PALLONI D’ORO ALLA CARRIERA


Assegnare il Pallone d’Oro comporta onori ma anche oneri. Nell’albo dei vincitori figurano alcuni tra i migliori calciatori di tutti i tempi, ma anche meteore e nomi inaspettati, se non addirittura giocatori non meritevoli di questo prestigioso riconoscimento. E se ci mettessimo a stilare una lista di tutti i fuoriclasse di questo gioco che non hanno mai ricevuto l’ambito premio, il nostro cervello andrebbe in totale confusione.

Eppure, il numero di calciatori che hanno lasciato un segno indelebile in questo sport senza vincere il Pallone d’Oro è veramente elevato. Molti di loro meriterebbero un premio postumo, una sorta di “Pallone d’Oro alla carriera”, un risarcimento per non aver avuto la possibilità di conquistare prima il più grande riconoscimento individuale per un giocatore.

Tra i 10 nomi che seguiranno, non figurano i fenomeni sudamericani che, per le regole pre-1995, non potevano partecipare alla corsa. Niente Maradona o Pelé, per intenderci. L’elenco tiene conto sia della carriera che questi giocatori hanno avuto, sia della reale possibilità di vincere un Pallone d’Oro in una o più edizioni. Una selezione ambiziosa, che potrebbe non mettere d’accordo tutti per l’esclusione di un giocatore o l’inclusione di qualcun altro meno meritevole.

Menzioni d’onore

Prima di iniziare con la lista vera e propria, vanno però fatte alcune menzioni d’onore per Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Franck Ribery e David Beckham. La leggenda della Roma arrivò quinto in classifica nel 2001 e decimo nel 2007, ma non ha trovato posto nell’elenco principale perché non ha mai avuto realmente la possibilità di vincere un Pallone d’Oro, in quanto i risultati di squadra lo hanno penalizzato negli anni. Gli altri tre, invece, non sono andati lontani dal centrare il bersaglio grosso, ma non rientrano nella classifica perché già ampiamente menzionati, come parte lesa, nei “Palloni d’Oro immeritati”.

Gianluigi Buffon

C’è poco da dire, Buffon è stato il miglior portiere per rendimento e costanza del nuovo millennio. Ci sono stati singoli anni in cui altri colleghi sono stati più forti (Dida, Cech, Julio Cesar, Casillas, Neuer), ma quello che lo differenzia dagli altri è che il suo livello non è mai calato. Come se non bastasse, nel 2006 è andato veramente vicino a vincere il Pallone d’Oro, finendo secondo in classifica dietro al suo capitano nella Nazionale italiana, Fabio Cannavaro. Secondo alcuni, meritava di essere il secondo portiere, dopo Lev Jasin nel 1963, a dover conquistare il premio.

Oliver Kahn

Prima dell’esplosione di Buffon, il migliore al mondo era lui, l’estremo difensore di Bayern Monaco e Germania. E sempre prima di Gigi, è il portiere che più è andato vicino a vincere il Pallone d’Oro, arrivando terzo per due volte consecutive. Se nella contestata edizione del 2001 Kahn si piazzò dietro a Owen e Raul, nell’anno successivo proprio un suo grave errore nella finale del Mondiale di Corea e Giappone gli costò un premio che sembrava ormai essere nelle sue mani. Come il pallone su cui Ronaldo Il Fenomeno (e chi se no?) si avventò, spianando la strada alla vittoria del Mondiale per il Brasile e del Pallone d’Oro per lui. Il calcio è spesso questione di dettagli.

Paolo Maldini

È stato recentemente inserito nel Ballon d’Or Dream Team, la formazione dei migliori 11 giocatori di sempre. Unanimemente considerato tra i più forti difensori della storia, ha vinto tutto con il Milan (soprattutto 5 Champions League), di cui è stato per anni capitano. Ma allora, come ha fatto Paolo Maldini a non vincere il Pallone d’Oro? Forse solo sfortuna, malgrado sia arrivato due volte terzo (nel 1994 e nel 2003), perché ci sono difensori meno forti e celebrati di lui che sono riusciti a vincerlo, magari in anni in cui la competizione era meno serrata. Un premio mancato che di certo non ridimensiona la carriera di una leggenda italiana e mondiale.

Andres Iniesta

L’edizione del 2010 grida ancora vendetta. Secondo in classifica, malgrado il Mondiale vinto con la Spagna, con tanto di goal decisivo in finale. La carriera di Iniesta, però, non si riassume solo in quell’anno, ma va oltre i limiti del comprensibile. Un giocatore unico e inimitabile, probabilmente il miglior centrocampista del nuovo millennio, il cui rendimento è calato solo quando il peso dell’età ha iniziato a farsi sentire. Ma prima è stato uno spettacolo di magia continuo, targato “Illusionista”.

