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Giappone al millimetro: tutti i gol fantasma nella storia dei Mondiali

3 Dicembre 2022   Francesco Ciarnelli

Quello del Giappone è solo l'ultima di una serie di reti, vittorie o qualificazioni determinate da situazioni da 'palla dentro o palla fuori'. Fortunatamente, la rivoluzione tecnologica attuata di recente nel calcio, dà una grossa mano agli arbitri affinché non si ripetano scandali come quelli avvenuti in passato ai Mondiali.


I due episodi che hanno deciso le sorti dei Gruppi E ed F: a beneficiarne sono Marocco e Giappone

Nella giornata di giovedì, ci sono stati ben due episodi decretati dalla strumentazione tecnologica messa a disposizione dei direttori di gara, di cui uno ha suscitato grandi polemiche. Andiamo in ordine di tempo.

CANADA vs MAROCCO

Pronti via e la Nazionale magrebina va in vantaggio grazie a una rete di Ziyech, bravo a sfruttare una sciagurata uscita del portiere avversario Borjan. Passano appena 20 minuti ed ecco il raddoppio firmato En-Nesyri su uno splendido lancio di Hakimi. Sul finire della prima frazione, gli uomini allenati dall'inglese John Herdman riescono ad accorciare le distanze beneficiando di uno sfortunato autogol di Aguerd. Si va dunque negli spogliatoi sul risultato di 1-2. Nella ripresa il ritmo partita cala notevolmente e al 71' sulla testa dell'eterno Hutchinson capita una ghiotta occasione su azione d'angolo. Cross dalla destra, il capitano canadese stacca con decisione, la palla colpisce il montante alto e rimbalza a terra, non superando del tutto la linea di porta. L'orologio sul polso dell'arbitro Raphael Claus (utilizzato dalla Goal-Line Technology) non vibra, pertanto non è gol. Vince il Marocco che chiude il girone al primo posto con 7 punti, davanti a Croazia e Belgio. L'eventuale pareggio avrebbe fatto qualificare i 'Leoni dell'Atlante ' come secondi, evitando la Spagna e incrociando il Giappone agli ottavi.

GIAPPONE vs SPAGNA

Gli iberici sbloccano la partita dopo appena 11 minuti grazie ad un colpo di testa di Morata. Non riescono però a raddoppiare nonostante il predominio territoriale, così nella ripresa accade l'imponderabile. I nipponici rientrano in campo con un piglio diverso e nel giro di 3 minuti riescono incredibilmente a ribaltare il risultato. Prima Doan piega le mani di Unai Simon con un tiro potente dal limite dell'area, dopo è Mitoma a servire a Tanaka un pallone da spingere solo in porta. Seguono attimi di esitazione a causa di un lungo controllo Var: bisogna capire se il pallone è uscito fuori al momento del cross decisivo. Da alcune angolazioni sembrerebbe di no, da altre invece sì. Difficile stabilire se la proiezione cade sulla linea di fondo o meno. Alla fine la rete viene convalidata e risulta decisiva: il Giappone vince 2-1 e si qualifica agli ottavi da primo, precedendo proprio gli uomini guidati da Luis Enrique ed eliminando la Germania. Ieri mattina i quotidiani spagnoli hanno attaccato duramente l'arbitraggio sostenendo di aver subito un furto.

Dall'hawk-eye al fuorigioco semi-automatico: tutte le innovazioni della storia calcistica recente

La prima importante svolta nel mondo del calcio si è avuta a luglio 2012 con l'approvazione da parte dell'IFAB della Goal-Line Technology, un sistema innovativo utile per verificare la validità dei gol e soprattutto per debellare gli episodi di gol fantasma. Pochi mesi dopo, questa tecnologia è stata accettata anche dalla FIFA e la prima competizione ufficiale in cui i due sistemi Hawk-Eye e GoalRef sono stati usati è il Mondiale per club 2012. Successivamente è stata resa obbligatoria per tutti i campionati e per tutte le competizioni.

Tra il 2016 e il 2017 invece ecco l'introduzione del VAR (Video Assistant Referee), un fondamentale ausilio per i giudici di gara di fronte a situazioni dubbie. L'arbitro può essere richiamato dagli assistenti della sala VAR, recarsi al monitor situato a bordo campo per rivedere la propria decisione ed eventualmente cambiarla.

Infine nei Mondiali in corso, la FIFA ha introdotto il fuorigioco semi-automatico, capace di rilevare con estrema precisione le posizioni dei giocatori grazie ai sensori e ad una fitta rete di telecamere. Un'ulteriore innovazione che vedremo presto anche nella nostra amata Serie A. Dieci anni di 'rivoluzione tecnologica' nel mondo del calcio, destinati probabilmente a diventarne molti di più.

