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Con lo stop di Osimhen scatta l'ora del Cholito Simeone

9 Settembre 2022   Alessandro Rimi

Eccoci con un nuovo appuntamento con il Podcast di Calciatori Ignoranti. Brutte notizie in casa Napoli con l’infortunio muscolare di Victor Osimhen arrivato nel match di Champions League contro il Liverpool. Per il nigeriano che si è sottoposto a nuovi esami strumentali si tratta di una lesione di secondo grado del bicipite femorale destro.

Stop potenziale di 35-40 giorni, ma dipenderà sempre dalla risposta del corpo dell’ex Lille. Sicuramente è stata segnata in calendario la partita con il Bologna in programma prossimo 16 ottobre come data del possibile reintegro in rosa. A questo punto zero dubbi: davanti tocca al Cholito Giovanni Simeone, già in gol dopo 3 minuti dal suo debutto in Champions al San Paolo contro i Reds. Coronato un sogno e adesso si può anche andare oltre.

Simeone, la riserva di lusso che viaggia verso il top

Simeone, che l’anno scorso all’età di 26 anni ha raggiunto l’apice della sua carriera a Verona con 17 gol senza rigori e 5 assist in Serie A, è pronto per fare un passo importante verso i top attaccanti in Italia. Anche perché una riserva che segna così sarebbe lussuosa per chiunque.

Il Cholito era stato attenzionato da grandi club del calibro di Atletico Madrid e Borussia Dortmund, ma alla fine ha scelto gli azzurri guidati da Luciano Spalletti, consapevole di dover gestire una concorrenza proibitiva come quella di Victor Osimhen. Adesso, con il nigeriano fuori, avrà un mese per cambiare la storia nel momento prime della sua carriera, dopo i tentennamenti delle scorse annate.

Poker alla Lazio e doppietta alla Juve: la scalata del Cholito

Tutto è cambiato da quel Verona-Lazio e da quel poker ai biancocelesti che gli ha permesso di riposizionarsi nell’olimpo dei grandi centravanti della Serie A. La doppietta alla Juventus, la libertà nello schema di Juric che ha liberato il suo istinto, il lavoro di reparto e collettivo che lo ha reso appetibile agli occhi dei top club.

Certo, per giocare in una squadra ambiziosa e tecnicamente complessa come il Napoli, che non gli faciliterà il lavoro come faceva il Verona di Tudor, dovrà dimostrare davvero di essere maturato e di aver compiuto lo step definitivo. È il suo momento, anche perché all'età di 27 anni non potrebbe essere altrimenti.

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