Partite romanzo: il goal fantasma di Sulley Muntari


MILAN-JUVE. (SERIE A 2011/12)

Leggende popolari narrano che questa partita abbia segnato, per la squadra rossonera, l’inizio della fine. Altre voci di corridoio affermano che, se quel famoso goal fosse stato convalidato, oggi sarebbe stato il Milan a perdere con il Porto in Champions. Si parla, ovviamente, del goal fantasma di Sulley Muntari. Un evento leggendario, che ha creato un universo parallelo a cui i Milanisti pensano spesso.

Alle 20.44 di quel 25 febbraio 2012 neanche il più creativo dei tifosi sa quello che gli aspetta. Un paesaggio d’ansia e terrore affaccia alla finestra di milanisti e juventini per questa sfida, definita ai tempi “finale scudetto”. E’ uno scenario elettricamente carico già di per sé. Se poi ci aggiungi sulle panchine due personaggi sobri e ricchi di stima reciproca come Antonio Conte per la Juve e Massimiliano Allegri per il Milan, si rischia seriamente di cadere nell’epica. Ripercorriamo le due formazioni, leggerle rende bene l’idea degli anni passati.

I padroni di casa scendono in campo con il 4-3-1-2.

  • Tra i pali l’iconico Christian Abbiati,
  • I centrali sono Thiago Silva e sua calmità Philippe Mexes. (Una coppia difensiva dalle buone maniere insomma.)
  • Terzino destro Ignazio Abate, terzino sinistro Luca Antonini.
  • Mezz’ala destra il magnifico Nocerino. Alla sua sinistra colui che ancora non sa che sta per passare alla storia, Sulley Muntari. Centrale l’olandese Van Bommel.
  • Dietro le punte, ad inventare calcio, un giocatore molto amato dai suoi tifosi, tanto che in un’intervista nel 2016 dirà: “non credo di essere così scarso, pur se negli ultimi anni molti hanno ritenuto il contrario”. Sto parlando, ovviamente, di Urby Emanuelson.
  • Li davanti è un attacco di piccolini: da un lato uno dei più grandi rimorsi del calcio europeo, Alexandre Pato. Dall’altro abbiamo l’incredibile Robson De Sousa Santos, meglio noto come Robinho.

Tutti nomi pesantissimi, da Antonini a Van Bommel, ma anche l’undici juventino non scherza. La squadra si presenta a San Siro con il 3-5-2 Contiano.

  • Tra i pali Gianluigi Buffon.
  • Linea difensiva composta dalla storica “BBC”, Barzagli, Bonucci, Chiellini.
  • A centrocampo abbiamo tutto ciò che serve. Il picchia duro Arturo Vidal, il tutto fare Claudio Marchisio, il disegnatore di calcio Andrea Pirlo.
  • Sulla fascia sinistra spunta un nome che potrebbe causare emozioni forti, non saprei dirvi quali con esattezza, contrastanti sicuramente. Sto parlando di Marcelo Alejandro Estigarribia.
  • Sulla fascia destra invece, serio e puntuale, lo svizzero Stepan Lichtsteiner.
  • Per finire un attacco tutto italiano. Fabio Quagliarella, Marco Boriello.

Tagliavento è pronto a sancire l’inizio della battaglia.

20.45: Si comincia.

La partita inizia con il possesso Juve e dopo solo 41 secondi s’ammira un Pirlo che accarezza il pallone per Quagliarella, il quale esordisce con un tiro meno convincente dell’attuale situazione economica italiana. Si presentano i primi personaggi dello spettacolo. Se dovessimo spiegarlo in termini anatomici, Pirlo appare subito sia cervello che cuore pulsante dell’apparato. Quagliarella invece sembra in difficoltà come un fegato colpito da sei/sette gin tonic…

E’ noto dai primi istanti del match che la fascia destra sta per regalarci uno scontro esplosivo, frizzante, magico. Parlo ovviamente della sfida Abate-Estigarribia. Incredibile la quantità di tifosi che si aspetta champagne da questo duello…

La gara inizia con un pronosticabile equilibrio, provocando subito ingiuriosi epiteti toscani da parte di Allegri. Così, impaurito, al sesto minuto, Robson De Sousa Santos anche detto Robinho parte con il primo tacco della sua partita, lo stadio inizia ad accendersi e il Milan ad attaccare. Qualche istante più tardi il brasiliano servirà Emanuelson sulla lunetta dell’area, il quale, ha l’opportunità di farsi notare con la così detta “banana”. Lo fa. Perde palla.

