Un viaggio all’insegna di Rafael Leão


È figlio del destino, un dono al calcio impacchettato direttamente da Almada, la città dei predestinati, l’ennesimo paragrafo di un libro di storia calcistica intitolato Portogallo. Luis Figo: il biglietto da visita di questo Comune che si affaccia sull’Oceano Atlantico a soli 12 km da Lisbona. Rafael Leão: una promessa che per gli abitanti di Almada è sinonimo di gioiello, di un calciatore fuori dal normale. E se il luogo di nascita è lo stesso di “El Paso Doble”, ex bandiera nerazzurra, blaugrana e dei Blancos, il viaggio del classe ’99 di origini angolane non poteva che iniziare a Lisbona, ovviamente sponda Sporting. A 9 anni Rafael approda nelle giovanili dei Leõns. Parla poco, è introverso, lascia esprimere il talento al posto suo, ma questo non siamo noi a dirlo.

‹‹Rafael è un calciatore speciale per me, lo sarà sempre. L’ho conosciuto quando aveva appena 12-13 anni, allenandolo in quasi tutte le squadre giovanili dello Sporting CP fino al suo debutto in prima squadra poco più che maggiorenne. Solo Cristiano Ronaldo a Lisbona aveva il suo stesso talento a quell’età, ve lo garantisco››

Tiago Fernandes (Fonte: Europa Calcio)

Paragone folle, quasi quanto le giocate di questo ragazzo, quasi quanto il suo esordio con la maglia biancoverde del leone rampante. È il 12 ottobre 2017, lo Sporting affronta in trasferta l’Oleiros in una gara valevole per il passaggio del turno della Taça de Portugal, la Coppa di Portogallo. Rafael è alla prima vera convocazione in prima squadra, e al minuto 60 il tecnico Jorge Jesus lo invita a scaldarsi, dieci minuti più tardi lo manda in campo, permettendogli di entrare finalmente nel calcio dei grandi, seppur in una gara ormai chiusa sul risultato di 1-3. Insomma il tipico ingresso mirato a far inserire un giovane sul risultato in cassaforte, per evitargli troppe responsabilità o possibili intoppi, quelli che fanno parte del normale percorso di crescita di un ragazzino. Ma ricordatevi: Leão non è un giocatore normale, non uno dei tanti. Gli basteranno infatti solo 16 minuti per segnare il suo primo gol da professionista, per spingere la palla in rete con un tap-in di testa, per far ricredere chiunque potesse essere scettico sul suo esordio. Il tutto sotto gli occhi di decine di dirigenti sportivi pronti ad annotare il suo nome sul taccuino. Piccola chicca per gli appassionati: in quella partita esordì anche un’altra realtà del nostro campionato, Merih Demiral. Ma questa è un’altra storia.

Il cammino dell’allora diciottenne Leão continua a gonfie vele, esordisce sia in Europa League che in Primeira Liga, realizzando in quest’ultima il suo primo gol il 2 marzo, in un grande classico, in una gara dall’atmosfera unica: Porto-Sporting. Al 44’ Doumbia è costretto a uscire per un problema fisico e, a proposito di responsabilità, il prediletto a sostituirlo è proprio il ragazzino. Questa volta passeranno solo due minuti. Due minuti di attesa per vedere alzare la cornetta del telefono sotto la curva del Porto, per vedere sul tabellone dei marcatori il nome di Rafael Leão. Dimenticavo: bucando sotto le gambe Iker Casillas.

Nonostante le ottime prestazioni, l’avventura allo Sporting si conclude dopo solo un anno tra i grandi. Rafael dice addio al club che l’ha cresciuto a causa di un episodio risalente al 14 maggio, quando circa cinquanta tifosi scontenti delle ultime prestazioni, si precipitarono al centro di allenamento muniti di spranghe e mazze per aggredire giocatori e staff bianco verde, in un episodio del quale facciamo fatica scrivere.

Una nuova piazza

L’annata 2018/2019 lo vedrà quindi cambiare maglia, costringendolo a salutare famiglia e Portogallo per approdare in un’altra realtà, in un’altra nazione: ha inizio l’avventura con il Lille. Il campionato è nuovo, l’esperienza un trampolino di lancio per il talentuoso portoghese. In Ligue 1 segnerà 8 gol in 24 partite partendo 16 volte tra i titolari, completando un sorprendente tridente con Pepè e Bamba che porterà il Lille a raggiungere addirittura il secondo posto in campionato. Niente male considerando che dopo dieci giornate Rafael non era mai partito nei primi undici, riuscendo a collezionare solamente qualche sporadico ingresso in campo senza incidere. All’undicesima giornata però la musica cambia, l’allenatore Galtier gli dà fiducia e lo fa partire titolare. Come sempre, Leão risponde presente. Il 27 ottobre alle ore 20 il Lille ospita l’SM Caen, la partita è tesa, bloccata sullo 0-0. Dieci minuti dopo l’inizio del secondo tempo però, Pepè riceve palla e inventa: passaggio in profondità per Leão che scappa dietro la linea dei difensori per poi trovarsi a tout per tout con il portiere. Ovviamente non sbaglia. Tiro in diagonale e rete decisiva per la partita che terminerà proprio 1-0. Il Milan osserva attento, Maldini agisce: ad agosto Leão veste rossonero.

