Quando una papera compromette un’intera carriera


Parafrasando Lionel Hutz, il celebre avvocato dei Simpson, nel mondo del calcio esistono errori ed errori. Svarioni che passano alla svelta in cavalleria, come un disimpegno sbagliato, un pallone perso in mezzo al campo o un tiro da fuori che finisce sul terzo anello. Poi ci sono quelli difficili da scordare, che spesso vengono pagati al prezzo di un gol subito, quell’attimo di fatale incertezza che rischia di diventare una spada di Damocle sulle spalle del povero malcapitato. Quasi sempre i protagonisti delle papere sono loro, i portieri, l’ultimo baluardo da superare. I fattori che possono in entrare in circolo sono i più disparati, dalla tensione, al terreno irregolare, alle complicazioni meteorologiche, senza sottovalutare il classico calo di concentrazione.

Una papera è resa memorabile soprattutto dall’occasione in cui avviene e dal suo peso sul risultato finale. La storia recente ci ha raccontato il dramma dell’ex portiere del Liverpool Loris Karius nella finale di Champions League del 2018, quando grazie a due svarioni clamorosi divenne protagonista in negativo della sfida. Prima il rinvio di piede intercettato da Karim Benzema, con la palla che finì dentro la porta, poi il paperone sul non irresistibile tiro da fuori di Gareth Bale. Difficile non provare compassione per un ragazzo che rischia di essere ricordato solo per degli errori commessi in una singola partita, indipendentemente da come si comporterà durante il resto della carriera. Certo, magari non sarebbe mai diventato un Houdini della porta, e si sa che anche i trascorsi contano, specie quando si tratta di distinguere un raro errore di un campione dalla papera di un estremo difensore che non ha mai brillato per talento. Rimanendo in casa Liverpool, basti pensare ad Allison, funambolo tra i pali che lo scorso febbraio contro il Manchester City è incappato in due leggerezze che nessuno si sarebbe mai aspettato da uno come lui. Nel caso del brasiliano però, il curriculum parla da solo. Trattasi quindi di uno di quei casi in cui, alla lunga, si tende a ricordare una sua papera come un episodio isolato.

Per esempio, i tifosi milanisti ricordano Nelson Dida per lo scudetto e le due Champions conquistate, non certo per il gollonzo subito dal Leeds nel 2000, all’inizio della sua avventura italiana. Ai supporters juventini non verrebbe mai in mente di crocifiggere Buffon per quel controllo di palla sbagliato che nel 2012 permise al Lecce di pareggiare allo Stadium, e di esempi se ne potrebbero fare davvero tanti altri. Molti grandissimi portieri ci sono passati, non solo Buffon o Dida, ma anche Peter Schmeichel o Oliver Kahn, giusto per citare qualcun altro. Un portiere può sbagliare come può sbagliare un difensore, un centrocampista o un attaccante, ma con la differenza che un suo singolo errore ha maggiori probabilità di rivelarsi fatale. L’inevitabile gogna mediatica che ne consegue può avere il potere di condizionare o addirittura rovinare la carriera di un giocatore. Pensiamo a un giovane portiere, promettente, con tante stagioni davanti a sé. Poniamo che a questo portiere venga data una chance in prima squadra e che, complice l’emozione, una sua papera causi ai suoi la sconfitta. C’è chi per carattere riuscirebbe a reagire, a guardare oltre i meme e le derisioni, ma non è mai da dare per scontato. Sembra banale da ricordare, ma c’è sempre una persona che si cela dietro il calciatore, e non tutti sono in grado o hanno la forza di ripartire come se niente fosse. Un po’ lo stesso trapasso che tocca a chi sbaglia un rigore importante, un semplice errore che rischia di oscurare un intero trascorso calcistico.

Loris Karius non è tanto diverso da chi sul lavoro prende una decisione sbagliata, o da chi rovina un rapporto con una parola di troppo. L’errore è una costante che accompagna le nostre vite e torna a farci visita periodicamente, ma le conseguenze che paga chi è esposto alla luce dei riflettori possono rivelarsi insostenibili. È vero, il calcio è qualcosa più di un semplice sport, ma è proprio in virtù di questo mantra che occorre imparare a vedere al di là di un semplice intervento scomposto, un rinvio sbagliato o una parata mancata.


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