Squadre epiche: il Pescara di Zdenek Zeman


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Uno spettacolo degno di un musical di Broadway. Una sinfonia lunga 42 giornate, vissuta come un giro sulle montagne russe: questo è stato il Pescara di Zdenek Zeman.

Tutto reso possibile anche grazie a tre assoluti protagonisti, giocatori che ora sono un patrimonio per il calcio italiano. Marco, Ciro e Lorenzo. Quella sessione estiva regalò in un colpo solo questi giovani prospetti di belle speranze, il primo dal vivaio, gli altri due grazie a prestiti. C’era solo bisogno di un maestro di calcio che coniugasse il loro talento ad un gioco funzionale, che portasse risultati tangibili, quelli spesso trascurati in onore del “bel giuoco”. I mirabolanti risultati non tardarono ad arrivare, così come le reti segnate: 90 in 42 gare.

4-3-3: il mantra del boemo

La famosa tattica presente sul videogioco FIFA “tutti all’attacco” è una descrizione molto accurata di come si comportano le squadre di Zdenek Zeman. I terzini Balzano e Zanon sono dei cavalli pazzi, delle ali d’attacco aggiunte. Gli inserimenti delle mezzale Cascione e Nielsen una letale aggiunta al Far West in area di rigore, culminato dai continui movimenti dei tre attaccanti. Ovviamente anche il portiere deve restare alto, così come i due centrali, per formare un 2-5-3 in fase di possesso. Con queste premesse, il Pescara appariva come un’equilibrista su una corda: ogni piccola imprecisione d’esecuzione rischiava di portare gravi conseguenze, mettendo in risalto i difetti tattici del boemo. Ma quando tutto girava, era difficile non diventare “zemaniani”, anche solo per qualche ora.

Le 5 partite simbolo di un’annata indimenticabile

1 ottobre 2011: Pescara-AlbinoLeffe 5-3

Dopo l’inizio altalenante, condito da ben tre sconfitte in sette gare, il Delfino doveva cominciare a fare sul serio per coronare il sogno promozione. I ritmi infernali portano il Pescara addirittura sul 5-0, con conseguente meritato relax e tre reti subite dai bergamaschi. Questi cali di tensione sono una caratteristica delle squadre di Zeman, che appena si bloccano in attacco faticano tremendamente a contenere le controffensive avversarie.

Al termine della stessa partita, un giornalista azzarderà “goliardici” paragoni per Lorenzo Insigne.

28 ottobre 2011: Bari-Pescara 0-2

Per la prima volta, grazie a questa vittoria, il Pescara appare nella parte verde della classifica, cominciando a flirtare con la promozione diretta. L’esultanza di Insigne è il manifesto della spensieratezza del calcio espresso da Zeman, da ora in avanti i Delfini crederanno seriamente di poter battere la concorrenza spietata di Sassuolo, Verona, Torino e Sampdoria.

20 aprile 2012: Padova-Pescara 0-6

Accade spesso di giocare un altro sport dove c’è il boemo, ma qui si è andati decisamente oltre: la rete è clamorosamente inviolata, evitando i famigerati cali di tensione in posizione di vantaggio. A fine partita, Zdenek presenterà segni di commozione sul volto. La soddisfazione di veder i suoi rispettare in totem il suo credo è troppo grande.

12 maggio 2012: Pescara-Torino 2-0

Questa vittoria in casa, oltre per il suo peso specifico contro una diretta concorrente, è ricordata per questa verticalizzazione illuminante con cui Verratti pescò Insigne, glaciale nel saltare e punire Benussi. I paragoni con Pirlo diventano sempre più scomodi. Si scoprirà poi che diventerà pure il suo centrocampista preferito, dopo averci giocato insieme in Nazionale.

20 maggio 2012: Sampdoria-Pescara 1-3

È la vittoria che sancì la promozione in Serie A, in cui brillò un certo Gianluca Caprari, ora in pianta stabile nel Benevento di Pippo Inzaghi. Al termine della stagione, Zdenek Zeman compirà un’ammissione: «La gioia dei tifosi pescaresi per la vittoria del campionato, è stata la cosa più emozionante di tutta la mia vita.»

Il trio delle meraviglie

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Grazie all’esperienza del boemo nel far sbocciare giovani talenti, la crescita sul campo di Immobile, Insigne e Verratti è stata probabilmente un piacevole shock anche per gli stessi protagonisti. Era difficile pensare, fino ad un anno prima, che Marco Verratti potesse indossare la maglia del lussurioso Paris Saint-Germain al termine della stagione. In fondo era appena un 19enne. Insigne ha trovato poi continuità ad alti livelli con il “suo” Napoli, mentre Immobile è stato protagonista di annate strepitose, come quella con cui ha eguagliato il record di Gonzalo Higuaín un anno fa: le 36 reti in Serie A. Ora questo trio terribile sogna la consacrazione in Nazionale, dove c’è un Europeo da provare a conquistare.

Davide Albanese


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