Niente più sviste clamorose, polemiche ridotte ma non azzerate: i pro e i contro della rivoluzione tecnologica

Sicuramente non ci saranno più sviste clamorose come accaduto in passato, ma le polemiche sono destinate a non azzerarsi mai. Alcune decisioni restano a discrezione degli arbitri e dei loro assistenti presenti in campo e in sala VAR, queste inevitabilmente saranno oggetto di discussione tra tifosi, esperti ed appassionati. Un altro aspetto non di certo passato inosservato nel Mondiale attualmente in corso sono i recuperi 'extra-large', mal digeriti da molti. Si tratta di una nuova direttiva della FIFA per far pesare di meno le perdite di tempo tra controlli arbitrali, esultanze e infortuni. L'obiettivo è quello di intraprendere la strada verso l'introduzione del tempo effettivo, così come avviene nel basket ad esempio, con il cronometro che si blocca ogni qual volta il gioco si ferma.

Cosa sarebbe successo se...?

Vi siete mai chiesti cosa sarebbe successo se, per assurdo, la tecnologia fosse stata scoperta e introdotta nel mondo del calcio 92 anni fa? Facciamo un tuffo nel passato, ripercorrendo quelle che sono state le vicende più eclatanti nella storia dei Mondiali.

INGHILTERRA '66

Allo stadio Wembley di Londra si gioca la finale tra i padroni di casa e la Germania. La gara è combattuta e ricca di emozioni, tuttavia al 90' il risultato è in parità (2-2), dunque occorrono i supplementari per decretare i vincitori. All’11’ del primo supplementare l'inglese Geoff Hurst in area di rigore stoppa di destro, si gira e tira da due passi. La palla schizza sulla traversa e in campo. Dentro o fuori la linea di porta? Oggi la decisione sarebbe solo tecnologica. Ma all’epoca, l’arbitro Dienst sta per assegnare l’angolo quando viene chiamato dal guardalinee azero Bachramov. Lui aveva visto tutto e aveva visto bene (certa tecnologia parrà confermarlo decenni dopo). La palla aveva superato la linea di porta, il gol viene convalidato: 3-2 e palla al centro. La finale poi sarebbe stata suggellata da un’altra rete di Hurst (tripletta personale al 120’) per un 4-2 entrato nei cuori dei britannici e nella storia del calcio.

MESSICO '86

Probabilmente l'edizione dei Mondiali più controversa di sempre. A trionfare fu l'Argentina, vittoriosa in finale contro la Germania Ovest, trascinata dall'immenso Diego Armando Maradona. Un personaggio che ha sempre incorporato in sé genio e sregolatezza, ne sa qualcosa l'Inghilterra, eliminata nei quarti dall'Albiceleste a causa di quella che passò alla storia come la 'Mano de Dios', ovvero il clamoroso gol di mano segnato proprio dal Pibe de Oro e sfuggito agli occhi di arbitro e guardalinee. Una rete che di fatto spianò la strada alla Selección verso la conquista del secondo (e fin qui ultimo) titolo mondiale dopo quello del '78 in casa propria. Una situazione diversa rispetto al gol fantasma, ma comunque irregolare. Se ci fosse stato il Var, i sudamericani oggi avrebbero in bacheca un Mondiale in meno?

SUDAFRICA 2010

Molti di voi ricorderanno quanto accaduto negli ottavi di finale tra Germania e Inghilterra. Sul risultato di 2-1 in favore della Nazionale tedesca, i 'Tre Leoni ' si videro negare il più classico dei gol fantasma. Al 38' infatti il tiro di Lampard colpì la parte bassa della traversa e rimbalzò subito dopo oltre la linea di porta. Lo notarono praticamente tutti, tranne l'arbitro Larrionda e i suoi assistenti. Da lì scattarono le veementi proteste degli uomini di Fabio Capello che poi si disunirono finendo sconfitti per 4-1 e dunque eliminati. Con la Goal Line Technology, quella partita sarebbe finita allo stesso modo?

Quel gol annullato a Toni nel 2006, fortunatamente senza conseguenze

Come già detto, questi sono soltanto i tre casi che hanno fatto gridare allo scandalo, tuttavia ci saranno tantissime altre decisioni arbitrali discutibili che, se fossero accadute oggi, probabilmente sarebbero state analizzate grazie all'ausilio della tecnologia. Ci viene in mente ad esempio la rete annullata a Luca Toni nei supplementari della finale in terra tedesca tra Italia e Francia nel 2006. A distanza di anni continuano ad esserci molti dubbi sulla posizione di offside rilevata dall'assistente dell'arbitro argentino Elizondo. Fortunatamente zero rimpianti, dato che poi i ragazzi allenati da Marcello Lippi trionfarono ai rigori, anche grazie all'errore di Trezeguet, mandando in estasi l'Italia intera.

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