‹‹Ha forza, potenza e qualità tecniche: tutto quello che serve per diventare un grande giocatore moderno››

Galtier su Leão (Fonte: calcionews24.com)

Alla corte del diavolo

L’investimento del Milan si aggira attorno ai 29 milioni di euro, insomma una bella iniezione di fiducia per il ragazzo appena ventenne, fiducia ripagata dal portoghese a suon di ottime prestazioni, seppur da una partenza che non fa proprio scattare il colpo di fulmine. Sì, perché i rossoneri a inizio stagione si ritrovano a soffrire sotto la guida di Giampaolo, ottenendo subito una sconfitta all’esordio con l’Udinese e presentandosi al Derby di Milano in grande difficoltà. Davanti agli 80000 di San Siro, Leão ottiene la possibilità di finire sotto i riflettori, partendo nei primi undici e non più a gara in corso. Sarà una partita sottotono per lui e tutto il Milan, con il ragazzo portoghese per giunta protagonista di una sfortunata deviazione su un tiro di Brozovic a inizio secondo tempo, comportando il vantaggio dell’Inter. La partita si concluderà con un 2-0 nerazzurrro, accompagnato da altre due pesanti sconfitte con Torino e Fiorentina nelle settimane seguenti, ma con una nota positiva: la prima firma di Leão.

Una perla, una dimostrazione delle sue potenzialità, una risposta al popolo rossonero inizialmente diffidente del suo talento. La partita è quella di San Siro contro la Fiorentina, una disfatta a livello di risultato che da lì a poco porterà all’esonero dell’allenatore, ma che sullo sfondo vedrà apparire un filo di speranza, un accenno a quello che vedremo nei mesi a venire: personalità e gioventù, i capisaldi del nuovo Milan. Al minuto 80’ infatti Rafael sgattaiola nella retroguardia difensiva viola, saltando come birilli tre avversari, nascondendo la sua migliore amica sfera per poi appoggiarla in rete di sinistro: è il suo primo sigillo.

A gennaio avverrà finalmente l’inversione di rotta, il nuovo allenatore Stefano Pioli vedrà tornare a Milano Zlatan Ibrahimovic, vedrà prendere forma il suo progetto. Nell’anno solare i rossoneri conquisteranno 79 punti in 35 partite, numeri impressionanti, che vedono Leão più che protagonista, un protagonista in grado di lasciare un’impronta indelebile nella storia stessa del nostro campionato, e non solo. Sì, perché il 20 dicembre al Mapei Stadium gli basteranno 6 secondi e 76 centesimi per portare in vantaggio il Milan, con un taglio secco tra difensore centrale e terzino destro nero verde, sentenziando immediatamente la gara: sarà il gol più veloce della storia Serie A e dei top 5 campionati europei. E se il 2020 per il portoghese era finito con il suo nome impresso nell’albo d’oro del calcio europeo, il 2021 è iniziato ancora meglio: rete di pallonetto da posizione quasi impossibile contro il Benevento e gol del vantaggio contro il Torino la settimana seguente. Se ancora non siete convinti di questo ragazzo, forse le parole di un vero bomber potrebbero farvi cambiare idea.

‹‹Paolo, tra due anni questo è uno dei più forti in Europa. È devastante, ha sia velocità che forza fisica››

Bobo Vieri parlando con Maldini di Rafael Leão (Fonte: BoboTv)

Beginning

L’abbiamo visto nelle vesti di rapper appena 4 mesi fa, in una canzone della Bgang intitolata “Longe”, in una delle sue prime apparizioni nel mondo della musica, seppur non da protagonista assoluto. Oggi, 29 gennaio 2021, Rafael vuole far il suo ingresso a gamba tesa sulla scena, calamitando gli occhi su di lui, vedendo prendere forma il suo progetto: nasce Beginning, il primo EP firmato Rafael Leão. Si tratta di un disco intento a promuovere talento e gioventù, con 7 tracce cosparse di strofe del portoghese (in arte way45), accompagnate da featuring di giovani promettenti artisti. Il genere è un mix di rap, trap e drill, insomma grande varietà di sonorità, il tutto supportato dall’amico produttore Adjane Rafael. Come se non bastasse, oltre all’uscita delle tracce, a mezzanotte è arrivato anche il video di “Ballin”, la prima canzone dell’EP, allora mi sembra logico chiederselo…. Riuscirà questo ragazzo a stupirci anche con il microfono in mano?

Pietro Caneva


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