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Originals, Amelia: "Dimostrerò il mio valore. Vorrei che la Roma diventasse il nuovo Milan"

30 Giugno 2022   Alessandro Rimi
Marco Amelia

Altro appuntamento con Calciatori Ignoranti "Originals", live ogni settimana sui nostri canali ufficiali Twitch e YouTube: l'ospite dell'ultimo episodio è stato il campione del mondo Marco Amelia che si è raccontato a 360° sul suo percorso da calciatore e, adesso, anche su quello da tecnico. Vittorie, ricordi, sfide, compagni extra-campo, rivelazioni. Ecco l'intervista integrale.

OLIMPIADI 2004 - "È stato qualcosa di diverso dalle altre manifestazioni, sei lì e ti confronti con atleti di grandissimo livello, di tutti gli sport e nazionalità. Trovi solo i migliori. Il calcio nel contesto olimpico si mette alla pari se non a un livello più basso rispetto ad altre competizioni. Mi porterò sempre dentro quel torneo, quel successo all'età di 22 anni"

MONDIALE 2006 - "Prima di partire per la Germania c'è stato qualche problema con il movimento calcistico italiano, con Calciopoli che ha intaccato personaggi che facevano parte della spedizione. Questo non ci faceva pensare di poter arrivare fino in fondo, poi siamo arrivati a Coverciano e lo staff era molto deciso ad andar lì per giocarcela. Ci siamo preparati bene, sapendo che potevamo trovare milioni di difficoltà. Mister Lippi, un condottiero, ti influenzava in maniera positiva. È stato molto bravo in questo. Abbiamo pensato al campo e siamo stati premiati. E poi ci siamo divertiti tantissimo, c'erano giocatori forti: Buffon, Cannavaro, Totti, tutti quelli che venivano dal bronzo olimpico come me, Barzagli, Zaccardo, De Rossi, Gilardino. Un mix perfetto, un gruppo di uomini che stavano bene insieme"

EUROPEO 2020 - "Lo abbiamo vinto meritando, ma quanta fatica abbiamo fatto. Con l'Austria, in finale in uno stadio certamente a sfavore nella sua totalità. Sembrava potesse esserci continuità, invece non siamo andati al mondiale"

FLOP MONDIALI 2018 e 2022 - "Ci siamo fermati al 2006, la vittoria evidentemente non ci ha fatto molto bene. Siamo rimasti indietro sul piano delle strutture, degli stadi, dei centri di allenamento. Molte società di B non hanno strutture per i settori giovanili. Il paragone con le altre nazioni è impietoso. Poi, per storia, abbiamo un calcio che ha sempre pensato a difendere molto bene, esprimendo poi i talenti individuali che fanno la cosiddetta differenza. Negli ultimi quindici anni abbiamo provato a cambiare questa filosofia, copiando la Spagna e il Tiki-Taka. Così però si tralasciano il talento e la libertà di espressione e non a caso oggi pochissimi in Italia saltano l'uomo. Vedo tanta, troppa tattica che ad esempio in Inghilterra è molto minore. Meglio l'esaltazione del singolo. Tornando indietro, avremmo potuto vincere nel 2008 e anche nel 2016 con Conte perché c'erano giocatori che avevano la giocata"

PERCORSO DA ALLENATORE - "Ho iniziato alla Lupa Roma e sapevo delle difficoltà che avrei incontrato, ma è stata una parentesi molto importante come la successiva alla Vastese. Poi vado a Livorno dove esistevano problematiche serie, troppi galli che cantavano. Provai a mettere ordine e quasi non ci riuscivo perché andammo a un passo dal playout che per me ci avrebbe poi portato alla salvezza. Quest'anno sono subentrato a Prato, c'erano lacune tecniche e di organico, ma a un certo punto eravamo quarti con prestazioni straordinarie alle spalle. I ragazzi dopo un po' sono crollati e a dicembre sono venuto via. Prato è una realtà molto bella, può tranquillamente programmare per categorie superiori come la B, ma anche la Serie A. Adesso guardiamo al futuro: non voglio fare la Serie S, ho ricevuto proposte da C che però non ho ritenuto idonee, ho bisogno di un'esperienza che mi faccia crescere a tutto tondo. Con calma dimostrerò il mio valore"

TALENTI SCOPERTI - "Nicolò Cavuoti l'ho scoperto per caso a Vasto: era un ventiduesimo venuto a far numero in un provino per altri Under. Fu il suo talento incredibile però, a 16 anni, che mi fece innamorare. Lo portai in prima squadra, dopo sei mesi fu venduto al Cagliari la cui Primavera l'anno scorso ha tanto brillato. E poi Francesco Nunziatini che oggi è all'Inter, Federico Caia del Verona, il portiere Filippo Neri che fa il terzo a Venezia ed è un 2002. Cerco sempre di intravedere la prospettiva nei giovani, magari influenzati dai procuratori e dai genitori che non sempre mostrano il giusto atteggiamento, ma anche da allenatori che faticano a relazionarsi con i ragazzi. Alcuni giovani reggono la pressione e il confronto con il top level, altri invece no"

BOTTA-RISPOSTA - "C'è un po' di Lippi nell'Amelia allenatore? Assolutamente sì. I compagni che mi porterò sempre dentro? Zaccardo con cui ho un ottimo rapporto, Acerbis che era il mio secondo a Livorno, Mezzanotti che è un fratello maggiore, Nocerino con cui ho condiviso le esperienze nel Palermo e nel Milan, El Shaarawy l'ho visto crescere al Genoa e poi ci siamo ritrovati a Milano: un fratello minore. Chi mi ha lasciato di più umanamente e tecnicamente? Clarence Seedorf, persona e calciatore impressionante, sapeva tutto di tutto, parlava 6 o 7 lingue, lasciava sempre qualcosa di costruttivo, un'intelligenza fuori dal comune. Ma anche Kakà, un ragazzo d'oro. E poi Totti, Protti che mi ha colpito molto come persona. Il calciatore italiano più forte di tutti i tempi? Baggio. L'italiano con cui ho giocato? Ne dico due, Totti e Del Piero, incidono alla pari anche se sono diversi. Il calciatore più forte e completo al mondo? Facile dire un attaccante, ma scelgo Thiago Silva che ancora oggi incide tantissimo. Ci ho giocato al Milan, non viene considerato tra i più forti difensori della storia, per me è il più forte che abbia mai visto: è straordinario, ancora adesso, nonostante i suoi anni. Mi piacerebbe poi tornasse al 100% Eden Hazard che avvicino molto a Messi e CR7: ai tempi del Chelsea ha fatto e ho visto cose pazzesche. L'allenatore più completo? Ho avuto Mourinho al Chelsea che entra nel cervello come pochi, poi dico Lippi che in Nazionale mi ha colpito fin da subito. Chi vince la Serie A 2022/23? Mi piacerebbe che la Roma tornasse a vincere e diventasse il nuovo Milan. Se non i giallorossi, mi auguro lo rivinca il Milan. Chi vince il prossimo Mondiale? Germania. Chi vince il prossimo Europeo? Sono troppo nazionalista, siamo indietro ma le nostre Under 17, 18 e 19 hanno ottimi talenti e secondo me nei prossimi anni si può far bene con la Nazionale maggiore. Detto questo, Germania e Francia hanno troppa continuità".

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