Partite romanzo: Barcellona- PSG 08/03/17


Questa non è una partita. Questa è storia. E non è un modo di dire, perché la storia finisce per essere trascritta, diviene lessico ricolmo di significato. E in questo caso, la parola che apre alle menti questo scontro è “Remuntada”. Un termine ben noto ai catalani, un po’ meno ai francesi, i quali hanno dovuto aggiornare i loro dizionari per non esserne più impreparati.

Cominciò tutto il giorno di San Valentino del 2017. Quel pomeriggio ero indeciso se, essere amareggiato per via di una serata senza alcun prospetto femminile, o essere eccitato in vista della coppa delle coppe, la Champions League. Optai per la seconda opzione, in fondo costa meno e potrebbe concedere le stesse emozioni. Poi se parliamo di un’andata di ottavo di finale tra PSG e Barcellona, altro che lume di candela…

Le aspettative, come sapete, non furono deluse. Quel 4 a 0 a favore dei parigini fu il primo passo verso la storia. Al triplice fischio il pensiero di qualsiasi tifoso era già proiettato all’ 8 marzo. Tutti eravamo consci del fatto che il Barcellona avrebbe tentato la rimonta, ma nessuno avrebbe mai potuto pronosticare il reale percorso di quella partita.

Le settimane volarono veloci come un battito di ciglia, e fu subito Barcellona- Paris San Germain. Rileggere le formazioni di quella sera renderebbe espressivo anche sua compostezza Andrea Pirlo.

I padroni di casa, guidati da Luis Enrique, scendono un tantino tendenti all’attacco, con un 3-4-3 tipico di ogni fantacalcio senza bonus difesa.

Squadretta niente male, bravini tutti… ma dall’altro lato c’è chi è stato capace di fargliene quattro. Il PSG, guidato da Unay Emery, scende in campo con il 4-3-3.

L’arbitro tedesco Aytekin è pronto a rompere l’attesa. Si comincia. Possesso Blaugrana.

Le inquadrature iniziali si focalizzano subito su Lionel, per poi seguire su Cavani, causando negli spettatori un’ebollizione emozionale dopo pochi secondi di gioco. Le intenzioni dei Catalani sono subito messe in chiaro, con il trio difensivo che si alza oltre la linea della metà campo. I primi attimi sono una visuale di maglie bianche addensate nella propria area, con una serie di piccolini dai piedi di cristallo che provano l’imbucata. E basta poco che…

3’- Rafinha crossa dalla sinistra un pallone che gira come dovrebbe girare un pallone in Champions, la sfera vien colpita da Marquinhos che crea un campanile sul quale, per qualche strana ragione, nessun difensore si fionda, e Suarez non perdona!

Barcellona 1- PSG 0.

La tecnica in campo è tantissima, tanto che per vedere una ciabattata dobbiamo aspettare il decimo minuto. Ovviamente si, la ciabattata è di Mascherano, che la prova con un tiro al volo dal limite… (momento ardente della gara) Attenzione però perché nell’azione successiva è ancora lui protagonista, questa volta finalmente nell’area di rigore blaugrana. Draxler lo punta e prova il cross basso… Il difensore si stende e tocca molto probabilmente la palla con il braccio. Si, è con il braccio. (Questo oggi lo davano)

L’assenza del Var concede solo un angolo per i parigini.

Il processo di digestione dei tifosi di casa aumenta vertiginosamente ogni qual volta i francesi toccano palla. Un goal subito sarebbe un colpo di grazia.

Si prosegue a ritmi altissimi e al tredicesimo minuto Draxler vede davanti a se Messi con tanto campo, e ovviamente, come fifa insegna, lo abbatte. Giallo per il tedesco. La situazione si frizzantizza, con Mascherano e Cavani che si aggettivano le mamme a vicenda… (momento chiave del match)

Il vero artista di questa partita non è ancora pervenuto. Artista vero, perché quello che farà oggi Neymar in campo sarà regalarci fotografie di calcio. La prima la scatterà al 17esimo minuto. Rafinha lo trova con un cambio gioco niente male, O’Ney, in posizione defilata, prova un tiro dalla distanza che, se fosse entrato, tutti i presenti in campo dovevano stringergli la mano, arbitro compreso. Che spettacolo.

Non solo tecnica, anche tanta aggressività. I momenti di tensione sono frequentissimi e i gialli non tardano ad arrivare. Ma la partita è in mano al Barca. La prima occasione per il PSG arriverà allo scoccare della mezz’ora, con un tiro velleitario di Lucas che, finalmente, è senza l’ombra di Umtiti alle spalle. Unico cenno d’attacco francese, i catalani invece sono incontenibili…

40’- Neymar da Silva Santos Júnior inventa per Suarez, il quale imbuca per Iniesta in area di rigore. A difesa c’è Marquinhos che, con un pasticcio, fa passare il pallone a Don Andres. Colpo di tacco dello spagnolo. Kurzawa, con un gesto tecnico meno sensato di Enock al “Grande fratello Vip”, butta la palla in rete. Grande combo difensiva del PSG.

Barcellona 2 – PSG 0.

Non oso immaginare cosa possa sentire un tifoso in un contesto del genere. Il primo tempo termina con tutti gli uomini blaugrana nella porta presidiata da Trapp. Il Paris sogna la pausa come uno studente attende la campanella dell’ultima ora. Per fortuna arriva.

Fine primo tempo.

