“Pirlolandia”: cosa è andato storto?


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La prima avventura da allenatore di Andrea Pirlo è indimenticabile, ma non nel senso che si auguravano i tifosi bianconeri. Sembra passata ormai una vita da quando un noto giornale torinese intitolava il suo arrivo in modo “pirlotecnico”, insieme al sobrio “Pirlolandia” della Rosea. Tutto ciò lasciava immaginare cose ben diverse rispetto alle fatiche di campionato e Champions League.

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Ma è stato davvero un fallimento il suo? Oppure le colpe colpiscono principalmente i piani alti della società bianconera, che negli ultimi anni hanno compiuto scelte di mercato troppo conservative (parecchi i giocatori presi a parametro 0), non all’altezza del peso di questa maglia. Il centrocampo non è sicuramente opera di Pirlo: è il reparto che ha mostrato più lacune, se confrontato con quelli delle finali di Champions e degli scudetti in carrozza.

Il DS Fabio Paratici, dopo la nomina di Pirlo, definiva questa nuova avventura un territorio inesplorato. Già da queste parole si può intuire che non potesse aspettarsi una stagione da record, bensì di avviare un progetto a lungo termine che prevedesse inevitabili alti e bassi. D’altro canto, la pazienza non è mai stata una virtù nel DNA dei bianconeri, per cui “vincere è l’unica cosa che conta”. Aspettare qualche anno per vedere la Juve tornare ai vertici potrebbe rivelarsi un insopportabile harakiri, viste le lussuose abitudini coltivate negli ultimi 9 anni.

Una luce toscana in fondo al tunnel?

Tra i tifosi bianconeri continua a spuntare fuori il solito nome, il tecnico che giustificava con i risultati un gioco pragmatico e poco spettacolare: il matrimonio perfetto che coniugava la voglia di vincere dei tifosi e della società: Max Allegri. Sui social è dilagante l’affetto nei suoi confronti, un suo ritorno non farebbe altro che risvegliare dal coma di questa dannata stagione l’intera tifoseria bianconera. I 5 scudetti di fila vinti dal livornese sono sufficienti a far gongolare anche il più rivoluzionario dei tifosi bianconeri. Il tecnico livornese potrebbe ricreare l’atmosfera che ha funzionato in passato, invogliando la società a compiere scelte più audaci per soddisfarlo al 100%. Tuttavia, pure il Real Madrid è forte su Allegri. In questo caso, da verificare il futuro di Zizou Zidane, altro possibile pretendente alla panchina bianconera.

E se rimanesse Pirlo?

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È davvero il momento giusto per andare sul sicuro? Probabilmente non c’è periodo migliore per provare a costruire qualcosa sul lungo termine, viste le difficoltà economiche che stanno colpendo il calcio mondiale. L’addio di Ronaldo inizia ad essere sempre meno astratto, molto dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League. Sarebbe sicuramente giusto dare più di un anno ad Andrea Pirlo, in fondo era la sua prima esperienza da allenatore: nessuno nasce pronto, neanche uno soprannominato “Il Maestro”.

Ogni dubbio sarà sollevato tra poche settimane, quando Agnelli rivelerà se le ombre toscane – o quelle francesi – sovrasteranno il tecnico bresciano. Non ci resta che attendere.

Davide Albanese


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