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Khvicha Kvaratskhelia, l’astro nascente che ha stupito tutti

22 Settembre 2022   Alessandro Elastici

È stato il POTM di Serie A del mese di agosto: dribbling, sterzate, gol e assist, a Napoli sono già pazzi di lui. Ma come nasce il talento di "Kvaradona"?


L’infanzia in Georgia ed un carattere temprato dalla guerra

Badri, suo padre, è già calciatore in Azerbaigian, nel Semkir, quando Kvaratskhelia viene alla luce nel febbraio 2001. Il prossimo 77 azzurro nasce però a Tsibilisi, in Georgia, nazione per la quale sarà eletto, diversi anni dopo, miglior giocatore. La guerra e il calcio, un ossimoro che a volte si incontra con la realtà dei fatti, temprando l’animo di ragazzini cresciuti con il solo sogno di accarezzare un pallone sopra un rettangolo verde. Ha solo 7 anni Khvicha quando l’esercito russo sconvolge la sua vita, invadendo la vicina città di Gori. Quella sfera di cuoio diventa quindi l’unica speranza di futuro, un desiderio da custodire quando gli occhi si chiudono e gli orrori là fuori fanno da sottofondo.

L’eco di quei medesimi rumori si ripresenterà ancora 13 anni dopo, quando il bambino è diventato adulto, mantenendo come unico comun denominatore proprio quel pallone. Dalla Dinamo Tsibilisi, squadra in cui muove ai primi passi, si trasferirà infatti alla Lokomotiv Mosca prima ed al Rubin Kazan poi, fermandosi nel marzo 2022 nuovamente a causa dello scoppio del conflitto Russia-Ucraina. La Dinamo Batumi “sfrutta” l’occasione di ingaggiarlo per una fugace esperienza, ma ancora meglio farà il Napoli, prelevandolo poco dopo per appena 10 milioni. Quel sentimento di rivalsa, la voglia di mangiarsi l’erba, la leadership ed una tempra dura da abbattere, figlie di una cultura e di una giovinezza la quale senza opzione di scelta ha dovuto convivere con le difficoltà, arricchiscono il pacchetto di un calciatore che sembra essere davvero arrivato all’appuntamento col destino.

“Ho visto Kvaratskhelia, o’ mamma, innamorato son”

Fisico longilineo, movenze eleganti, una danza imperterrita su quella fascia dove, a conti fatti, sta mettendo a soqquadro la Serie A. Fantasia applicata alla tecnica, visione di gioco e sguardo sempre puntato sull’avversario. Dolce tocco alla sfera, passi corti, sterzata bruciante e conclusione.
Ha già segnato in ogni modo, Khvicha, ma quel che più sorprende è la capacità straordinaria di entrare in ogni azione pericolosa del Napoli.

Raddoppi e marcature saltano, creando superiorità numerica in grado di accendere le offensive dei partenopei. Centro gravitazionale, moto perpetuo che ha “cancellato” Insigne al primo tiro a giro entrando immediatamente nel cuore dei tifosi. “Kvaradona”, dicono, convinti di aver fatto centro con un innesto arrivato in sordina e divenuto protagonista assoluto, cancellando il topos secondo cui lo “straniero” in Italia abbia bisogno di tempo per ambientarsi.

Il futuro: quali limiti?

Se era difficile immaginare un impatto da alieno in Serie A, decisamente più complicato è provare ad indovinarne un futuro. Alla prima sosta della stagione, dopo sette giornate, un POTM già in saccoccia e le sue eccellenti interpretazioni in Champions League, tutto sembra lasciar presagire una stagione con il vento in poppa. Anche l’ultima sfida contro il Milan ha fatto intendere quanto il georgiano sia temuto e rappresenti il pericolo numero uno: raddoppi costanti, marcature strette ed asfissianti.

Ammoniti Calabria e Kjaer, rigore procurato per un intervento in ritardo di Dest. Alla scala del Calcio, insomma, Kvaratskhelia ha fatto Kvaratskhelia, pur senza segnare o assistere. I riflettori dell'Europa sono tutti puntati su di lui, già capace di far venire il mal di testa a gente come Alexander-Arnold e Van Dijk. Incidere, e decidere, fino ad ora sono stati fattori all'ordine del giorno, ma mantenere questi standard per tutto l'anno sarà la vera sfida da vincere. Fuoriclasse o fuoco di paglia, dunque: ai posteri l’ardua sentenza.

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