Calciatori Ignoranti logo

Come se la cava Andres Iniesta in Giappone?

10 Maggio 2021   Alessandro Rimi

C’è un momento, nella vita di un calciatore, in cui il corpo non segue più la mente, i muscoli e le articolazioni ricevono impulsi più lentamente dal cervello e l’esecuzione di una giocata avviene con uno o due tempi di ritardo. A questo punto della carriera, il giocatore di alto livello ha solo due strade davanti a sé: ritirarsi o divertirsi ancora un po’ in un campionato meno competitivo, se possibile con una lauta remunerazione. Tra i tanti campioni che hanno deciso di intraprendere questa seconda via, l’ultimo in ordine di tempo è Andres Iniesta, leggenda del Barcellona e della Nazionale Spagnola, nonché tra i centrocampisti migliori del nuovo millennio, probabilmente il più forte.

Nell’ultima partita dell’Illusionista al Camp Nou, un po’ tutti abbiamo provato empatia con i tifosi blaugrana. Ci sono venuti in mente gli addii delle nostre bandiere, a seconda della squadra del cuore: Maldini col Milan, Del Piero con la Juventus, Zanetti con l’Inter e, in ultima, Totti con la Roma. Momenti emozionanti, in cui ci sono passati davanti agli occhi tante immagini della nostra esistenza collegate a questi idoli. In ogni caso, dopo il suo ultimo saluto ai colori della sua vita, Iniesta ha intrapreso un lungo viaggio, destinazione Giappone, per giocare nel massimo campionato nipponico. Ma come sta andando questa fase della carriera del grande centrocampista spagnolo?

Nella terra del Sol Levante

Ci sono 32 milioni di motivi per spiegare la scelta di Andres Iniesta, che con il suo ingaggio faraonico è di gran lunga il giocatore più pagato della J1 League e nella top 10 dei calciatori con lo stipendio più alto al mondo. L’Illusionista ha deciso di accasarsi nel 2018 al Vissel Kobe, società dalle grandi ambizioni che vuole rendere la città famosa anche per il calcio e non solo per la prelibata carne di wagyu tipica della zona: il manzo di Kobe. La dimostrazione di queste buone intenzioni risiede nell’ingaggio non solo di don Andres, ma anche di David Villa, Lukas Podolski e Thomas Vermaelen, giocatori dall’ottima carriera in Europa che hanno voluto godersi il crepuscolo della loro carriera nel luogo dove, probabilmente, si possono vedere i tramonti più suggestivi del mondo.

Iniesta avrebbe potuto tranquillamente arrivare in Giappone e godersi ogni singolo centesimo del suo stipendio, ma non sarebbe il calciatore meraviglioso che è sempre stato se non percepisse più il senso dell’impegno e della sportività. Non c’è sacrificio senza divertimento e nella nuova terra don Andres ha ritrovato fin da subito il sorriso, che negli ultimi tempi in Europa era un po’ scomparso.

"In Spagna ero svuotato in corpo e anima, ora sono più tranquillo. Mi sono liberato di quella pressione che avevo. L'adattamento è stato difficile, ma ora sto bene con la mia famiglia. Studio il giapponese un paio di volte alla settimana, ma qualche ragazzo sta imparando lo spagnolo proprio per comunicare con me"

Andres Iniesta, febbraio 2019

I vincenti si riconoscono alla partenza

La verità è che nemmeno in Giappone Iniesta ha smesso di vincere e accumulare trofei, permettendo al Vissel Kobe di mettere in bacheca le prime coppe della sua storia. Se il miglior piazzamento in campionato della squadra, da quando è arrivato Iniesta, è stato l’ottavo posto di due stagioni fa, più fortunati sono stati i percorsi nelle altre competizioni nazionali. Nel 2019 Iniesta ha alzato al cielo la Coppa dell’Imperatore, il torneo di calcio più antico in Giappone, mentre l’anno dopo il Vissel Kobe ha bissato con la Supercoppa contro la squadra vincitrice della J1 League, lo Yokohama F. Marinos.

https://youtu.be/Mbj_pLji9Dc

Con questi due trionfi, l’Illusionista ha compiuto un’altra delle sue magie, arrivando a 37 trofei conquistati in carriera, agguantando Maxwell al secondo posto dei giocatori più vincenti di sempre. Davanti appare irraggiungibile Dani Alves, a quota 43. Impossibile per chiunque, forse non per Andres Iniesta, che di certo non ci sorprenderebbe se con un altro dei suoi trucchi, come quando fa sparire e ricomparire il pallone, dovesse raggiungere il suo vecchio compagno ai tempi del Barcellona.

Andrea Bonafede

Articoli correlati 

cross