Xavi Hernandez

Senza di lui il famoso e vincente tiki-taka del Barcellona di Guardiola e della Spagna di Del Bosque non sarebbe mai potuto diventare realtà. Un geometra prestato al calcio, nella sua carriera ha sprecato così pochi palloni che potrebbe essere definito il giocatore più “green” della storia di questo gioco. Scherzi a parte, è stato il tassello perfetto per un calcio irripetibile, il gemello di Iniesta, compagno e amico con cui ha condiviso e vinto tutto. Centrocampista forse meno appariscente di altri, ma mai banale e scontato, tanto da piazzarsi terzo nella classifica del Pallone d’Oro per ben tre anni consecutivi, dal 2009 al 2011.

Zlatan Ibrahimovic

Cos’hanno in comune Xavi, Iniesta e Ibrahimovic? Non aver vinto il Pallone d’Oro perché contemporanei ai due fenomeni degli ultimi 15 anni: Messi e Cristiano Ronaldo. Lo svedese, in realtà, non è mai andato veramente vicino a conquistare l’ambito premio, arrivando al massimo quarto nel 2013, ben lontano dai primi tre. Ma da quando sulla Terra sono atterrati i due marziani, le regole del gioco sono cambiate. Essere uno dei migliori cinque attaccanti del nuovo millennio (l’ordine sceglietelo voi) non è bastato per vincere il Pallone d’Oro, e i risultati di squadra non lo hanno aiutato. Avesse giocato in un’epoca diversa da quella di CR7 e Messi, probabilmente ne avrebbe conquistato almeno uno.

Thierry Henry

Se dovessi descrivere con una frase che giocatore fosse Henry prenderei in prestito le parole di Massimo Marianella. Un giocatore sublime, di grande classe e freddezza, che non era riassumibile nella sola categoria di attaccante, essendosi destreggiato egregiamente da 9, da 10, da 11, in qualsiasi posizione offensiva. Nel momento migliore della sua carriera è andato vicino a vincere sia la Champions League sia il Mondiale (nello stesso anno) e un pizzico di buona sorte in più gli avrebbe regalato un Pallone d’Oro più che meritato per la straordinaria carriera che ha avuto. Purtroppo per lui, “Titì” si è dovuto accontentare di un secondo posto nel 2003, dietro a un Pavel Nedved in formato mostro, e della terza piazza nel 2006.

Raul Gonzalez Blanco

Come ha fatto il leader (nonché bomber) del Real Madrid, vincitore di tre Champions League in cinque anni tra il 1998 e il 2002, a non conquistare un Pallone d’Oro? Ancora oggi è una domanda che rimane un mezzo mistero. Forse la risposta va ricercata in un approccio diverso, in passato, alla votazione per il premio, che prendeva meno in considerazione i trofei vinti. Fatto sta che Raul è stato uno dei migliori e più implacabili attaccanti a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, e probabilmente un Pallone d’Oro lo avrebbe anche meritato. Magari quello del 2001, in cui arrivò inaspettatamente secondo, dietro al giovanissimo Michael Owen.

Frank Lampard

Centrocampista leggendario, tra i più prolifici di sempre, è il simbolo della parabola del Chelsea, passata da essere una buona squadra in Premier League a entrare nell’élite del calcio mondiale in questo millennio. Frank Lampard ha segnato una generazione ed è andato vicino a vincere il Pallone d’Oro nel 2005, arrivando secondo dietro a Ronaldinho. Nella sua carriera ha vinto anche una Champions League da protagonista, nel 2012, oltre a tanti altri titoli. Che però non gli sono bastati per conquistare il più ambito premio individuale nel calcio.

Steven Gerrard

Il dualismo con Lampard è tra i più complicati da risolvere per gli appassionati di calcio. Perciò li abbiamo inseriti entrambi in questa speciale lista. L’anno in cui avrebbe potuto vincere il Pallone d’Oro era il 2005, quando guidò il Liverpool nella storica rimonta nella finale di Istanbul contro il Milan e si consacrò al mondo del calcio come uno dei migliori centrocampisti della sua epoca. La vittoria da leader della Champions League gli valse solo il terzo posto, ma la carriera di Gerrard avrebbe meritato sicuramente qualche riconoscimento in più.


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