La Juve pare in difficoltà, ma non dimentichiamo che oltre ad avere cervello e fegato, i bianconeri possiedono anche una muscolatura non indifferente: il suo nome è Giorgio Chiellini, che all’ottavo minuto anticipa Pato con la stessa delicatezza di Sgarbi nel dialogo con la Mussolini. La fisicità sarà uno degli elementi portanti di questa partita. Fattore intuibile al minuto tredici, quando sugli sviluppi di un angolo per il Milan si scontreranno Mcgregor e Khabib in… ah no… sono Mexes e Chiellini… sisi sono loro.

La Juve non riesce ad uscire dalla propria metà campo, i rossoneri pressano con veemenza, finché…

14’-  Leonardo Bonucci, come da consueto, prova ad impostare dal basso, ma viene ipnotizzato dal fascino brasileiro di Robinho e sbaglia il passaggio, concedendo la sfera all’ex Madrid. Quest’ultimo lascia fare, saggiamente, alla Noce Atomica Nocerino che tira dai venticinque metriiiii NOCERINOOOO!!! Deviazione decisiva di Bonucci, che in quest’azione fa più danni della grandine, e palla in rete!   MILAN 1. JUVE 0

Lascerei ai lettori la descrizione anatomica di questo pasticcio di Bonucci… Potrà forse aiutarvi nell’individuazione dell’immagine la classe sopraffina di Estigarribia, che risponde subito al danno rossonero con un cross capace di finire direttamente in rimessa laterale. (Gran momento della partita)

Lo scontro diventa sempre più frizzante. Chi ha la sfortuna di non essere allo stadio, ha la fortuna di cogliere i momenti più emblematici della partita con primi piani e vari punti di ripresa. Al 23esimo la regia ci omaggia con il replay del precedente tiro di Vidal, in particolare dell’esatto momento in cui il pallone devasta l’apparto riproduttivo di Thiago Silva… Sta succedendo di tutto.

Espressione che tutti noi possiamo sia vedere che sentire…

MINUTO 24- Si sta per scrivere la storia.

Robinho dal corner tocca per Emanuelson che crossa, palla deviata verso Mexes che è solo al centro dell’area di rigore… Buffon miracolo incredibile riesce a toccare… La palla rimane lì! E lì c’è anche Sulley Muntari, che spinge la sfera di testa a qualche centimetro dalla linea di porta. Il ghanese si gira ed inizia ad esultare… e con lui tutti i tifosi. Sono attimi di adrenalina. Buffon recupera il pallone, ancora non è comprensibile se sia entrato o meno, e fa ripartire la Juve.

Eccoci al momento in cui la partita è entrata nell’epica storica.

Quella dannata inquadratura. E’ troppo palese. E’ goal. O meglio, era goal. Ecco l’attimo in cui il milanista medio ha creato il suo universo parallelo. Un universo in cui quel goal è stato convalidato. Un universo in cui sarà il Milan a vincere quel campionato, in cui sarà il Milan a giocare nel 2015 in finale con il Barcellona, in cui sarà il Milan a perdere a Cardiff, in cui sarà il Milan a vincere novi campionati di fila. Tutto questo, come ben sappiamo, non accadrà mai. Il goal fantasma di Muntari, ancora oggi, è in grado di richiamare alla mente tutto questo.

Dalla panchina si alzano a protestare un po’ tutti. Ambrosini e Pippo Inzaghi in prima linea… ma attenzione perché l’anticipo di Abate su Estigarribbia porta tutti a ricomporsi e ad essere moniti al campo.

I rossoneri, ancora poco consci di quanto accaduto, paiono non essere stati intaccati dal chiaro errore arbitrale e dominano il campo. I primi 45 minuti proseguiranno con molte palle perse, una punizione inguardabile di Thiago Silva, una rasoiata pericolosa di Van Bommel, un altro cross sbagliato di Estigarribia, Pirlo che smista palloni e Allegri che impreca qua e là.

SECONDO TEMPO.

SI riscende in campo più sereni, il primo tempo ha creato già molte tensioni tra le due squadre. Ci si affida alla maturità e diplomazia dei giocatori affinché si evitino spiacevoli situazioni…

Manco dieci secondi che Philipphe Khabib Mexes colpisce con un pugno il fino ad allora inesistente Marco Boriello. L’assenza in campo di una tecnologia anti-ganci lascierà impunito il difensore milanista. Ora ogni contrasto ricorda un po’ le valanghe in alta montagna. Per occhi abituati al calcio contemporaneo pare di guardare un fight club.

