice lo scarso feeling con il tecnico tedesco Thomas Tuchel. Tutto ciò deve aver fatto perdere il ritmo partita al giocatore, il quale ha bisogno di giocare il più possibile, considerando la sua stazza imponente. Insomma il bomber trascinatore dell'era Conte, autore di 64 reti in 95 presenze e sempre integro fisicamente, sembra un lontano ricordo. Vedremo se riuscirà ad invertire il trend a partire dalla sfida contro la Roma, quando è atteso il suo ritorno dal 1' minuto, dato che il recupero è ormai quasi completato.

Perisic era un treno, Gosens non ingrana

Un altro evidente problema lo si evince sulla fascia sinistra, rimasta senza padrone dopo l'addio di Ivan Perisic. Per questioni di età e stipendio, la dirigenza ha dato il benservito al croato, trasferitosi a parametro zero al Tottenham, dove ha ritrovato Antonio Conte. La sensazione che Robin Gosens potesse essere l'erede perfetto dell'ex Wolfsburg e Bayern Monaco, è stata presto spazzata via dalle prestazioni negative del tedesco classe '94. Quest'ultimo ha lasciato trasparire una condizione fisica non brillante, forse a causa del doppio infortunio patito negli ultimi mesi trascorsi con la maglia dell'Atalanta addosso. Arrivato a gennaio, ha realizzato un solo gol: il 20 aprile, nel derby di Coppa Italia stravinto 3-0 dagli uomini di Inzaghi. Quest'anno, una buona prova contro il Viktoria Plzen e tantissime insufficienze. L'Inter ha perso la martellante corsa, le reti (55, molte delle quali davvero pesanti e decisive) e gli assist (49) di Ivan 'il Terribile': un motorino inesauribile, un treno ad alta velocità, che incuteva terrore nelle difese avversarie.

Intanto è in programma un nuovo summit ad Appiano Gentile

Nella giornata di domani andrà in scena un summit ad Appiano Gentile tra Simone Inzaghi e i vertici del club. Si tratta già del secondo incontro, infatti l'altro è arrivato all'indomani della doppia sconfitta contro Milan e Bayern Monaco, ma in quel caso erano presenti anche i giocatori. Il tecnico piacentino ha la fiducia della società, non illimitata ovviamente. Alla ripresa ci saranno altri big match contro Roma e Barcellona, pertanto da qui alla pausa per i Mondiali c'è bisogno di una significativa inversione di tendenza per non compromettere ulteriormente la stagione. Si studieranno insieme i piani per uscire dalla crisi, magari cambiando assetto tattico, schemi e interpreti, mettendo da parte coloro che stanno deludendo a più riprese.

Articoli correlati 

cross