Si riparte in grande stile, con la seconda ciabattata della gara. Questa volta l’autore è Draxler, con una conclusione imprendibile perfino per la signora del sesto piano. Bruttissimo gesto. Il Barca sa che sono minuti decisivi per rendere la remuntada realtà. E infatti…

49’- Iniesta imbuca per Neymar, che prende in controtempo Meunier. Il belga realizza che l’unico modo per fermarlo è tuffarsi su di lui tipo la Cagnotto alle Olimpiadi. Lo fa. Rigore Barcellona. Netto quanto una casa.

Ovviamente sul discetto ci va l’Argentino da Rosario. Trapp coglierà l’angolo giusto, ma il tiro è troppo potente.

Barcellona 3- PSG 0.

L’impresa sembra vicinissima. Un goal per rimettere le squadre in parità e ancora un tempo da giocare. Adesso cambia tutto. Il Paris non può permettersi di attendere quei pazzi scatenati nella propria area, deve andare alto, ma non è facile. Siamo al 50esimo e Lucas è davvero stanco di giocare contro Umtiti, lo scontro ricorda a tratti Davide contro Golia. I sostenitori francesi mostrano espressioni facciali di un’amarezza che… paloooo Cavanii! Al 53esimo el matador ricorda che un goal può definitivamente chiudere i giochi. (Qualcuno probabilmente non reggerà la serata, un po’ come quando si mischia vino e gin tonic).

I parigini son guidati da una forza passionale, è palpabile in ognuno di loro. Il Barca attacca e il tecnico Emery carica i suoi come un padre caricherebbe il figlio al primo appuntamento. Una propulsione d’energia che i francesi sapranno cogliere grandiosamente. Inaspettatamente…

62’- Verratti su calcio piazzato lunghissimo a cercare Kurzawa, che sponda in area per lui che segna sempre, ieri, oggi e domani. Goal fantastico di Edison Cavani che spacca la porta.

Barcellona 3- PSG 1

Impazzisce la panchina e impazziscono i tifosi, son certi di aver messo un punto esclamativo alla gara. Nel mentre si può scorgere Luis Enrique fare i conti alla calcolatrice per capire quanti goal occorre fare ora per passare. Al 65’ la regia mostra l’espressione del tifoso blaugrana consapevole che i goal necessari sono ben tre.

Il Barca è decisamente colpito e rischia ancora tantissimo. La partita si incattivisce ulteriormente a discapito del gioco, continuamente interrotto. Con moltissima calma il match inizia a instradare il percorso della storia. Nel momento esatto in cui questo avviene, nessuno sospetta ancora nulla. E’ il minuto 76. Esce Rafinha, entra Sergi Roberto.

L’orologio segna 80 minuti e la partita pare segnata, con un PSG chiuso e un genio catalano non più brillante come nelle fasi precedenti della gara. Non solo, gli attimi decisivi dipendono ancora dai parigini, che al minuto 85’ hanno un’occasione clamorosa con Di Maria, entrato al posto di Lucas. L’argentino è solo davanti al portiere. Sono secondi infiniti per chi guarda, per chi commenta e per chi gioca. Ter Stegen è semplicemente sontuoso. Il Barca galleggia ancora.

88’- Il minuto della svolta. Punizione per i padroni di casa da una posizione forse un po’ troppo defilata sulla sinistra. Avete presente il fotografo di calcio? Bene, qui è riduttivo descriverlo così. Neymar pennella una traiettoria che non può essere ripetuta da quanto è bella. Secondo alcuni studi, la visione di questo calcio di punizione prima di andare a letto stimola sogni gradevoli e rilassanti.  

Barcellona 4-PSG 1

Un goal simile farebbe crollare qualsiasi stadio, eppure l’esultanza è fiacca, pare che ormai non ci creda più nessuno. Ma può bastare un attimo per riaccelerare il battito di centomila persone.

90’- Palla deliziosa di Messi a pescare Suarez, toccato da un disastroso Marquinhos. Calcio di rigore Barcellona. Non mi permetterei mai di rovinare l’epicità del momento, ma qui forse il Var una mano l’avrebbe data. Rigore dubbissimo ma ormai concesso. O’Ney, dopo aver messo quel cioccolatino in porta ha capito che è la sua partita, al punto da prendersi la responsabilità al posto di un certo Lionel Messi. Va sul dischetto, rincorsa alla Zaza e spiazza il portiere.

Barcellona 5- PSG 1.

Sta succedendo di tutto. Di tutto. Serve solo un goal e voglio soffermarmi subito su quell’azione. Al 94’ la fotografia che sta per scattare il solito Neymar è l’immagine simbolo della “remuntada”. Perché si, il goal è di Sergi Roberto, ma quello che fa il brasiliano è da strapparsi i capelli. Che fosse bravo con i piedi nessuno lo ha mai messo in discussione, ma prendersi il lusso di fare una finta prima di crossare a zero minuti dalla fine è pazzia pura. Qualunque altro umano sano di mente avrebbe buttato la palla al centro senza guardare. Lui no. L’unico che mi viene in mente con lo stesso livello di schizofrenia è un certo Andrea Pirlo, in un’altra partita romanzo… ma questa è un’altra storia.  Lo scavetto per Sergi Roberto è delizioso, più di una fotografia, più di un dipinto. E’ il calcio, come direbbe un certo Daniele Adani.

La reazione dei tifosi. Continuate a dire che è solo uno sport…

Barcellona 6-PSG 1.

La “remuntada” è completata. La storia è stata scritta.

Abasciá Domenico


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