Attenzione perché al minuto 52’ prova ad accendersi El Shaarawy, da poco entrato per Pato. Con un dribling ubriacante prova ad imbucarsi in area avversaria, poi serve Robinho al limite e Vidal!! Intervento sulla linea rischiosissimo… che forse ricorderà qualcosa al tifoso interista. Tutto regolare… (Se ai tempi ci fosse stato il Var le parite finivano tutte sette contro sette)

L’assetto juventino, dopo essersi privato dell’intelligenza calcistica di Estigarribia per Simone Pepe, vede l’ingresso di Mirko Vucinic, Fuori Boriello. Brutta giornata per lui, 53 minuti giocati e un cazzotto subito da Mexes.

La battaglia sembra placarsi per un attimo, con una fase della partita un po’ inconcludente. Tante palle perse e pochi spunti. Possiamo ammirare un bel ammaccamento tra Van Bommel e Vucinic al 62’. Ancora una volta tutto regolare. La Juve conta sulla sua strapotenza fisica per alzarsi, con un Chiellini versione Roberto Carlos che sale e spinge sulla sinistra. I ritmi paiono ribaltati rispetto alla prima frazione di gioco. Qualche ripartenza del Milan a parte, ora è la Juve che attacca. Più i minuti passano, più pare che la qualità di tocco da parte dei torinesi aumenti, tanto che al 71esimo minuto Giorgio Chiellini ha quasi completato la trasformazione in Cafù e salta Nocerino con uno scavetto garbatissimo da guardare.

Per dare un po’ di piccante allo scontro la regia ci regala un’altra immagine da incorniciare. Zambrotta, Pippo Inzaghi e un Gattuso in borghese, dall’aspetto loschissimo, osservano e commentano la partita. (Sto avvertendo un senso di malinconia…)

IL Milan si palesa a fatica, prima con una svirgolata al volo di Nocerino che manco io con il Super Santos sulla spiaggia, poi con un Robson De Suoza Santos Della Rosa Ramirez Del Mar anche detto Robinho, che quest’oggi pare meno pericoloso delle forbici con la punta arrotondata.

Siamo nelle fasi finali e pare proprio che stia cominciando la parte alpha della gara: palle alte e tante mazzate. Ma attenzione perché al 78esimo minuto Pirlo finta su Muntari, poi serve nello spazio Mirko Vucinic, attaccato ruvidamente da Mexes… resiste e serve tra le linee Matri da poco entrato che si gira e goal!! MITRA MA… Annullato. Fuorigioco.

Ottimo lavoro del guardalinee quest’oggi, che riesce a non azzeccarne neanche una. Anche qui il replay risolve i dubbi. Goal regolare non assegnato alla Juve. (Così, per rendere la partita un po’ più tesa che ci stavamo annoiando). Al minuto 80 Conte è palesemente agitato. La sua squadra spinge e…

82’– Pepe crossa al centro per MATRIIIIIIIII!!!!! Tiro al volo bellissimo di MITRA MATRI che trafigge Abbiati.

MILAN 1-JUVE 1.

Ora manca soltanto che qualcuno venga espulso ed è successo davvero di tutto. 87’- VIDAL ESPULSO per aver falciato senza sè e senza ma il povero Van Bommel.

Conte sta per sclerare. Allegri chiama la calma… poi dalla panchina lo calmano a sua volta.

La partita termina con l’inquadratura di Clarence Seedorf tutto ben vestito in tribuna che si gode una rilassante conversazione su quanto appena visto.

Triplice fischio di Tagliavento. MILAN 1-JUVE 1.

E’ chiaro a tutti che questa partita sarà molto più lunga dei novanta minuti regolamentari. La rissa a fine partita non è stata neanche una sorpresa, anzi, alla Snai forse quotava 1,01. E’ da subito pronosticabile un caos mediatico nei giorni successivi. Una tempesta di polemiche per quel goal grande quanto una casa non dato, che è necessario spegnere sul nascere. Così Buffon, parlò ai microfoni, dicendo:

“… e se me ne fossi reso conto, sono onesto nel dire che non avrei dato una mano all’arbitro. Lo dico in maniera molto serena e spassionata. Confermo però che in campo non me ne sono reso conto”

Frase forse più evitabile del “bidone della spazzatura al posto del cuore”. Il capitano della nazionale decide di buttare un po’ di benzina sul fuoco e aiutare il goal fantasma di Muntari a rimanere indelebile nella storia.

Una partita iconica, che andrebbe fatta rivedere a tutti gli scettici sull’utilizzo delle tecnologie in campo. Una partita, più in generale, cui consiglio la seconda visione per quegli amanti del vecchio calcio: un calcio fisico, estremamente sentito, estremamente bello da vedere e in grado di regalarci momenti degni del miglior poema epico, come il goal fantasma di Sulley Muntari.

Abascià Domenico


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