Stagione 2005/06: la Roma delle 11 vittorie consecutive


Il suono della penultima sinfonia si era disperso un clima dolce e amaro allo stesso tempo. Da una parte la prospettiva di infrangere il record di vittorie di fila in Serie A, dall’altra l’urlo di dolore del capitano. Era il 19 febbraio del 2006 quando la Roma, grazie a un gol di Simone Perrotta, batteva l’Empoli sul prato dello stadio Olimpico e inanellava il suo decimo successo consecutivo. Una gioia goduta a solo metà, compromessa in larga parte dall’angoscia per le condizioni di Francesco Totti.

Dopo pochi minuti di gioco la caviglia del numero 10 aveva fatto crack, costringendolo a uscire dal campo in barella. Fatale il contatto col difensore Vanigli, sufficiente a sbilanciarlo quanto bastava a causargli una torsione innaturale con conseguente rottura del perone. A trattenere il respiro un intero popolo, non solo i supporters giallorossi, mal’Italia intera. Di lì a pochi mesi, infatti, si sarebbe giocato il mondiale tedesco, un appuntamento che Totti non avrebbe perso per niente al mondo. Il capitano della Roma si preparava a viverlo e soprattutto giocarlo da leader in campo, uno dei punti fermi della nazionale guidata da Marcello Lippi.

Fin da subito il CT non prese nemmeno in considerazione l’idea di privarsi del suo talento alla rassegna teutonica. Andò a trovarlo a Villa Stuart per rassicurarlo, per dirgli che fino all’ultimo lo avrebbe aspettato, che in un modo o nell’altro lui in Germania ci sarebbe andato. Oggi sappiamo fin troppo bene come andò a finire. Totti rivelò una disumana forza di volontà e tornò in campo a poco più di tre mesi da quell’infortunio. Sarebbe stato impossibile pretendere di vederlo al top della condizione, ma ebbe comunque modo di mettere la firma sul cammino iridato degli azzurri.

L’undicesima perla della Roma

Ma torniamo alla Roma e alla sua striscia di vittorie. Rinunciare a Totti non poteva e non doveva costituire una scusa, il gruppo di Luciano Spalletti aveva l’obbligo di mantenere alta la concentrazione, specie dal momento che all’orizzonte non si profilava una sfida qualunque, ma il derby con la Lazio. Una stracittadina dal valore doppio per i giallorossi, che avevano l’occasione di battere un record storico proprio davanti ai rivali di una vita. Un’occasione troppo ghiotta per non caricare ancora di più l ‘ambiente romanista, che storicamente nella settimana che precede il derby va in ebollizione già di suo.

Lazio-Roma si gioca la sera del 26 febbraio. Totti è in tribuna a tifare per i compagni, accanto a lui un’altra bandiera della Lupa come Bruno Conti. In attacco Spalletti si affida a Montella, con Perrotta, Mancini e Taddei a supporto dell’Aeroplanino. Col risultato ancora sullo 0-0 la Lazio colpisce un palo con Rocchi, ma alla mezz’ora è la Roma a passare in vantaggio con un guizzo di Taddei. Su un calcio d’angolo battuto dalla sinistra da Amantino Mancini, il numero 11 attacca il primo palo, spizza il pallone di testa e insacca alle spalle di Peruzzi. Il brasiliano viene festeggiato dai compagni, in particolare da Daniele De Rossi, che con Totti fermo ai box sente sulle spalle tutto il peso della romanità.

Il raddoppio arriva al 63’ del secondo tempo, stavolta è Alberto Aquilani a metterci la firma. Il centrocampista conclude un’azione tutta in verticale, arriva a rimorchio su suggerimento del solito Mancini e lascia partire un tiro forte e preciso che si infila nell’angolo basso. Partita in ghiaccio e record raggiunto, per la gioia dei tifosi e di capitan Totti, che per quella notte torna un po’ ragazzino, ai tempi in cui le partite della Roma le viveva sugli spalti della curva sud.

Una volta infranto il record, nella giornata successiva la Roma pareggiò in casa con l’Inter per 1-1, interrompendo così l’incredibile striscia di successi. Il record dei capitolini venne battuto la stagione successiva proprio dai nerazzurri di Mancini, che tra l’ottobre del 2006 e il febbraio del 2007 inanellarono addirittura 17 vittorie di fila (da segnalare anche il Napoli nel 2016/17 e la Juventus nel 2015/16 , che vinsero rispettivamente 13 e 15 partite di seguito). Tuttavia, quello giallorosso resta comunque un piccolo miracolo, compiuto all’interno di una stagione strana, cominciata male e nonostante il record conclusa solo al quinto posto (diventato poi secondo dopo le sentenze post calciopoli).

Era la prima Roma di Spalletti, destinata a lottare per lo scudetto negli anni a venire, senza però mai riuscire a cucirsi il tricolore al petto. A parziale consolazione arrivarono due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, oltre alla Scarpa d’Oro per Totti, che proprio in quel periodo della carriera aveva avanzato la propria posizione in campo. L’impresa partita in sordina di quella Roma resta ancora oggi una bella pagina di Serie A, che come molte altre merita di tanto in tanto di essere celebrata.

Le 11 vittorie


17ª giornata, Roma-Chievo 4-0: 32’ e 39’ su rigore Totti, 64’ Perrotta, 85’ Taddei.
18ª giornata, Treviso-Roma 0-1: 34’ Aquilani.
19ª giornata, Roma-Milan 1-0: 36’ Mancini.
20ª giornata, Roma-Reggina 3-1: 4’ e 65’ Totti (Ro), 91’ Franceschini (Re), 93’ Mancini (Ro).
21ª giornata, Udinese-Roma 1-4: 40’ Mancini (R), 62’ De Rossi (R), 66’ Di Natale (U), 75’ Mancini (R), 79’ Chivu (R) rigore.
22ª giornata, Roma-Livorno 3-0: 31’ e 41’ rigore Totti, 62’ Taddei.
23ª giornata, Parma-Roma 0-3: 48’ e 72’ Mancini, 76’ Perrotta.
24ª giornata, Roma-Cagliari 4-3 (a Rieti): 15’ Suazo (C), 19’ Langella (C), 25’ Perrotta (R), 35’ De Rossi (R), 55’ Conti (C), 79’ rigore e 91’ rigore Totti (R).
25ª giornata, Siena-Roma 0-2: 71’ De Rossi, 94’ Mancini.
26ª giornata, Roma-Empoli 1-0: 15’ Perrotta.
27ª giornata, Lazio-Roma 0-2: 31’ Taddei, 63’ Aquilani.

Di Mauro Manca


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