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Lo "strunz" di Trapattoni, dalla stampa ai supermercati

8 Marzo 2021   Alessandro Rimi

Champions League, Bundesliga, Coppa di Germania, Super coppa di Germania, Super coppa europea e mondiale per Club. Sono i titoli vinti dal Bayer di Monaco nell’ultimo anno di calcio. Come hanno fatto i bavaresi a vincere tutto? Tanto lavoro? Mercato intelligente? Idee rivoluzionarie in panchina?

Falsi scrittori lasceranno alla storia informazioni di questo genere per giustificare il successo della squadra tedesca. E forse la verità è davvero questa, ma non per noi. Per noi la spina dorsale di questa società è stata innestata il 10 marzo 1998, durante una conferenza stampa dell’allora allenatore del Bayer Monaco, Giovanni Trapattoni. Sono eventi storici che aizzano fortemente il nostro animo patriota e meritano annuali celebrazioni. Prima di commentare, occorre gustarla con occhi e orecchie allerte.

Per rendervi consci di quanto impatto mediatico abbia avuto questa perla di conferenza, basta fare qualche ricerca sul calciatore Thomas Strunz. La sua pagina Wikipedia, dopo giusto qualche riga introduttiva, riporta:

“Il 10 marzo 1998 fu il bersaglio principale nella conferenza stampa tenuta dal suo allenatore Giovanni Trapattoni, che gli rimproverava lo scarso rendimento nella squadra del Bayern. Il cognome Strunz, pronunciato vigorosamente, ripetutamente e con forte accento italiano da Trapattoni, rese l'episodio ancora più popolare a causa dell'assonanza con una parolaccia di uso comune in italiano, indicante figurativamente una persona spregevole e inaffidabile.”

In pratica, l’essere stato chiamato per cognome da Trapattoni è la nota più nota del suo palmares. Eppure, per quanto l’intervista paia solo l’esportazione di uno sfogo “Made in Italy”, (Il discorso è composto da vocaboli tedeschi a tratti sconnessi, ma intenzioni, gesti, ed espressioni facciali sono chiaramente italiani) il fine del tecnico era proprio questo, dare una scossa permanente alla società. La squadra infatti, veniva da tre sconfitte consecutive in campionato, e il Trap non ci stava, specie se dovute a giocatori deboli come “una bottiglia vuota”. Strunz non era l’unico chiamato in causa. Il tecnico lamentava diversi giocatori comportarsi come non professionisti, tra cui Scholl e Basler. Tra manate sul tavolo e sguardi omicidi, lo sfogo profetizza uno dei quesiti calcistici attualmente più discussi: giusto dare sempre il merito ai giocatori e solo il demerito agli allenatori? Ovviamente la domanda non è stata posta con tale raziocinio ma, sclerando come chi gioca in dieci al fantacalcio, “Avete visto mercoledì quale squadra ha giocato? Ha giocato Mehmet, ha giocato Basler o ha giocato Trapattoni?”

Da qui il tecnico perderà completamente il controllo. Ormai ha il piede sull’acceleratore e la frase successiva provocherà una sensazione di libidine per noi abitanti della penisola. Ebbene sì, perché quando L’allenatore italiano per antonomasia sbraita contro i giocatori tedeschi di allora definendoli “non adatti per le italiane, non sono dei campioni”, un po' ci si inorgoglisce. Divenuto presidente della repubblica nei nostri cuori dopo questa affermazione, parte lo “STRUNZ!”. Il povero Thomas Strunz, accusato di essere sempre infortunato e poco rispettoso dei “Collegen”, diverrà l’immagine identificativa di tale conferenza. Sempre su Wikipedia, possiamo leggere che nel 2004 verrà lasciato da sua moglie Claudia, la quale sposerà un altro calciatore, Stefan Effenberg. Informazione sconnessa dalle parole di Trapattoni, ma che ci aiuta un po' a riflettere sul livello di “Strunz” di Thomas Strunz.

Tornando alla conferenza, Trapattoni proseguirà con un invito.  “Ora questi giocatori devono dimostrare a me e ai tifosi di poter vincere la partita da soli. Devono vincere la partita da soli.” Parole dure ma dense di significato. Il Trap però non è ancora convinto. Per essere certo di passare alla storia ha bisogno di concludere in bellezza, e lo farà con il famoso “Ich habe fertig”. Letteralmente “io sono finito”. Errore grammaticale finale che, anni dopo, porterà a questo.

Il 6 maggio 2020 verrà postato su youtube questo spot, che vede il tecnico italiano testimonial della catena di supermercati tedeschi Netto. Ancora una volta, per rendervi consci dell’impatto che hanno avuto tre minuti di conferenza stampa. Trapattoni ha letteralmente conquistato una fetta di storia tedesca, e non solo. Si perché l’obbiettivo principale, come già detto, non era quello di pubblicizzare una catena di supermercati vent’anni dopo, bensì dare una scossa ad una squadra che, dal 1991 al 1998, aveva vinto solo due titoli. I risultati non arriveranno nell’immediato. Il Bayern arriverà secondo, dietro il neopromosso Kaiserslautern. Eppure qualcosa cambiò quella notte. Il Trap ha innestato davvero un senso di responsabilità in quella piazza, che dal 98’ in poi, ha accumulato più trofei di quanto non abbia fatto nel secolo scorso. Forse esagerato aggiudicare i meriti del dominio tedesco degli ultimi anni allo “Strunz” di Trapattoni. Noi però, amanti del lato più romantico di questo sport vogliamo pensarla così. Ci piace pensare che quegli occhi assatanati di calcio abbiano saputo trasmettere sacrificio, lavoro e mentalità vincente, tutto riassunto in un vigoroso “STRUNZ”.

Abascià Domenico

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